Ferrara. Sostegno ai genitori detenuti, un patto con l’amministrazione
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Il Resto del Carlino
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Riassunto
Il Comune di Ferrara e la casa circondariale locale hanno siglato una convenzione per sostenere la genitorialità dei padri detenuti attraverso tre percorsi: consulenze individuali, incontri mensili con le famiglie e gruppi di confronto tra pari. L'iniziativa, promossa dall'assessore Cristina Coletti e dalla direttrice Maria Martone, mira a rafforzare i legami affettivi e favorire un reinserimento sociale consapevole in un ambiente armonioso. Questo progetto rappresenta un'eccellenza innovativa nel panorama penitenziario italiano, ponendo l'accento sulla tutela della dignità della popolazione carceraria. Tale approccio evidenzia l'importanza cruciale del supporto familiare come pilastro fondamentale per il successo dei percorsi rieducativi.
L'associazione no-profit "Seconda Chance" facilita l'inserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti, creando ponti tra le carceri e le imprese del territorio ferrarese e romagnolo. Un esempio significativo è quello di Marco, assunto a tempo indeterminato e promosso a responsabile presso l'azienda di carpenteria Inci di Renazzo. Il progetto coinvolge diversi settori, dalla moda agli stabilimenti balneari, aiutando le aziende a trovare personale e offrendo ai detenuti un'opportunità di riscatto sociale. Nonostante gli incentivi fiscali, molti imprenditori scelgono di aderire per motivi etici, dimostrando una grande sensibilità verso la riabilitazione. Questa iniziativa rappresenta un modello virtuoso per favorire il reinserimento sociale e combattere la carenza di manodopera in settori critici.
L'articolo racconta la storia di F., un trentunenne albanese condannato per spaccio che sta scontando gli ultimi quattro anni di pena presso l'azienda agricola sociale Parco Contadino Pratolungo. Grazie all'intervento dell'associazione Viale K, l'uomo ha trovato accoglienza e un'opportunità di reinserimento nonostante non avesse una dimora per scontare i domiciliari. F. esprime profondo pentimento per il suo passato e il desiderio di costruirsi un futuro onesto integrandosi nel tessuto sociale italiano. Questo caso evidenzia l'importanza fondamentale delle realtà di terzo settore nel supportare il percorso riabilitativo dei detenuti privi di reti familiari.
Dal 2016, il progetto nato dalla collaborazione tra Fieracavalli e la casa circondariale di Montorio ha coinvolto 172 detenuti in percorsi di formazione per tecnico di scuderia, rilasciando finora 53 diplomi. L'iniziativa offre lezioni teoriche e pratiche all'interno del carcere, dove è stata allestita una piccola scuderia, e include corsi di yoga per migliorare la gestione delle emozioni nel rapporto con gli animali. Molti partecipanti hanno già trovato impiego in centri ippici locali, confermando l'efficacia del progetto nel favorire il reinserimento lavorativo e sociale. Questo esempio virtuoso sottolinea come la formazione professionale possa rappresentare una reale seconda possibilità per chi sconta una pena.