Il Garante campano Samuele Ciambriello ha visitato il reparto psichiatrico del carcere di Secondigliano per denunciare l’invisibilità dei detenuti affetti da patologie mentali, spesso privi di cure adeguate. L'articolo segnala un sistema penitenziario al collasso, con un sovraffollamento effettivo del 133% e una grave carenza di personale psichiatrico rispetto ai parametri di legge. Il 2024 è stato l'anno record per i suicidi in cella e i dati del 2025 confermano una tendenza drammatica, aggravata dalla chiusura di presidi sanitari essenziali. Questa situazione mette in luce l'incapacità dello Stato di garantire il diritto alla salute, trasformando la detenzione in una forma di sofferenza priva di percorsi riabilitativi.
Il dibattito politico sul referendum per la riforma della giustizia è già acceso, con aspri scontri tra i sostenitori del Sì e del No in merito alla futura indipendenza della magistratura. La riforma prevede innovazioni strutturali come la separazione delle carriere e lo sdoppiamento del Csm, punti cardine rivendicati da Forza Italia come eredità di Silvio Berlusconi. Mentre l'opposizione raccoglie firme per tentare di posticipare il voto, il fronte del governo mira a concludere la campagna elettorale entro marzo. Questo scontro mette in luce la profonda polarizzazione politica attorno a un cambiamento radicale dell'ordinamento giudiziario italiano.
Il progetto 'Adozione in Città', promosso dalla Camera Penale di Catanzaro, è stato ufficialmente avviato per offrire ai giovani detenuti, in particolare stranieri senza legami familiari, opportunità di reinserimento sociale attraverso l'ascolto e la relazione. Durante la prima giornata, un giovane detenuto ha potuto incontrare delle famiglie della comunità e vedere il mare, vivendo un momento di normalità e convivialità lontano dalla struttura penitenziaria. L'iniziativa si basa su un protocollo d'intesa che coinvolge magistratura, chiesa e avvocatura, puntando a superare la logica della sola sanzione. Questo modello evidenzia l'importanza di una giustizia riparativa capace di costruire ponti reali tra il 'dentro' e il 'fuori', restituendo dignità alla persona.
Il progetto 'Ritagli di Futuro' trasforma materiali dismessi della Fondazione Mast in accessori di design realizzati dalle detenute ed ex detenute del laboratorio sartoriale Gomito a Gomito a Bologna. L'iniziativa, coordinata con Approdi Aps, punta a offrire una formazione professionale reale e certificata, superando lo stigma sociale e promuovendo la sostenibilità ambientale. Attraverso la produzione di pezzi unici, il progetto mira a restituire dignità al lavoro in carcere e a costruire ponti tra l'istituto penitenziario e la società civile. Questo esempio dimostra come la sinergia tra istituzioni culturali e realtà sociali possa generare un impatto concreto sul percorso di riabilitazione.
Simone Alecci, Sergio Belardinelli, Umberto Curi, et al.
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Il Foglio
Il testo propone un "indulto differito" come soluzione innovativa per affrontare l'emergenza del sovraffollamento carcerario in Italia, accogliendo gli appelli di Papa Francesco e del Presidente Mattarella. A differenza di un provvedimento immediato, questa misura prevede un'efficacia ritardata di tre o sei mesi per organizzare percorsi di reinserimento sociale, lavorativo e di giustizia riparativa. L'obiettivo è prevenire la recidiva e garantire la sicurezza collettiva attraverso un accompagnamento concreto del detenuto verso la libertà. Questa proposta evidenzia la necessità di una riforma che coniughi la clemenza istituzionale con la responsabilità sociale e strutturale del sistema penitenziario.
L'autore analizza la sentenza n. 201 del 2025 della Corte Costituzionale, che ha ripristinato il dovere del magistrato di sorveglianza di valutare le istanze di liberazione anticipata, eliminando i vincoli di inammissibilità introdotti dal recente Decreto Legge 92/2024. La Consulta ha ribadito che la liberazione anticipata non è un semplice premio, ma uno strumento fondamentale per la rieducazione e il reinserimento sociale del detenuto, in linea con i principi di uguaglianza della Costituzione. La decisione sottolinea come lo Stato debba garantire valutazioni periodiche del percorso detentivo per incentivare il cambiamento positivo del condannato. Questa pronuncia riafferma con forza la funzione rieducativa della pena contro le tendenze puramente punitive della legislazione attuale.
