Referendum Giustizia, la sfida tra i magistrati: ecco tutti i nomi degli schieramenti tra le toghe
Virginia Piccolillo
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Corriere della Sera
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Riassunto
In vista del referendum sulla riforma Nordio, la magistratura italiana appare profondamente divisa tra i comitati del 'Sì' e del 'No', con una crescente polarizzazione tra figure di spicco come i procuratori Cascini e Salvato. Al centro della contesa ci sono temi cruciali come la separazione delle carriere, il sorteggio dei membri del CSM e l'istituzione di un'Alta corte disciplinare. Il dibattito è ulteriormente acceso dalle polemiche sui finanziamenti, con accuse all'ANM di utilizzare ingenti fondi associativi per sostenere la campagna contro la riforma. Questa situazione riflette una spaccatura istituzionale senza precedenti che mette in luce la tensione tra indipendenza della magistratura e riforme legislative.
La riforma della giustizia del ministro Nordio si avvia verso un possibile referendum nel marzo 2026, puntando sulla netta separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri. Il progetto prevede la creazione di due CSM distinti e di una Corte Disciplinare, introducendo il sorteggio per limitare il peso delle correnti interne alla magistratura. Se il centro-destra promuove la riforma come garanzia di imparzialità, le opposizioni e l'ANM temono che la divisione possa indebolire l'indipendenza dei PM, esponendoli a pressioni politiche. Questa evoluzione rappresenta un passaggio cruciale che potrebbe ridefinire l'equilibrio dei poteri costituzionali in Italia.
Il 22 e 23 marzo 2026 si terrà il referendum confermativo sulla riforma della giustizia firmata dal ministro Nordio, che prevede la separazione delle carriere e lo sdoppiamento del CSM. A Napoli, magistrati e avvocati si stanno mobilitando con comitati opposti per informare i cittadini su temi cruciali come l'indipendenza giudiziaria e il sorteggio dei membri togati. Mentre i sostenitori del 'Sì' mirano a ridurre l'influenza delle correnti, i contrari denunciano il rischio di un pericoloso squilibrio tra i poteri dello Stato a favore dell'Esecutivo. Questa mobilitazione evidenzia quanto la riforma costituzionale sia un tema divisivo ma fondamentale per il futuro del sistema giudiziario italiano.
Il Guardasigilli Carlo Nordio ha lanciato una sfida pubblica all'Associazione Nazionale Magistrati per un confronto sulla riforma della giustizia, in vista del referendum previsto per la metà di marzo 2026. Il Ministro accusa la magistratura di temere il dialogo, mentre le opposizioni criticano la mancanza di dibattito parlamentare, giustificata da Nordio con la necessità di dare priorità alla riforma del premierato. Parallelamente, prosegue la raccolta firme del fronte del 'No' sostenuta da PD e Movimento 5 Stelle per contrastare un provvedimento ritenuto dannoso. Questa situazione evidenzia una tensione istituzionale crescente tra il potere esecutivo e l'ordine giudiziario in vista di una scadenza referendaria cruciale.