Rovigo. Carcere minorile, inaugurazione con polemiche: “Sarà una polveriera”

Riassunto

Oggi viene inaugurato il nuovo carcere minorile di Rovigo alla presenza del sottosegretario Andrea Ostellari, che lo descrive come un tassello fondamentale per la legalità e il recupero dei giovani. Tuttavia, i sindacati esprimono forte preoccupazione per la carenza di personale qualificato e il rischio di tensioni, definendo la struttura una possibile "polveriera". Il carcere ospiterà 31 detenuti, inclusi quelli trasferiti dalla struttura sovraffollata di Treviso, ma l'operatività piena è prevista solo per marzo. La mancanza di figure dirigenziali stabili e l'impiego di agenti potenzialmente inesperti sollevano dubbi sulla gestione dei percorsi rieducativi. Questa situazione mette in luce le persistenti difficoltà strutturali del sistema penitenziario minorile italiano di fronte al raddoppio dei detenuti negli ultimi anni.

di Federica Broglio
Il Gazzettino, 8 gennaio 2026
Oggi è prevista l’inaugurazione della struttura di via Verdi, ma i sindacati sono perplessi per la mancanza di personale adeguato: “Sarà una polveriera”. Sarà inaugurato oggi i il nuovo carcere minorile di Rovigo. Per l’occasione sarà presente alle ore 11.30, il sottosegretario di Stato alla Giustizia Andrea Ostellari (Lega) che ha sottolineato come Rovigo si inserisca nel piano di rafforzamento del sistema penitenziario minorile, che aveva già visto le aperture delle strutture di Lecce e L’Aquila. “Il sistema penale minorile - ha dichiarato recentemente Ostellari - deve essere fondato su certezza delle regole, strutture idonee e presenza dello Stato. Solo così è possibile restituire responsabilità, legalità e prospettive concrete ai giovani coinvolti”.
In realtà si tratta per ora di una cerimonia formale che non apre ufficialmente le porte di via Verdi, perché ancora i lavori non sono stati ultimati, ma manca poco. Si parla di marzo per la piena operatività. Si tratta di una struttura che accoglierà 31 detenuti minori e in cui troveranno spazio locali per attività scolastiche e percorsi di formazione professionale. Proprio a metà novembre il Dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità aveva indetto una procedura per l’acquisizione di un comandante di reparto per l’istituto penitenziario minorile di Rovigo e le manifestazioni di interesse dovevano essere presentate entro il 15 dicembre.
Ad ora però sembra che l’incarico dirigenziale non sia ancora stato assegnato e che sarà per il momento ricoperto a scavalco dalla direttrice di quello di Treviso Barbara Fontana. Il carcere di Treviso presenta gravi problemi di sovraffollamento ed è stato più volte teatro di rivolte da parte dei giovani detenuti e di tragedie come quella dell’agosto scorso con il suicidio di un 17enne appena arrestato a Vicenza. La capienza è di 12 posti, ma oggi ne accoglie 22, 12 minorenni e 6 maggiorenni, ma è destinato a chiudere con il trasferimento dei detenuti proprio a Rovigo. I restanti posti potrebbero essere coperti da altri giovani provenienti dalle carceri di Bologna o Milano dove esiste lo stesso problema di sovraffollamento. “Noi siamo sempre stati contrari ad un carcere minorile in città - afferma Giampietro Pegoraro della Fp Cgil -. Diventerà una polveriera. Ci sono minorenni ma anche maggiorenni che decidono di scontare la loro pena in un carcere minorile e il disagio di questa convivenza sarà elevata”.
Poi esiste un problema strutturale di personale. Il ministero della Giustizia ha dato la possibilità agli agenti di polizia penitenziaria di Treviso di decidere la propria destinazione, ma nel frattempo dovranno venire a Rovigo in attesa che quelli che stanno svolgendo il nuovo corso siano disponibili. Questo significa che a luglio potrebbero essere sostituiti, nel caso avessero scelto altre sedi, con personale giovane e senza esperienza. “È una situazione paradossale - continua Pegoraro - perché abbiamo a che fare con minori, serve formazione. Se succedono disordini come potranno intervenire e con quale bagaglio di conoscenze specifiche se sono appena usciti dal corso? Serviranno poi minimo 40 persone per 31 detenuti, più i traduttori o mediatori culturali perché molti ragazzi provengono dall’est Europa o dal Nord Africa. Senza contare la carenza di volontari. Per trattare con questi ragazzi serve formazione e a Rovigo non credo ci sia personale, anche volontario, qualificato”.
Purtroppo il numero dei detenuti minori in Italia negli ultimi due anni è raddoppiato e il trasferimento di quelli di Treviso a Rovigo non risolverà il problema del sovraffollamento, ma sarà solo spostato in un altro carcere che si trova peraltro nel pieno centro cittadino. “Dobbiamo essere preparati - conclude Pegoraro - nella speranza che il personale sia adeguato nel numero e ben formato”.