Veneto. Stefani: “Una struttura alternativa per giovani, così spezziamo la catena del crimine”

È stato inaugurato a Rovigo l'Istituto penitenziario per minori 'Antonio Vivaldi', una struttura moderna che ospiterà fino a 31 giovani detenuti, puntando su rieducazione, sport e laboratori creativi. Contestualmente, la Regione Veneto ha annunciato la nascita della prima comunità socio-terapeutica regionale per minori con polidipendenze e disturbi comportamentali come misura alternativa alla detenzione. Questo progetto sperimentale, finanziato congiuntamente dal Ministero della Giustizia e dalla Regione, mira a offrire percorsi di recupero specifici per i giovani coinvolti in fenomeni di criminalità minorile. L'iniziativa sottolinea l'importanza di coniugare l'esecuzione della pena con percorsi riabilitativi mirati per garantire un futuro ai minori.

Leggi l'articolo originale →

Scoppia la polveriera carceri e l’emergenza viene negata

L'articolo denuncia la crisi del sistema carcerario italiano, definita un'emergenza negata dalla politica, come evidenziato nel libro di Gianni Alemanno e Fabio Falbo. Ippolito critica il ricorso sistematico a commissari straordinari, sottolineando che i 4.600 nuovi posti previsti entro il 2027 sono insufficienti a colmare un esubero reale di oltre 15.000 detenuti. Tra le cause principali del sovraffollamento vengono indicate l'immigrazione, le tossicodipendenze e l'abuso della custodia cautelare, in un contesto segnato dal tragico record di 80 suicidi nel 2025. Questa situazione evidenzia l'urgenza di riforme strutturali per evitare l'implosione del sistema e nuove sanzioni internazionali.

Leggi l'articolo originale →

Nelle carceri italiane ci sono 63mila detenuti (ma i posti sono 46mila)

Il sistema carcerario italiano affronta un sovraffollamento critico con oltre 63.000 detenuti e una riduzione dei posti disponibili a causa di lavori di ristrutturazione, portando il tasso medio di affollamento al 137,8%. La situazione è aggravata dall'alto numero di suicidi, frequenti episodi di autolesionismo e dalla grave carenza di assistenza specialistica per i detenuti con disturbi psichiatrici o dipendenze. Anche la giustizia minorile e l'organico della polizia penitenziaria sono in forte sofferenza, con una mancanza di circa 2.000 agenti nonostante le recenti assunzioni. Questi dati sottolineano l'urgenza di riforme strutturali e di un maggiore ricorso a misure alternative per evitare il collasso definitivo del sistema penale.

Leggi l'articolo originale →

Il “carcere duro” non esclude colloquio straordinario con familiare anch’egli sottoposto al 41 bis

La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un colloquio telefonico tra due fratelli entrambi detenuti in regime di 41-bis, respingendo il ricorso del Ministero della Giustizia. La sentenza stabilisce che il diritto all'affettività familiare è fondamentale e può essere esercitato anche tra soggetti al carcere duro, purché avvenga sotto stretto controllo e in via eccezionale. I giudici hanno chiarito che non esiste un divieto normativo assoluto, poiché le moderne tecnologie consentono di bilanciare le esigenze di sicurezza con i diritti dei ristretti. Questa decisione riafferma la necessità di tutelare il nucleo essenziale dei diritti umani anche nelle forme di detenzione più restrittive.

Leggi l'articolo originale →

Mafia, Cassazione: la pericolosità non è un marchio

La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento che confermava la pericolosità sociale di Pietro Criaco, ex esponente della 'ndrangheta, criticando l'eccessivo appiattimento dei giudici sui reati commessi trent'anni fa. La sentenza sottolinea che la pericolosità non può essere un marchio indelebile, ma deve essere valutata in base a elementi attuali, come il percorso rieducativo e la condotta mantenuta durante i sedici anni di detenzione. Il caso evidenzia l'errore metodologico della Corte d'Appello che aveva ignorato i progressi dell'uomo, limitandosi a considerare vecchi precedenti e una protesta pacifica per i diritti dei detenuti. Questa decisione ribadisce la necessità di distinguere tra il passato criminale e la realtà presente del condannato. Tale principio è fondamentale per evitare che le misure di prevenzione si trasformino in una condanna perpetua de facto.

