Modena. Il Teatro dei Venti tra sogni sospesi e sfide: il futuro incerto di una compagnia ribelle

Il Teatro dei Venti ha ricevuto il prestigioso Premio Ubu 2025 per la 'Trilogia dell’assedio', un progetto realizzato coinvolgendo i detenuti delle carceri di Modena e Castelfranco Emilia. Il direttore artistico Stefano Tè ha sottolineato come l'attività teatrale rappresenti uno strumento fondamentale di riscatto e cambiamento per chi vive in reclusione. Nonostante il successo, la compagnia esprime forte preoccupazione per i tagli ai finanziamenti ministeriali che colpiscono i progetti culturali a sfondo sociale e di ricerca. Questa situazione evidenzia l'urgenza di proteggere le realtà artistiche che operano nelle periferie umane e sociali del Paese.

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Roma. Storie di riscatto: uno chef in carcere

Lo chef Massimiliano Orsini racconta la sua rinascita: dopo un passato segnato dalla droga e dal carcere per spaccio, ha trovato nella cucina una via di salvezza. Tornato a Rebibbia da uomo libero per l'iniziativa 'L’ALTrA Cucina… per un Pranzo d’Amore', Orsini ha condiviso la sua esperienza di recupero e l'apertura del suo ristorante 'Komos Talenti'. Il suo percorso testimonia come la passione professionale e il supporto familiare possano offrire una reale alternativa alla criminalità. Questa storia sottolinea l'importanza dei percorsi di riabilitazione professionale per un efficace reinserimento sociale dei detenuti.

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“La mia utopia? Abolire il carcere e aiutare i migranti”. Intervista a Valeria Verdolini

In un'intervista curata da Francesco Barana, Valeria Verdolini presenta il suo libro 'Abolire l’impossibile', in cui propone l'utopia come metodo concreto per riorganizzare la speranza e contrastare violenze sistemiche come il razzismo e il patriarcato. L'autrice sostiene l'abolizione, e non la semplice riforma, di strutture oppressive quali il carcere e i confini, ispirandosi al concetto di 'rovesciamento' di Franco Basaglia. Tra le proposte più radicali emergono la liberalizzazione dei visti per i migranti e una ridefinizione della sicurezza intesa come coesione sociale anziché come mero ordine pubblico. Questo lavoro invita a un cambio di paradigma per rispondere all'erosione dei diritti e del welfare che caratterizza l'epoca attuale. La proposta di Verdolini evidenzia la necessità di un nuovo orizzonte radicale per ripensare i rapporti di forza nella società moderna.

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L’Inps nega l’assegno sociale a un ex detenuto, il Tribunale glielo concede

Il Tribunale di Palermo ha stabilito che l'Inps non può negare l'assegno sociale a chi ha scontato una condanna definitiva prima dell'entrata in vigore della legge 92 del 2012. Il giudice Dante Martino ha accolto il ricorso di un ex detenuto, ribadendo il principio di irretroattività della legge penale e la funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione. Secondo l'avvocato Raimondo Cammalleri, la burocrazia non può privare un cittadino dei mezzi minimi di sussistenza dopo che ha già pagato il proprio debito con la giustizia. Questa sentenza rappresenta un precedente fondamentale per la tutela della dignità umana e dei diritti previdenziali degli ex detenuti in condizioni di indigenza.

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Un “fatto sociale totale” e le nostre risposte

L'articolo presenta il saggio 'Libertà di movimento', che denuncia il fallimento delle politiche migratorie europee responsabili di migliaia di morti nel Mediterraneo e lungo le rotte terrestri. L'autore critica la retorica dell'invasione e l'inefficacia dei blocchi di frontiera, evidenziando una profonda crisi etica nelle società capaci di accogliere selettivamente solo alcuni profughi. Le migrazioni sono descritte come un fatto sociale complesso che non può essere ridotto a mere statistiche o necessità economiche. Questo testo sottolinea l'urgenza di un cambiamento radicale per garantire che nessuna persona debba più morire a causa dei confini.

