Trapani. “La libertà è un libro”, un laboratorio per raccontare vite (recluse)
Jana Cardinale
·
balarm.it
·
Riassunto
Alla Casa Circondariale di Trapani, il progetto “La libertà è un libro”, curato da Ornella Fulco e Fabrizia Sala, utilizza la lettura e la scrittura come strumenti di riscatto per i detenuti. Attraverso laboratori settimanali, i partecipanti esplorano temi legati ai sentimenti e ai diritti umani, riscoprendo la propria dignità oltre l'errore commesso. L'iniziativa, attiva da quindici anni, ha favorito momenti di profonda umanità, come l'incontro empatico tra i detenuti e la madre di una giovane vittima di criminalità. Questo progetto dimostra come la cultura e l'ascolto siano ponti fondamentali per il reinserimento sociale e la riabilitazione all'interno delle carceri italiane.
L'articolo evidenzia come la formazione professionale sia fondamentale per ridurre la recidiva carceraria, che crolla al 2% per chi ottiene una collocazione lavorativa. Il progetto 'Vite Libera', ideato dall'Associazione Italiana Sommelier presso il carcere di Siena, offre a sei detenuti un percorso di alta formazione per conseguire il diploma professionale di sommelier. Questa iniziativa mira a favorire il riscatto sociale e l'inclusione, trasformando il tempo della pena in un'opportunità di crescita reale in linea con il dettato costituzionale. Tale modello sottolinea l'importanza di investire in percorsi professionalizzanti per garantire un effettivo reinserimento dei detenuti nella società.
Il progetto “Sprigiona il tuo cuore” ha promosso laboratori di mandala nelle sedi di Siracusa e Vittoria, offrendo alle figlie di persone detenute uno spazio creativo e sicuro per gestire l'assenza dei genitori. Guidate dalla psicologa Alessandra Faino, le partecipanti dai 6 ai 17 anni utilizzano l’arte meditativa per esprimere emozioni sommerse e ricostruire legami familiari segnati da fratture dolorose. L'iniziativa, selezionata dall'impresa sociale Con i bambini, mira a contrastare la povertà educativa attraverso il sostegno psicologico e momenti di interazione di qualità. Questo intervento evidenzia la necessità di creare percorsi di cura specifici per i minori che vivono indirettamente l'esperienza del carcere.
Il Comune di Ferrara e la casa circondariale locale hanno siglato una convenzione per sostenere la genitorialità dei padri detenuti attraverso tre percorsi: consulenze individuali, incontri mensili con le famiglie e gruppi di confronto tra pari. L'iniziativa, promossa dall'assessore Cristina Coletti e dalla direttrice Maria Martone, mira a rafforzare i legami affettivi e favorire un reinserimento sociale consapevole in un ambiente armonioso. Questo progetto rappresenta un'eccellenza innovativa nel panorama penitenziario italiano, ponendo l'accento sulla tutela della dignità della popolazione carceraria. Tale approccio evidenzia l'importanza cruciale del supporto familiare come pilastro fondamentale per il successo dei percorsi rieducativi.