Gli autori denunciano come la sistematica "mancanza di scorte" nelle carceri italiane impedisca l'esercizio di diritti fondamentali, in particolare il diritto alla salute e alla dignità. A causa della carenza di personale per i trasporti, molti detenuti perdono visite mediche ospedaliere urgenti o permessi per gravi motivi familiari, come nel tragico caso di un uomo a cui è stato impedito di salutare la madre morente. Nonostante le visite ispettive di esponenti istituzionali, l'amministrazione penitenziaria spesso minimizza il problema del sovraffollamento e del degrado burocratico. Gli autori suggeriscono un intervento del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria per richiedere il supporto di altre forze dell'ordine nei trasferimenti d'emergenza. Questa situazione evidenzia una criticità drammatica nella tutela dei diritti costituzionali all'interno del sistema penitenziario italiano.
Intesa Sanpaolo sostiene la Scuola di Edilizia presso il carcere di Opera a Milano, un progetto promosso dalla Fondazione Don Gino Rigoldi per favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso il lavoro. L'iniziativa punta a ridurre drasticamente il tasso di recidiva, che scende al 2% per chi ha un contratto di lavoro rispetto al 70% della media nazionale. Oltre alla formazione tecnica, il programma offre percorsi di orientamento e sviluppo di competenze trasversali, estendendosi anche ad altre carceri italiane con diverse attività produttive e culturali. Questo modello dimostra come il binomio formazione-lavoro sia lo strumento più efficace per trasformare la pena in un'opportunità di riscatto e dignità. Il successo di tali iniziative sottolinea l'importanza di investire nel lavoro carcerario come pilastro fondamentale per la sicurezza e la coesione della società civile.
Federico Pilagatti, segretario del Sappe, denuncia la gravissima situazione delle carceri italiane, definendole 'discariche umane' prive di assistenza adeguata per detenuti con problemi psichiatrici e dipendenze. Il sindacato propone di superare il fallimento delle Rems riaprendo strutture specializzate e trasferendo i tossicodipendenti in comunità terapeutiche per ridurre suicidi e violenze. Viene inoltre suggerita l'espulsione immediata dei detenuti stranieri condannati come misura contro il sovraffollamento. Questa denuncia evidenzia l'urgenza di una riforma strutturale per garantire il rispetto dei principi costituzionali e della dignità umana all'interno del sistema penitenziario.
In vista del referendum sulla riforma Nordio, la magistratura italiana appare profondamente divisa tra i comitati del 'Sì' e del 'No', con una crescente polarizzazione tra figure di spicco come i procuratori Cascini e Salvato. Al centro della contesa ci sono temi cruciali come la separazione delle carriere, il sorteggio dei membri del CSM e l'istituzione di un'Alta corte disciplinare. Il dibattito è ulteriormente acceso dalle polemiche sui finanziamenti, con accuse all'ANM di utilizzare ingenti fondi associativi per sostenere la campagna contro la riforma. Questa situazione riflette una spaccatura istituzionale senza precedenti che mette in luce la tensione tra indipendenza della magistratura e riforme legislative.
Negli ultimi 30 anni, circa 960 persone all'anno in Italia hanno subito una detenzione ingiusta, affrontando spesso iter decennali per ottenere un indennizzo economico. La proposta di legge di iniziativa popolare intitolata a Beniamino Zuncheddu mira a introdurre una rendita mensile di circa 1.000 euro erogata immediatamente dopo il proscioglimento, come anticipo sul risarcimento finale. Questa misura intende proteggere la stabilità finanziaria di chi ha esaurito i propri risparmi per dimostrare la propria innocenza, garantendo un sostegno tempestivo. L'iniziativa sottolinea la necessità per lo Stato di fornire una tutela effettiva e immediata alle vittime più vulnerabili del sistema giudiziario.
Beniamino Zuncheddu, vittima del più grave errore giudiziario in Italia, è stato scarcerato dopo trentatré anni di prigione per una strage mai commessa. Nonostante la lunga ingiustizia basata su un riconoscimento pilotato, Zuncheddu ha mantenuto la speranza grazie alla fede e al sostegno della sua famiglia. Oggi l'uomo promuove una raccolta firme per garantire risarcimenti immediati a chi subisce detenzioni ingiuste, poiché attualmente lo Stato richiede anni per erogare gli indennizzi. Questa vicenda richiama l’urgenza di una riforma che tuteli effettivamente la dignità delle persone distrutte da errori del sistema giudiziario.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 201/2025, ha dichiarato illegittima la riforma del 2024 che limitava il diritto dei detenuti a richiedere la liberazione anticipata ogni sei mesi. Secondo i giudici, il rinvio della valutazione del beneficio alla fine della pena compromette la finalità rieducativa e il riscontro periodico necessario per incentivare il percorso di recupero del condannato. La Consulta ha sottolineato come la certezza semestrale dello sconto di pena rappresenti uno stimolo fondamentale per il detenuto, garantendo i principi di ragionevolezza sanciti dalla Costituzione. Questa pronuncia riafferma la centralità della funzione rieducativa della pena e l'importanza di un monitoraggio costante del percorso trattamentale individuale.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40485/2024, ha stabilito che il diritto al risarcimento per condizioni di detenzione inumane non si estingue con la scarcerazione del richiedente. Il Magistrato di Sorveglianza mantiene la competenza sulla domanda anche dopo la fine della pena e ha l'obbligo di garantire un'udienza in contraddittorio, non potendo rigettare l'istanza con un decreto sbrigativo. Questa decisione sottolinea che la tutela contro trattamenti degradanti deve restare effettiva, indipendentemente dallo stato di libertà attuale del soggetto. Si tratta di un passo fondamentale per assicurare che le violazioni dei diritti umani nelle carceri non restino prive di adeguata riparazione.