Leggi l'articolo originale →

La giustizia si rinforza con nuovi giudici e pm ma manca ancora un cancelliere su due

Nonostante l'arrivo di nuovi magistrati ordinari abbia parzialmente colmato le lacune negli uffici giudiziari del Piemonte, il sistema affronta ancora gravi criticità strutturali. La procuratrice generale Lucia Musti evidenzia una carenza media del 51% del personale amministrativo e l'imminente scadenza dei contratti per 500 lavoratori assunti con il PNRR. Particolarmente critica resta la situazione di Ivrea, dove la mancanza di personale e di figure apicali rallenta la gestione di importanti inchieste nazionali. Questa situazione sottolinea l'urgenza di interventi ministeriali mirati per evitare il collasso operativo degli uffici giudiziari piemontesi.

Leggi l'articolo originale →

Ceccanti: “I Sì al referendum arriveranno anche da chi sta con Schlein”

L'ex deputato PD Stefano Ceccanti, vicepresidente di Libertà Eguale, sostiene le ragioni del "Sì" al referendum sulla separazione delle carriere, distanziandosi dalla linea ufficiale per il "No" della segretaria Elly Schlein. Ceccanti afferma che la riforma sia necessaria per garantire un giudice realmente terzo e completare il disegno del processo accusatorio iniziato da Giuliano Vassalli. Egli invita gli elettori e gli iscritti al partito a votare seguendo la propria sensibilità e il merito del quesito, anziché limitarsi alla disciplina di partito o alla contrapposizione politica al governo. Questa spaccatura evidenzia la persistente complessità del dibattito interno al centrosinistra sui temi della riforma della giustizia.

Leggi l'articolo originale →

Giustizia, il fronte del No al referendum: “Coinvolgiamo i giovani per evitare le astensioni”

A Palermo è stata lanciata la campagna della società civile per il "no" al referendum sulla riforma della giustizia, che vede coinvolte realtà come Cgil, Arci e Libera. La portavoce Daniela Ciancimino sostiene che la riforma miri a sbilanciare i poteri dello Stato e a sottomettere la magistratura alla politica, senza risolvere criticità come il sovraffollamento carcerario. Il comitato esprime preoccupazione per la natura unilaterale del provvedimento e per il rischio di un alto astensionismo tra i cittadini. L'obiettivo è mobilitare l'opinione pubblica, specialmente i giovani, contro quella che viene definita una deriva democratica. Questa iniziativa evidenzia la crescente tensione tra governo e società civile riguardo all'indipendenza del sistema giudiziario italiano.

Leggi l'articolo originale →

Il referendum aiuti il dialogo

L'articolo analizza il prossimo referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, una riforma che prevede l'istituzione di due distinti CSM e di un'Alta corte disciplinare. L'autore sottolinea che, sebbene il provvedimento non risolverà i ritardi atavici della giustizia, rappresenta un'occasione cruciale per riflettere sulla perdita dell'autonomia di pensiero e del dialogo politico. Villanacci richiama lo spirito dei padri costituenti, evidenziando la necessità di un confronto costruttivo tra maggioranza e opposizione anziché forzature unilaterali. Il voto sarà dunque un momento di garanzia per decidere se confermare o bloccare un cambiamento strutturale dell'ordinamento giudiziario. Questa riflessione mette in luce l'importanza di riforme condivise per proteggere la Costituzione da logiche puramente partitiche.

Leggi l'articolo originale →

Sicurezza, la relazione di Nordio: nel 2025 si riducono carcere e arresti domiciliari

La relazione annuale del ministro Carlo Nordio per il 2025 evidenzia una significativa riduzione delle misure cautelari in Italia, con un calo degli arresti domiciliari e della custodia in carcere rispetto al 2024. I dati mostrano inoltre che il 90% dei casi soggetti a restrizioni si conclude con una condanna definitiva, sebbene emergano critiche sull'incompletezza delle statistiche fornite dagli uffici giudiziari. Parallelamente, resta acceso lo scontro con il Mef sulla trasparenza dei risarcimenti per l'ingiusta detenzione, a fronte di pochissimi procedimenti disciplinari avviati. Questa situazione sottolinea l'urgenza di migliorare la precisione nella raccolta dati per garantire un'analisi corretta dell'efficacia del sistema penale italiano.

