Nelle carceri italiane ci sono 63mila detenuti (ma i posti sono 46mila)
Fulvio Fulvi
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Avvenire
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Riassunto
Il sistema carcerario italiano affronta un sovraffollamento critico con oltre 63.000 detenuti e una riduzione dei posti disponibili a causa di lavori di ristrutturazione, portando il tasso medio di affollamento al 137,8%. La situazione è aggravata dall'alto numero di suicidi, frequenti episodi di autolesionismo e dalla grave carenza di assistenza specialistica per i detenuti con disturbi psichiatrici o dipendenze. Anche la giustizia minorile e l'organico della polizia penitenziaria sono in forte sofferenza, con una mancanza di circa 2.000 agenti nonostante le recenti assunzioni. Questi dati sottolineano l'urgenza di riforme strutturali e di un maggiore ricorso a misure alternative per evitare il collasso definitivo del sistema penale.
L'articolo descrive la drammatica situazione delle carceri italiane nel 2025, segnate da un sovraffollamento medio del 138,5% e un numero record di suicidi, compreso tra 79 e 80 casi. Oltre ai decessi, si registrano frequenti episodi di rivolte e incendi, alimentati dalla disperazione e dalla gestione inadeguata di detenuti con gravi fragilità psichiche. Il confronto internazionale mostra che l'Italia supera la mediana europea per criticità sistemiche, rendendo insufficienti i soli piani di ampliamento delle strutture. Questa situazione mette in luce una crisi umanitaria e gestionale ormai insostenibile per il sistema penitenziario italiano.
L'articolo denuncia la crisi drammatica del sistema carcerario italiano nel 2025, segnato da 80 suicidi e un sovraffollamento insostenibile che ha raggiunto i 63.868 detenuti. Con una capienza effettiva di soli 46.124 posti, molte strutture soffrono di gravi carenze igieniche, mancanza di personale e spazi vitali ridotti sotto i tre metri quadrati. L'associazione Antigone evidenzia inoltre un peggioramento negli istituti minorili dovuto agli effetti del decreto Caivano, che ha aumentato la popolazione giovane trascurando la funzione educativa della pena. Questa situazione evidenzia un'emergenza umanitaria e strutturale critica che richiede interventi urgenti da parte delle istituzioni.
Il bilancio di fine 2025 dell’associazione Antigone delinea un quadro drammatico delle carceri italiane, con 63.868 detenuti e un tasso di sovraffollamento del 138,5%. Alessio Scandurra, coordinatore dell’Osservatorio, evidenzia come le recenti scelte politiche e normative abbiano peggiorato le condizioni di vita e aumentato la tensione interna, portando a ben 80 suicidi in un anno. Antigone invoca un provvedimento straordinario urgente per ridurre le presenze e chiede investimenti nei percorsi di reinserimento per abbattere l'attuale recidiva del 70%. Questa situazione rappresenta una criticità insostenibile per il sistema penitenziario e il rispetto dei diritti umani in Italia.