Catania. I giovani detenuti puliscono la Villa Pacini
Riassunto
A Catania è partito un progetto di giustizia riparativa che coinvolge giovani sottoposti a procedimenti penali in attività di pulizia urbana come operatori ecologici. L'iniziativa, nata da un'intesa tra Prefettura, Comune, Tribunale per i minorenni e Gema Spa, mira a offrire ai ragazzi opportunità educative e futuri sbocchi lavorativi. Il presidente Roberto Di Bella evidenzia come il progetto permetta a giovani di quartieri isolati di integrarsi nel tessuto sociale e conoscere il valore storico della città attraverso visite guidate dell'Università. Al termine del percorso, i partecipanti riceveranno un attestato utile per l'inserimento nel mondo del lavoro, favorendo una cultura di sostenibilità sociale. Questa iniziativa rappresenta un passo fondamentale per offrire alternative concrete alla criminalità e contrastare il disagio minorile attraverso l'impegno civico.
La Sicilia, 29 gennaio 2026
Nato da un’intesa tra Prefettura, Comune, Gema, Ufficio Servizio sociale e Tribunale per i minorenni Il presidente Di Bella: “Per loro non si tratta solamente di giustizia riparativa, ma anche di un possibile sbocco lavorativo”. “Sono molto contento di partecipare a questo progetto e dare un contributo alla città per farla diventare più bella”. A dirlo è uno dei giovani sottoposti a procedimenti penali che, ieri mattina, ha iniziato la sua attività a villa Pacini come operatore ecologico. Si tratta di un progetto frutto di un protocollo d’intesa siglato a dicembre dalla Prefettura, dall’Assessorato comunale all’Ecologia, dall’Autorità giudiziaria minorile, dall’Ufficio di Servizio sociale per i minorenni (Ussm) e dall’Università di Catania con il coinvolgimento operativo di Gema Spa.
Presente all’appuntamento anche Roberto Di Bella, presidente del Tribunale per i minorenni: “È una iniziativa molto importante di giustizia riparativa, i ragazzi dell’area penale avranno possibilità di accedere a varie esperienze significative ed educative. Sono ragazzi - spiega Di Bella - che vengono da quartieri della città isolati, ed è un modo per loro di vivere la città. E spero sempre che, come già avvenuto in passato col consorzio Gema, ci possa essere un inserimento lavorativo”.
Come spiegato dal vicesindaco di Catania, e assessore all’Ecologia Massimo Pesce, l’iniziativa serve “A promuovere la cultura della sostenibilità ambientale e sociale nei confronti dei minori e dei giovani adulti, favorendo al contempo l’integrazione tra giovani provenienti da differenti contesti socio culturali con la partecipazione delle scuole, del mondo dell’associazionismo giovanile e ambientalista e dei Centri di aggregazione”. E soprattutto “sarà un’attività che continuerà: i ragazzi ogni giorno, in base naturalmente agli impegni scolastici e di altro tipo che hanno, andranno a fare questo servizio nelle zone turistiche della città, da via Etnea a via Crociferi passando per il Castello Ursino”.
In alto due dei giovani sottoposti a procedimenti penali che, ieri mattina, hanno effettuato lo spazzamento a Villa Pacini. A sinistra Roberta Montalto (Ussm), Roberto Di Bella (presidente Tribunale minori), Massimo Pesce (vicesindaco) e gli operatori delle cooperative coinvolte.
Al termine del percorso i giovani riceveranno anche un attestato. Questo, come spiega Roberta Montalto, direttrice dell’Ussm, “gli darà la possibilità di accedere a varie offerte di lavoro. Ma la finalità prioritaria è che loro si sentano protagonisti per rendere più bella la città. Un’attività elaborata insieme a loro, non è imposta e che non si limita a tenere più pulita la città. Infatti collabora anche l’Università di Catania, che consentirà ai ragazzi di fare visite guidate anche per conoscere il valore storico dei luoghi in cui andranno ad operare”.
Di Bella inserisce poi queste attività anche in un contesto più ampio relativo alla condizione dei minori in città. Il magistrato, noto come ideatore del modello “Liberi di scegliere”, che prevede una presa in carico del minore ma anche del nucleo familiare “per uscire da contesti permeati dai fenomeni mafiosi”, come spiega. Un modello già sperimentato con successo in Calabria prima che a Catania. E che vede un’attenzione particolare al problema minorile in città. Anche quando si tratta di scelte criticate, come avvenuto nei giorni scorsi a San Cristoforo relativamente alla spesa dei fondi del cosiddetto “decreto Caivano”. “Dobbiamo guardare il lato positivo: questi fondi, grazie all’attenzione del governo, sono arrivati in città, e non altrove. E tutto nasce dalle attività che si stanno facendo con Comune, Osservatorio prefettizio sui minori e con lo stesso Tribunale per i minorenni. Invito ad andare oltre le scelte se costruire una scuola o fare altro. Il disagio minorile è la genesi di tutti i problemi della città, non solo del malcostume, ma anche della criminalità comune e di quella organizzata. Dopo decenni di disattenzione si stanno dando opportunità a ragazzi che purtroppo non ne hanno avute”.
Insieme ai ragazzi ci sono anche gli operatori di tre cooperative sociali: Airone, Comunità dei Giovani 2020 e Marianella Garcia. E proprio Salvo Filippello, coordinatore dell’attività per Marianella, spiega: “Potrebbero sembrare frasi di circostanza quelle dette oggi dai ragazzi ma per loro è davvero un’esperienza unica per allargare gli orizzonti sulla città”