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Stati Uniti. Agenti dell’Ice uccidono una donna a Minneapolis durante un’azione anti-migranti

Renee Nicole Good, una cittadina americana di 37 anni, è stata uccisa a Minneapolis da agenti dell'ICE durante un'operazione contro l'immigrazione clandestina ordinata dal presidente Trump. Mentre la Casa Bianca sostiene la tesi dell'autodifesa descrivendo l'accaduto come un atto di terrorismo, il sindaco e il governatore locale denunciano un uso sconsiderato della forza basandosi su video che smentirebbero la ricostruzione federale. L'incidente ha scatenato forti proteste in una città già segnata dal caso George Floyd, esacerbando lo scontro politico tra l'amministrazione Trump e le autorità cittadine che chiedono il ritiro degli agenti. Questo episodio solleva gravi interrogativi sulla gestione della sicurezza e sulla legittimità degli interventi federali nelle città guidate dai democratici.

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Venezuela. Tempi incerti per la liberazione di Trentini. Rodríguez allenta restrizioni carcerarie

L'articolo analizza la delicata situazione dei cittadini italiani detenuti in Venezuela, tra cui il cooperante Alberto Trentini e il giornalista Biagio Pilieri, in un contesto di forti tensioni tra la presidenza ad interim di Delcy Rodríguez e il ministro dell’Interno Diosdado Cabello. Nonostante i segnali di apertura verso gli Stati Uniti e la possibile revisione dei casi, la Farnesina appare incerta sui numeri reali dei prigionieri, attirandosi critiche per la gestione comunicativa del dossier. La famiglia di Trentini ha richiesto il silenzio mediatico per evitare che strumentalizzazioni politiche compromettano le trattative per la scarcerazione. Questa vicenda mette in luce le difficoltà della diplomazia italiana e l'urgenza di una mappatura affidabile dei detenuti per garantire il rispetto dei diritti umani.

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Michele Sarno: “Il processo non deve solo essere giusto ma anche apparire giusto”

In questa intervista, l'avvocato Michele Sarno critica il coinvolgimento politico dell'ANM nei comitati referendari, sostenendo che tale attivismo ne comprometta l'imparzialità agli occhi dei cittadini. Sarno difende la riforma della giustizia, in particolare la separazione delle carriere, come strumento essenziale per garantire che il giudice sia realmente terzo e indipendente. Viene inoltre sottolineata l'importanza della meritocrazia e del superamento delle correnti interne alla magistratura per ripristinare la fiducia nel sistema giudiziario. Queste riflessioni evidenziano il delicato equilibrio tra l'autonomia dei magistrati e la percezione pubblica di un processo equo.

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Clemente Mastella: “Io che fui salvato dai giudici dico che questa riforma è pericolosa”

L'ex ministro della Giustizia Clemente Mastella esprime una netta contrarietà alla riforma Nordio sulla separazione delle carriere, definendola un'involuzione inquisitoria che trasformerebbe i pubblici ministeri in "superpoliziotti". Secondo Mastella, la riforma non risolverebbe il problema delle correnti attraverso il sorteggio, ma indebolirebbe la figura del giudice e creerebbe "due caste" separate. Egli critica inoltre l'approccio del governo, considerato una sorta di rivalsa politica, e avverte sulle possibili divisioni interne al Partito Democratico in vista del voto. Questa analisi mette in luce le forti perplessità di una figura storica della politica italiana verso il profondo cambiamento dell'architettura giudiziaria.

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Il referendum sulla Giustizia non si riduca a un derby

L'articolo analizza il prossimo referendum sulla giustizia come un momento cruciale nel lungo conflitto tra politica e magistratura, focalizzandosi sulla riforma del CSM e il rischio di alterare l'equilibrio costituzionale. L'autore evidenzia come la separazione delle carriere sia già nei fatti realtà e che il vero nodo sia la proposta di sorteggio dei membri del CSM, interpretata come una minaccia all'indipendenza giudiziaria. Viene denunciata una tendenza globale alla verticalizzazione del potere esecutivo che rischia di indebolire la tutela dei diritti dei cittadini. Per superare questa fase distruttiva, Giovagnoli invita a recuperare lo spirito dei padri costituenti, cercando un compromesso che preservi l'autonomia dei giudici. Questo scenario evidenzia una sfida fondamentale per la tenuta democratica del sistema italiano.

