Bolzano. Carcere, un progetto per ripartire

Riassunto

Il Comune di Bolzano e la direzione della casa circondariale locale hanno siglato un protocollo d'intesa per impiegare i detenuti in lavori socialmente utili, come la cura del verde e la manutenzione urbana, a partire da febbraio. L'iniziativa mira a favorire il reinserimento sociale e professionale dei partecipanti attraverso attività di volontariato che includono la pulizia degli argini dei fiumi e il decoro del cimitero comunale. Il progetto, che inizierà con un gruppo ristretto di detenuti già autorizzati al lavoro esterno, punta a ridurre la recidiva valorizzando la funzione rieducativa della pena. Questa iniziativa rappresenta un passo fondamentale per rafforzare il legame tra l'istituto penitenziario e il tessuto cittadino.

di Lorenzo Nicolao
Corriere dell’Alto Adige, 27 gennaio 2026
Intesa col Comune per impiegare i detenuti in lavori socialmente utili. Si comincia a febbraio. Partecipare a lavori di manutenzione e pulizia utili alla comunità e guadagnare la possibilità di reinserirsi nella società, magari trovando anche lavoro. I detenuti del carcere di Bolzano potranno farlo da febbraio grazie al protocollo d’intesa firmato dal sindaco Claudio Corrarati e dal direttore dell’istituto penitenziario Giovangiuseppe Monti. Un lavoro svolto in prima linea dall’assessora alle Politiche sociali Patrizia Brillo e dall’area educativa della Casa circondariale. Si comincerà dal primo febbraio con un gruppo di cinque-sei detenuti, ai quali siano già state autorizzate misure come l’assegno di libertà o la possibilità di lavorare all’esterno dell’istituto.
Il progetto, che sarà ridefinito, organizzato e possibilmente esteso in base ai risultati raggiunti, mira a reinserire queste persone all’interno del tessuto sociale attraverso attività come la cura del verde pubblico, la pulizia degli argini di corsi d’acqua come il Talvera e l’Isarco o altri lavori di manutenzione, come, l’annunciata rimozione di spore e muffe dalle lapidi del cimitero comunale. L’assessorato al Sociale e la direzione del carcere ritengono possa essere importante non solo per dare ai detenuti la possibilità di responsabilizzarsi e sdebitarsi con la società, ma anche di ritagliarsi maggiori opportunità professionali, una volta usciti dall’istituto. Per gestire meglio il progetto, si partirà con un periodo “di collaudo” di due mesi (febbraio-aprile), per poi proseguire nel corso del 2026 con due periodi di quattro mesi ciascuno, incoraggiando una rotazione dei detenuti. La partecipazione al progetto sarà comunque su base volontaria e tiene conto degli ingressi e delle uscite frequenti che caratterizzano la struttura (attualmente i detenuti presenti nel carcere di via Dante sono 102, su una capienza di 88).
Al momento di firmare il protocollo, Corrarati ha sottolineato che rigore e rispetto delle regole, anche in questi progetti, non sono in contrasto con l’integrazione dei detenuti, ma possono essere per loro il ponte ideale per evitare che il carcere sia un mondo a sé, lontano dalla società. “Non vogliamo essere solo spettatori, fornendo le strutture. Come amministrazione vogliamo partecipare attivamente, dando a queste persone la possibilità di partecipare alla cura e al decoro della città. Saranno comunque rispettate le autorizzazioni ricevute da Procura e Tribunale. Verrà fornita anche una copertura assicurativa”. L’assessora Brillo sottolinea il valore della funzione rieducativa, affermando che “i lavori socialmente utili, con l’aspetto del reinserimento sociale, possono prevenire efficacemente la reiterazione dei reati e ridurre i casi di recidiva”.
Il direttore Monti, anche in merito al progetto, sottolinea l’importanza di avere un carcere in città, nonostante la costante necessità di una nuova struttura. E aggiunge: “Non è la prima nostra iniziativa di questo tipo, ma con questo protocollo possiamo finalmente disporre di un calendario strutturato che speriamo possa coinvolgere sempre più persone e realtà. Ogni istituto dovrebbe offrire per legge questa opportunità, ma passare dalle linee programmatiche alla loro realizzazione non è mai scontato”.