Brindisi. “Impara l’arte”: la campagna del Gruppo Fortis arriva nel carcere
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Riassunto
La Casa Circondariale di Brindisi ha concluso il progetto 'Imparare il mestiere', un corso di edilizia e manutenzione volto a offrire ai detenuti concrete opportunità di riscatto sociale e professionale. Promossa dall’Associazione Profeta, l'iniziativa punta sulla riscoperta dei mestieri manuali per favorire la disciplina, la responsabilità e l'acquisizione di competenze spendibili una volta terminata la pena. Il successo dell'intervento è stato garantito dalla collaborazione tra la direzione della struttura e la Polizia Penitenziaria, riaffermando il valore della formazione nei percorsi di riabilitazione. Questa esperienza evidenzia come il lavoro manuale possa restituire dignità e speranza, rappresentando un modello fondamentale per il reinserimento sociale nel sistema penale italiano.
A Reggio Calabria, un nuovo protocollo promosso dalla prefettura mira a favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso il lavoro esterno e la formazione professionale. L'iniziativa coinvolge diversi attori economici e istituzionali, portando già ai primi risultati concreti come tirocini e contratti di lavoro per abbattere la recidiva. Oltre all'occupazione, il dibattito evidenzia la necessità di migliorare l'assistenza sanitaria e affrontare il sovraffollamento per tutelare la dignità delle persone recluse. Questo progetto sottolinea l'importanza di costruire ponti tra carcere e mondo produttivo per una reale funzione rieducativa della pena.
A Pavia sono stati sbloccati i 'protocolli d’inclusione' per i detenuti della casa circondariale di Torre del Gallo, permettendo l'avvio di attività culturali e di pubblica utilità. Lo sblocco è avvenuto a seguito di un’interrogazione parlamentare che ha sollecitato il Ministero della Giustizia a favore di percorsi rieducativi concreti. L’iniziativa punta a migliorare le condizioni di un sistema carcerario attualmente in crisi, caratterizzato da sovraffollamento e tensioni interne. Queste convenzioni mirano a restituire alla pena la sua funzione costituzionale di reinserimento sociale, coinvolgendo attivamente il Comune e gli enti locali nel recupero dei reclusi. Questo provvedimento rappresenta un passo fondamentale per contrastare il degrado degli istituti penitenziari italiani attraverso la dignità e il lavoro.
Per la prima volta nella storia del carcere di via De Andrè a Piazza Armerina, cinque detenuti hanno partecipato a tirocini lavorativi esterni grazie al progetto 'RipartiAmo'. L'iniziativa, supportata da diverse associazioni e aziende locali, ha permesso ai partecipanti di lavorare in settori come l'edilizia e la ristorazione, favorendo il loro reinserimento sociale. Il progetto ha inoltre offerto un essenziale sportello di assistenza psicologica per sopperire alle carenze sanitarie statali all'interno delle strutture penitenziarie. Questo successo evidenzia l'importanza del lavoro e del supporto mentale come strumenti chiave per prevenire la recidiva e costruire un futuro di legalità.