La Corte Costituzionale, con la sentenza 202/2025, ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 609-octies del Codice Penale nella parte in cui non prevede una riduzione di pena per i casi di minore gravità nella violenza sessuale di gruppo. La Consulta ha stabilito che la mancanza di questa 'valvola di sicurezza' viola i principi di proporzionalità e rieducazione della pena, impedendo al giudice di adeguare la sanzione al disvalore effettivo del fatto concreto. I giudici potranno ora modulare la pena, attualmente fissata a un minimo di otto anni, qualora la condotta risulti significativamente meno grave rispetto alla fattispecie astratta. Questa decisione rappresenta un passo fondamentale per garantire una maggiore equità e individualizzazione del trattamento sanzionatorio nel sistema penale italiano.
Con la sentenza n. 203/2025, la Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittimo il cosiddetto 'decreto Caivano' nella parte in cui vieta la messa alla prova per i minori nei casi di violenza sessuale di minore gravità. Sebbene la Consulta riconosca la discrezionalità del legislatore nel limitare i benefici per reati gravi, ritiene irragionevole escludere i fatti di lieve entità, per i quali il codice prevede già riduzioni di pena significative. La decisione riafferma la preminenza della funzione rieducativa della pena nel sistema penale minorile, che deve assecondare la differente gravità delle condotte. Questo intervento rappresenta un importante limite alla rigidità normativa per favorire il recupero sociale dei minorenni.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 212/2025, ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 34 del codice di procedura penale nella parte in cui non prevede l’incompatibilità per il giudice dell’udienza preliminare (GUP) che abbia già valutato il caso in sede di riesame o appello cautelare. La Consulta ha stabilito che aver espresso un parere su aspetti sostanziali di una misura cautelare compromette l'imparzialità necessaria per presiedere l'udienza preliminare, oggi considerata una vera sede di giudizio. Questa decisione estende una tutela già prevista per il giudice del dibattimento, garantendo il pieno rispetto del diritto alla difesa e dell’uguaglianza dei cittadini. Tale provvedimento rappresenta un passo fondamentale per assicurare la terzietà del magistrato e la trasparenza del sistema processuale italiano.
Nel 2025 la Lombardia ha registrato 14 suicidi nelle carceri, con Pavia che detiene il triste primato regionale di tre decessi. Il sovraffollamento cronico, che in istituti come Vigevano e San Vittore supera il 230%, unito alla mancanza di opportunità lavorative, compromette gravemente la funzione rieducativa della pena. Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, denuncia come il sistema carcerario si sia ridotto a un mero contenitore di corpi, ignorando i precetti costituzionali. Questa drammatica situazione evidenzia un'emergenza umanitaria e strutturale che richiede riforme urgenti per il sistema penitenziario italiano.
Il Garante campano Samuele Ciambriello ha organizzato un pranzo festivo per i detenuti del reparto psichiatrico di Secondigliano, denunciando l'invisibilità e l'abbandono dei malati mentali in carcere. Nonostante la presenza di oltre 4.000 detenuti con patologie psichiche in Italia, Ciambriello sottolinea la chiusura di molte sezioni specializzate in Campania e la grave carenza di strutture REMS. L'iniziativa ha offerto un momento di condivisione, ma ha anche evidenziato la necessità di cure esterne al carcere e di un maggiore supporto territoriale per i soggetti più fragili. Il Garante sollecita le istituzioni a dare risposte concrete oltre le battaglie ideologiche, affinché la salute mentale non sia dimenticata dietro le sbarre. Questo appello solleva una questione cruciale sulla compatibilità tra detenzione e patologie psichiatriche nel sistema italiano.