Leggi l'articolo originale →

Libia. Ostaggi nel deserto: le prigioni sono piene di migranti egiziani

Il governo egiziano ha annunciato il rilascio di centinaia di connazionali detenuti in Libia, frutto di complessi negoziati diplomatici in un 2025 segnato da migliaia di rimpatri e centinaia di morti in mare. L'articolo evidenzia come la Libia rimanga uno snodo critico e pericoloso, dove i migranti egiziani subiscono violenze sistemiche, sequestri e sfruttamento da parte delle milizie locali. Nonostante il rafforzamento dei controlli costieri in Egitto, i flussi si sono spostati verso rotte terrestri clandestine attraverso il deserto, alimentando reti criminali radicate. Questa situazione drammatica sottolinea l'urgenza di una stabilizzazione politica della Libia per porre fine a un ciclo incessante di abusi e tragedie umane.

Leggi l'articolo originale →

Gran Bretagna. Heba e Kamran, i due attivisti palestinesi che si stanno lasciando morire di fame

Heba Muraisi, un'attivista di Palestine Action detenuta nel Regno Unito, ha superato i 68 giorni di sciopero della fame, oltrepassando il tragico limite raggiunto da Bobby Sands nel 1981. Insieme ad altri compagni, la donna protesta contro la detenzione preventiva prolungata e la classificazione del gruppo come organizzazione terroristica dopo atti di sabotaggio contro l'industria militare israeliana. Le condizioni di salute dei manifestanti sono ormai disperate, attirando appelli internazionali e richieste di intervento urgente al Segretario alla giustizia britannico. Questa vicenda rappresenta lo sciopero della fame più rilevante nel Regno Unito nell'ultimo mezzo secolo, ponendo il carcere al centro di un estremo scontro tra politica e sopravvivenza fisica.

Leggi l'articolo originale →

Monza. Detenuto denunciò pestaggio, chiesta la condanna per gli agenti

La Procura di Monza ha richiesto condanne fino a due anni e tre mesi per quattro agenti di polizia penitenziaria e l'ex comandante del carcere locale, accusati di aver aggredito nel 2019 il detenuto Umberto Manfredi. Sebbene un video mostri le violenze, la difesa sostiene che gli agenti abbiano agito per contenere la resistenza dell'uomo, che all'epoca era in sciopero della fame per ottenere un trasferimento. Il caso è emerso grazie alla denuncia dell'associazione Antigone e mette in luce le tensioni legate alla gestione dei collaboratori di giustizia. Questa vicenda richiama l'attenzione sull'importanza di monitorare il rispetto dei diritti umani e la condotta delle forze dell'ordine negli istituti penitenziari.

Leggi l'articolo originale →

Gratuito patrocinio, non è inammissibile la richiesta se manca indicazione dei redditi dei familiari

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 322/2026, ha chiarito che per l'accesso al gratuito patrocinio è sufficiente l'autocertificazione del reddito complessivo del nucleo familiare, senza la necessità di indicare separatamente i redditi dei singoli componenti. I giudici hanno stabilito che l'opposizione al diniego del beneficio non può essere decisa in modo sommario, ma richiede obbligatoriamente l'instaurazione del contraddittorio tra le parti tramite un'udienza camerale. Inoltre, è stato ribadito che in questa fase non è necessaria una procura speciale per il difensore, semplificando ulteriormente l'iter burocratico per il richiedente. Questa decisione rappresenta un importante passo avanti nella tutela del diritto alla difesa, evitando che formalismi eccessivi ostacolino l'accesso alla giustizia per i cittadini meno abbienti.

