Catanzaro. “Adozione in Città”, prende vita il progetto per i minori detenuti
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CatanzaroChannel.it
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Riassunto
Il progetto 'Adozione in Città', promosso dalla Camera Penale di Catanzaro, è stato ufficialmente avviato per offrire ai giovani detenuti, in particolare stranieri senza legami familiari, opportunità di reinserimento sociale attraverso l'ascolto e la relazione. Durante la prima giornata, un giovane detenuto ha potuto incontrare delle famiglie della comunità e vedere il mare, vivendo un momento di normalità e convivialità lontano dalla struttura penitenziaria. L'iniziativa si basa su un protocollo d'intesa che coinvolge magistratura, chiesa e avvocatura, puntando a superare la logica della sola sanzione. Questo modello evidenzia l'importanza di una giustizia riparativa capace di costruire ponti reali tra il 'dentro' e il 'fuori', restituendo dignità alla persona.
A Reggio Calabria, un nuovo protocollo promosso dalla prefettura mira a favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso il lavoro esterno e la formazione professionale. L'iniziativa coinvolge diversi attori economici e istituzionali, portando già ai primi risultati concreti come tirocini e contratti di lavoro per abbattere la recidiva. Oltre all'occupazione, il dibattito evidenzia la necessità di migliorare l'assistenza sanitaria e affrontare il sovraffollamento per tutelare la dignità delle persone recluse. Questo progetto sottolinea l'importanza di costruire ponti tra carcere e mondo produttivo per una reale funzione rieducativa della pena.
L'Arcidiocesi di Catania e l'Ufficio Distrettuale Esecuzione Penale Esterna (Udepe) hanno siglato un accordo per promuovere attività di volontariato riparativo e percorsi di reinserimento lavorativo per persone condannate o in attesa di giudizio. L'iniziativa mira a favorire l'inclusione sociale e a ridurre la recidiva, offrendo ai beneficiari la possibilità di riscattarsi attraverso servizi alla comunità. L'Arcivescovo Luigi Renna e la direttrice dell’Udepe Maria Pia Fontana hanno sottolineato come la pena debba avere una funzione rieducativa, in linea con i principi costituzionali e cristiani. Questo progetto evidenzia l'importanza di investire in percorsi di legalità per contrastare la marginalità sociale che spesso alimenta la criminalità.
La Giunta regionale ha deliberato la proroga del protocollo d'intesa per gli interventi di giustizia riparativa e di comunità, destinati ai minori sottoposti a provvedimenti penali in Piemonte. Il Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Giovanni Ravalli, ha accolto positivamente la notizia, sottolineando come la collaborazione tra enti locali e autorità giudiziarie favorisca la consapevolezza del danno e la riconciliazione tra autori di reato e vittime. L'iniziativa, in linea con la Riforma Cartabia, coinvolge i comuni di Torino e Novara e mira al pieno reinserimento sociale dei giovani. Questo impegno istituzionale rappresenta un passo fondamentale verso un sistema penale minorile più umano e orientato alla riabilitazione.