Lecce. La Garante dei detenuti: “Criticità nella struttura, biblioteca e cucina ancora non attivi”
Riassunto
La Garante dei detenuti di Lecce, Maria Mancarella, ha denunciato gravi criticità e disservizi presso l’Istituto penitenziario minorile locale, riaperto di recente dopo vent'anni di inattività. Durante la sua visita sono emerse carenze strutturali significative, tra cui la mancanza di aree sportive, il malfunzionamento dei servizi di base come l'acqua calda e l'assenza di attività scolastiche o laboratoriali. Viene inoltre segnalata un'insufficienza di personale e di progetti educativi approvati, limitando di fatto le possibilità di riabilitazione per i giovani ospiti. Questa situazione evidenzia l'urgenza di interventi strutturali e organizzativi per garantire standard dignitosi e percorsi rieducativi efficaci nel sistema penale minorile.
Maria Mancarella si è recata in visita all’Istituto penitenziario minorile, inaugurato lo scorso 20 novembre dopo circa venti anni di inattività, evidenziando anomalie e disservizi. La Garante leccese dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale si è recata in visita all’Istituto penitenziario minorile, inaugurato lo scorso 20 novembre, dopo circa venti anni di inattività. La capienza massima è di 27 ragazzi, al momento ve ne sono soltanto quattro, tutti italiani, provenienti dall’istituto di Airola interessato da lavori di ristrutturazione.
“I ragazzi, le cui famiglie vivono in Campania e nel nord della Puglia, sono arrivati durante il periodo delle vacanze di Natale, in un contesto di grande difficoltà per la carenza di personale e l’assenza dei volontari, accolti in struttura non ancora completamente agibile, con spazi esterni bui, aree non attrezzate”, denuncia la garante, la cui segnalazione giunge poco dopo quella della Cgil Lecce.
La visita, fa sapere Maria Mancarella, avrebbe confermato la presenza di molte delle criticità già denunciate dai sindacati, da Antigone e dal deputato Leonardo Donno. Gli spazi esterni sarebbero ancora in attesa di sistemazione. Né sarebbero previsti, sempre stando al racconto della garante, spazi per l’attività sportiva. “Il cortile dedicato ai “passeggi” è insufficiente come metratura, privo di copertura, di arredi di qualunque tipo, compresa una panchina per potersi sedere, e recintato con rete metallica non adatta a garantire la sicurezza dei ragazzi. Gli spazi interni del primo piano, adeguatamente ristrutturati, contengono le camere, tutte singole, tutte provviste di luce diretta e bagno interno con doccia”, aggiunge in una nota Mancarella.
Le criticità nella struttura - Tra le criticità segnalate, inoltre, vi sarebbero gli arredi delle aree comuni: “poche sedie nella saletta della socialità, la scuola non è ancora partita, la sala biblioteca non funziona, la cucina, pur arredata e completa, non è ancora in attività”. La garante non ha risparmiato altre anomalie nel servizio della struttura, come quelle riscontrate nell’erogazione dell’acqua calda: “A causa della eccessiva distanza tra la caldaia e le stanze di pernottamento, è necessario attendere un lasso di tempo molto lungo prima che l’acqua calda arrivi ai rubinetti e soprattutto alla doccia”.
Il personale - Nell’Ipm leccese sono già in servizio, oltre alla direttrice, al comandante e alla capo area trattamentale, quattro funzionari giuridico pedagogici, più una unità distaccata dall’Usm di Bari per un anno, tutte donne. “Importante offrire modelli maschili positivi, per creare relazioni fondate su autorevolezza, contenimento e senso della responsabilità. L’organico della polizia penitenziaria, composto, dal comandante, affiancato da due ispettori, un sovrintendente e sette agenti, è insufficiente se rapportato al momento in cui l’istituto andrà a pieno regime”, prosegue Maria Mancarella.
Le attività - Sarebbero quasi completamente assenti le attività trattamentali, sia di tipo laboratoriale che sportive e ricreative. È questa l’altra dura denuncia scaturita al termine della visita nell’Ipm del capoluogo salentino. “Dei tanti progetti per tempo inviati all’approvazione del ministero dalla Direzione non ne è stato approvato alcuno. Qualcosa è stato possibile avviare, grazie alla disponibilità di volontari, ma si tratta a volte di proposte che non incontrano il favore e la condivisione dei ragazzi che finiscono per disertarle. Da pochissimo è stato avviato un corso per elettricisti, curato in forma volontaria da una ditta edile. Sta per partire un laboratorio teatrale curato dal gruppo Koreya”, conclude.