Leggi l'articolo originale →

Corruzione, senza prova effettiva di un accordo illecito di scambio non scatta il reato

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 40720/2025, ha stabilito che il semplice conflitto di interessi non è sufficiente per configurare il reato di corruzione senza la prova di un effettivo accordo illecito di scambio. La decisione chiarisce che la responsabilità penale non può fondarsi su presunzioni, ma richiede l'accertamento concreto di un nesso tra l'utilità ricevuta e il comportamento funzionale deviato. Anche in contesti di relazioni continuative tra pubblico e privato, rimane fondamentale dimostrare il patto che asservisce la funzione pubblica a interessi privati. Questo approccio rafforza la tutela delle garanzie individuali, distinguendo nettamente la cattiva gestione amministrativa dal reato penale. La sentenza rappresenta un monito sulla necessità di prove solide e verificabili nei processi per corruzione, evitando interpretazioni estensive della legge.

Leggi l'articolo originale →

Non convalida del trattenimento del richiedente asilo ex MSNA: assente una ponderata valutazione individuale

La Corte d’Appello di Milano ha negato la convalida del trattenimento in un CPR per un giovane egiziano, ex minore non accompagnato, sottolineando la mancanza di una valutazione individuale della sua posizione. Il provvedimento critica l'autorità amministrativa per non aver motivato l'assoluta necessità della detenzione né considerato misure alternative, come richiesto dalla normativa europea e nazionale. Il caso mette in luce le gravi carenze informative fornite ai minori stranieri nel passaggio alla maggiore età. Questa decisione ribadisce l'importanza della tutela dei diritti individuali e della dignità umana rispetto agli automatismi della detenzione amministrativa.

Leggi l'articolo originale →

Rovigo. Carcere minorile, inaugurazione con polemiche: “Sarà una polveriera”

Oggi viene inaugurato il nuovo carcere minorile di Rovigo alla presenza del sottosegretario Andrea Ostellari, che lo descrive come un tassello fondamentale per la legalità e il recupero dei giovani. Tuttavia, i sindacati esprimono forte preoccupazione per la carenza di personale qualificato e il rischio di tensioni, definendo la struttura una possibile "polveriera". Il carcere ospiterà 31 detenuti, inclusi quelli trasferiti dalla struttura sovraffollata di Treviso, ma l'operatività piena è prevista solo per marzo. La mancanza di figure dirigenziali stabili e l'impiego di agenti potenzialmente inesperti sollevano dubbi sulla gestione dei percorsi rieducativi. Questa situazione mette in luce le persistenti difficoltà strutturali del sistema penitenziario minorile italiano di fronte al raddoppio dei detenuti negli ultimi anni.

Leggi l'articolo originale →

Novara. Laurea in carcere al “41 bis”: detenuto dottore in economia

Raffaele Martena, detenuto in regime di 41 bis presso la casa circondariale di Novara, ha conseguito la laurea in Economia e Management con 110 e lode presso l'Università di Parma. Nonostante le restrizioni del carcere duro gli abbiano impedito ogni contatto con docenti e altri studenti, l'uomo ha completato il suo percorso studiando autonomamente sui libri. Entrato in prigione a soli 17 anni, Martena ha trasformato l'isolamento in un'occasione di crescita intellettuale e riscatto personale. Questo evento evidenzia come il diritto allo studio rimanga un fondamentale strumento di riabilitazione anche nelle condizioni detentive più severe del sistema penale italiano.

Leggi l'articolo originale →

Roma. Assemblea pubblica delle organizzazioni impegnate nelle carceri

Il 6 febbraio 2026 si terrà a Roma l'assemblea pubblica 'Giubileo dei detenuti: chiediamo clemenza e umanità nelle carceri italiane', promossa da circa venti organizzazioni della società civile tra cui Antigone, CGIL e Nessuno tocchi Caino. L'iniziativa invita volontari, enti del terzo settore e cittadini a unirsi per denunciare la drammatica situazione del sistema penitenziario nazionale. L'obiettivo è sollecitare soluzioni concrete che restituiscano umanità e dignità ai detenuti, superando una volta per tutte l'attuale stato di emergenza. Questo appello sottolinea l'urgenza di una riflessione profonda sulla funzione rieducativa della pena e sul rispetto dei diritti umani nelle carceri italiane.

Leggi l'articolo originale →