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Perché non c’è ancora la data del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati?

Nonostante la riforma sulla separazione delle carriere dei magistrati sia stata approvata mesi fa, la data del referendum confermativo resta incerta a causa di diverse interpretazioni normative. Il governo deve decidere se indire la consultazione subito, basandosi sulle richieste dei parlamentari già convalidate, o attendere il 30 gennaio per includere l'esito della raccolta firme promossa dai cittadini. Gli esperti costituzionalisti sottolineano che attendere la fine del trimestre previsto dalla Costituzione sarebbe più coerente con la prassi democratica. Tale incertezza solleva questioni rilevanti sulla tempistica e la trasparenza dei processi di riforma istituzionale in Italia.

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Antisemitismo, la destra punta su Delrio. Tensione nel Pd

L'articolo illustra l'avvio dell'iter in Senato per il disegno di legge contro l'antisemitismo proposto da Graziano Delrio, mossa che ha generato tensioni interne al Partito Democratico. La segretaria Elly Schlein punta a un testo unitario entro metà gennaio, ma permangono divisioni sull'adozione della definizione dell'Ihra e sul timore di limitare le critiche al governo israeliano. Con il Movimento 5 Stelle pronto a presentare la propria proposta e il centrodestra che osserva le crepe nell'opposizione, il dibattito parlamentare si preannuncia complesso. Questa situazione evidenzia la difficoltà del centrosinistra nel trovare una sintesi comune su temi etici e internazionali di grande sensibilità.

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“Pacchetto sicurezza”, le nuove norme in arrivo

Il governo italiano e la Lega stanno definendo un nuovo pacchetto di norme sulla sicurezza che prevede una stretta sul porto d'armi bianche tra i minori e l'introduzione di uno scudo legale per le forze dell'ordine. Parallelamente, la Lega propone misure restrittive sui migranti, come la riduzione a 19 anni del limite per l'accoglienza dei minori non accompagnati e la possibilità di rimpatrio forzato verso le famiglie d'origine. Queste iniziative sembrano mirate a consolidare il consenso elettorale del centrodestra e a rispondere alle preoccupazioni dell'opinione pubblica sui giovani stranieri. Tali proposte sollevano però seri dubbi di incostituzionalità e rischiano di aggravare la marginalizzazione sociale dei minori coinvolti.

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Sovraffollamento: Mattarella invii messaggio alle Camere secondo art. 87 della Costituzione

L'articolo evidenzia l'urgenza di intervenire sul sovraffollamento delle carceri italiane, che conta oltre 14.000 detenuti in eccedenza rispetto alla capienza regolamentare. Nonostante i ripetuti moniti del Presidente Mattarella, l'autore sostiene che sia necessario un passo ulteriore: l'invio di un messaggio formale alle Camere ai sensi dell'articolo 87 della Costituzione. Tale iniziativa, già intrapresa da Giorgio Napolitano nel 2013, costringerebbe il Parlamento ad assumersi le proprie responsabilità di fronte alle sistematiche violazioni dei diritti. Questo appello sottolinea una crisi di legalità ormai insostenibile per il sistema penitenziario e civile del Paese.

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Morire di carcere, dentro o appena usciti

L'articolo riporta il caso di una donna di 41 anni, da poco uscita dal carcere, morta suicida nel reparto di Psichiatria dell'ospedale di Livorno il 27 dicembre scorso. La Procura ha avviato un'indagine per omicidio colposo, mentre il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud denuncia l'approccio eccessivamente custodialistico e i precedenti decessi avvenuti nella stessa struttura. Viene evidenziata la vulnerabilità di chi ha vissuto l'esperienza carceraria e la mancanza di un supporto post-detenzione che eviti risposte puramente sedative. Questa vicenda solleva criticità urgenti sulla gestione della salute mentale e sulla tutela della dignità umana negli ambienti di reclusione e cura.

