Ferrara. La nuova vita di Giovanni. I detenuti fanno l’impresa. È una Seconda Chance
Riassunto
L'associazione no-profit "Seconda Chance" facilita l'inserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti, creando ponti tra le carceri e le imprese del territorio ferrarese e romagnolo. Un esempio significativo è quello di Marco, assunto a tempo indeterminato e promosso a responsabile presso l'azienda di carpenteria Inci di Renazzo. Il progetto coinvolge diversi settori, dalla moda agli stabilimenti balneari, aiutando le aziende a trovare personale e offrendo ai detenuti un'opportunità di riscatto sociale. Nonostante gli incentivi fiscali, molti imprenditori scelgono di aderire per motivi etici, dimostrando una grande sensibilità verso la riabilitazione. Questa iniziativa rappresenta un modello virtuoso per favorire il reinserimento sociale e combattere la carenza di manodopera in settori critici.
Il Resto del Carlino, 25 gennaio 2026
Dai negozi del centro ai lidi, associazione crea contatti tra carcere e ditte Azienda non riusciva a trovare personale. “È molto bravo, già promosso” Si chiama Marco, ha 40 anni. Da pochi mesi per lui è iniziata una nuova vita, una Seconda Chance. Dopo aver lavorato per un periodo, negli orari in cui poteva uscire dal carcere, all’Inci di Renazzo impresa nel settore della carpenteria, è stato assunto a tempo indeterminato. Alessio Toselli, il titolare, spiega: “È molto bravo, l’abbiamo promosso come responsabile di un settore. Queste persone, pur avendo commesso errori, meritano una seconda opportunità”.
Seconda Chance si chiama l’associazione no-profit costituita nel 2022, è stata fondata dalla giornalista del TgLa7 Flavia Filippi. Centinaia le opportunità di lavoro procurate a detenuti ed ex detenuti. Seconda Chance opera sul campo cercando adesioni attraverso un attivo porta a porta. Una volta presentati i vantaggi, certamente non solo economici, che spettano a chi aderisce al progetto, l’imprenditore viene invitato a prendere in carico uno o più detenuti. Ad operare sulla nostra provincia per l’associazione è Lara Mariani che segue anche Bologna e la Romagna. Ad occuparsi dell’Emilia è Stefania Portioli.
“A Cento abbiamo ottenuto - racconta Lara Mariani - un bellissimo risultato”. Non solo a Cento. In questi giorni Seconda Chance sta prendendo contatti con gli stabilimenti balneari dei sette lidi tramite un imprenditore del mare. Drammatica del resto la mancanza di personale nelle nostre spiagge durante la stagione balneare. La prossima settimana si intensificheranno i contatti con una pasticceria del centro storico, ci saranno i colloqui nel nostro carcere per cercare un detenuto che possa andare a lavorare in quella attività. Si sta facendo avanti anche una grande azienda che opera nel settore dell’abbigliamento.
“Anche multinazionali che non hanno la sede a Ferrara - precisa - si sono interessate a questo percorso, si tratta di aziende italiane che hanno punti vendita su questo territorio e che stanno dimostrando grande sensibilità”. Dall’abbigliamento alla lavorazione del ferro. “Azienda che opera nel settore delle saldature cerca da sempre personale, stiamo in questi giorni fissando i colloqui in carcere, grazie alla grande disponibilità della direttrice Maria Martone. Un aspetto interessante è che questi imprenditori non hanno difficoltà ad assumere persone che hanno una certa età e che sul mercato del lavoro sarebbero tagliati fuori”.
Mariani ci tiene a precisare un aspetto. “È vero che chi assume detenuti usufruisce di incentivi fiscali, ma spesso lo fanno per motivi etici”. Un lavoro anche dietro le sbarre. “Stiamo sondando la strada per realizzare in carcere un laboratorio per una pasticceria”. Fondata nel 2005, Inci era una piccola carpenteria, una manciata di addetti, adesso sono una quarantina. Tra loro c’è Marco, la sua nuova vita. Toselli dice: “Non riuscivamo a trovare nessuno pronto a fare quel lavoro, siamo contenti”.