Nelle carceri italiane ci sono 63mila detenuti (ma i posti sono 46mila)
Fulvio Fulvi
·
Avvenire
·
Riassunto
Il sistema carcerario italiano affronta un sovraffollamento critico con oltre 63.000 detenuti e una riduzione dei posti disponibili a causa di lavori di ristrutturazione, portando il tasso medio di affollamento al 137,8%. La situazione è aggravata dall'alto numero di suicidi, frequenti episodi di autolesionismo e dalla grave carenza di assistenza specialistica per i detenuti con disturbi psichiatrici o dipendenze. Anche la giustizia minorile e l'organico della polizia penitenziaria sono in forte sofferenza, con una mancanza di circa 2.000 agenti nonostante le recenti assunzioni. Questi dati sottolineano l'urgenza di riforme strutturali e di un maggiore ricorso a misure alternative per evitare il collasso definitivo del sistema penale.
Alessandro Diddi, su Il Sole 24 Ore, analizza la grave crisi del sovrappopolamento carcerario in Italia, che si sta avvicinando ai livelli critici che portarono alla condanna europea del 2013. Nonostante il piano governativo di creare 4.600 nuovi posti entro il 2027, i dati reali indicano una carenza effettiva di oltre 15.000 unità, rendendo gli interventi edilizi insufficienti. L'autore sottolinea che il problema richiede di affrontare nodi critici come l'alto numero di detenuti stranieri, tossicodipendenti e persone in attesa di giudizio. Questa situazione evidenzia la necessità di una riforma sistemica per evitare nuove sanzioni internazionali e tutelare la dignità dei detenuti.
Il sistema carcerario italiano affronta una grave crisi dovuta al sovraffollamento e alla carenza di magistrati di sorveglianza, con un rapporto critico di un magistrato ogni 300 detenuti. Samuele Ciambriello, garante campano dei detenuti, propone l'uso di misure alternative per i circa 16.700 reclusi con pene inferiori ai due anni per decongestionare gli istituti. Esperti e direttori carcerari sottolineano la necessità di aumentare l'organico per garantire la risocializzazione e il monitoraggio costante della vita dei reclusi. Questo scenario evidenzia l'urgenza di interventi strutturali per affrontare la cronica carenza di personale e migliorare l'efficienza del sistema penale italiano.
Le carceri italiane affrontano un'emergenza sanitaria cronica, segnata da un sovraffollamento medio del 138% e un numero allarmante di suicidi e decessi. La carenza di personale sanitario e le pessime condizioni igienico-strutturali favoriscono l'insorgere di gravi disturbi mentali e l'abuso di farmaci tra i detenuti. Nonostante i diritti garantiti dalla Costituzione, la mancanza di coordinamento tra amministrazioni rende difficile l'accesso alle cure e ai percorsi di rieducazione. Questa situazione evidenzia la necessità urgente di riforme per allineare il sistema penitenziario italiano agli standard internazionali e ai principi di umanità.