Bologna. “Ritagli di Futuro”, le detenute riciclano materiali di scarto della Fondazione Mast
Vittoria Melchioni
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Corriere di Bologna
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Riassunto
Il progetto 'Ritagli di Futuro' trasforma materiali dismessi della Fondazione Mast in accessori di design realizzati dalle detenute ed ex detenute del laboratorio sartoriale Gomito a Gomito a Bologna. L'iniziativa, coordinata con Approdi Aps, punta a offrire una formazione professionale reale e certificata, superando lo stigma sociale e promuovendo la sostenibilità ambientale. Attraverso la produzione di pezzi unici, il progetto mira a restituire dignità al lavoro in carcere e a costruire ponti tra l'istituto penitenziario e la società civile. Questo esempio dimostra come la sinergia tra istituzioni culturali e realtà sociali possa generare un impatto concreto sul percorso di riabilitazione.
L'articolo descrive come il lavoro a maglia e l'uncinetto siano diventati strumenti significativi di riabilitazione nei penitenziari italiani, offrendo ai detenuti un modo per gestire la monotonia della reclusione. Attraverso laboratori come quelli di Salerno e Milano-Bollate, il fare manuale permette di trasformare l'attesa passiva in un'azione creativa che restituisce un senso di autonomia e continuità. Questa pratica non è solo un passatempo, ma una trasformazione culturale che ridefinisce l'identità maschile e il rapporto con il tempo dietro le sbarre. L'iniziativa evidenzia l'importanza di integrare attività che favoriscano la dignità umana e la riappropriazione del proprio tempo nel sistema carcerario.
La Casa Circondariale di Brindisi ha concluso il progetto 'Imparare il mestiere', un corso di edilizia e manutenzione volto a offrire ai detenuti concrete opportunità di riscatto sociale e professionale. Promossa dall’Associazione Profeta, l'iniziativa punta sulla riscoperta dei mestieri manuali per favorire la disciplina, la responsabilità e l'acquisizione di competenze spendibili una volta terminata la pena. Il successo dell'intervento è stato garantito dalla collaborazione tra la direzione della struttura e la Polizia Penitenziaria, riaffermando il valore della formazione nei percorsi di riabilitazione. Questa esperienza evidenzia come il lavoro manuale possa restituire dignità e speranza, rappresentando un modello fondamentale per il reinserimento sociale nel sistema penale italiano.
Il Comune di Bolzano e la direzione della casa circondariale locale hanno siglato un protocollo d'intesa per impiegare i detenuti in lavori socialmente utili, come la cura del verde e la manutenzione urbana, a partire da febbraio. L'iniziativa mira a favorire il reinserimento sociale e professionale dei partecipanti attraverso attività di volontariato che includono la pulizia degli argini dei fiumi e il decoro del cimitero comunale. Il progetto, che inizierà con un gruppo ristretto di detenuti già autorizzati al lavoro esterno, punta a ridurre la recidiva valorizzando la funzione rieducativa della pena. Questa iniziativa rappresenta un passo fondamentale per rafforzare il legame tra l'istituto penitenziario e il tessuto cittadino.