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La legalità è illegale: è questo il carcere

Tullio Padovani denuncia la gravissima crisi delle carceri italiane, definendole luoghi di illegalità istituzionalizzata dove mancano spazi, igiene e dignità umana. L'autore critica duramente la riforma penitenziaria del 1975, considerandola un atto di vacua retorica che ha aumentato la discrezionalità del potere senza garantire i diritti fondamentali dei detenuti. Viene evidenziato il paradosso di uno Stato che, pur dovendo rieducare alla legalità, viola sistematicamente le proprie leggi all'interno delle strutture detentive. Questa situazione mette in luce il fallimento del sistema rieducativo e la necessità urgente di un intervento politico per ripristinare la decenza e il rispetto del dettato costituzionale.

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Taranto. Suicidi in carcere. “In Comune nomini il Garante dei detenuti”

Il consigliere Emiliano Messina denuncia l'emergenza suicidi nelle carceri italiane, citando gli 80 decessi del 2025 e il caso recente avvenuto nel carcere di Taranto. Il sovraffollamento critico, con la struttura tarantina che ospita il doppio dei detenuti previsti, e la mancanza di prospettive aggravano il disagio psicologico dei ristretti. Messina sollecita il sindaco di Taranto a nominare urgentemente il garante dei detenuti per tutelare la dignità umana e favorire il reinserimento sociale. Questo evidenzia la necessità impellente di riforme strutturali per affrontare la crisi del sistema carcerario italiano.

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Firenze. Nel carcere frigorifero di Sollicciano: “In alcune celle temperature a 2 gradi”

L'articolo descrive le condizioni critiche del carcere di Sollicciano, dove il malfunzionamento del riscaldamento e le infiltrazioni d’acqua hanno portato le temperature interne vicino allo zero. Agenti e detenuti sono costretti a vivere in ambienti gelidi e umidi a causa di infrastrutture obsolete, una situazione che ha già provocato incidenti pericolosi come un recente incendio causato da una stufetta. Sia il garante regionale Giuseppe Fanfani che la sindaca Sara Funaro denunciano l'invivibilità della struttura, sostenendo che l'unica soluzione definitiva sia l'abbattimento e la ricostruzione dell'edificio. Questa emergenza evidenzia una grave mancanza di dignità e sicurezza per chi vive e lavora nel sistema carcerario italiano.

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Oristano. Situazione esplosiva nel carcere: i detenuti protestano per il sovraffollamento

Il carcere di Massama a Oristano sta affrontando una grave crisi di sovraffollamento dopo il trasferimento di oltre 50 detenuti da Sassari e Roma, portando la popolazione carceraria a 297 unità a fronte di soli 264 posti disponibili. I sindacati e il Garante denunciano un clima di alta tensione che ha già causato disordini, sottolineando l'insufficienza dell'organico della polizia penitenziaria per gestire l'emergenza. Viene richiesto un intervento urgente dello Stato per migliorare le infrastrutture e garantire il rispetto dei diritti umani e della dignità dei detenuti. Questa situazione evidenzia la necessità critica di una gestione coordinata delle risorse penitenziarie a livello nazionale per evitare che le strutture regionali collassino.

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Cremona. Tragedia in carcere: si toglie la vita l’uomo che uccise la compagna

Franco Pettineo, cinquantaduenne in attesa di giudizio per l’omicidio della compagna Sabrina Baldini Paleni, si è suicidato nel carcere di Cremona nel giorno dell'Epifania. L'uomo aveva confessato il delitto, avvenuto nel marzo 2025 dopo una lite per motivi economici, e avrebbe dovuto comparire a breve davanti alla Corte d’assise di Pavia. La vicenda si conclude tragicamente prima che il percorso giudiziario potesse giungere a una sentenza definitiva. Questo evento evidenzia ancora una volta il dramma dei suicidi dietro le sbarre per chi è in attesa di giudizio.

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