Giarre (Ct). Protocollo Asp-carcere per prevenire i disagi mentali tra i detenuti
Non specificato
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La Sicilia
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Riassunto
L'Asp di Catania ha approvato un nuovo protocollo con la Casa circondariale di Giarre finalizzato alla prevenzione dell'autolesionismo e del rischio suicidario tra la popolazione detenuta. Il piano prevede un monitoraggio costante che inizia sin dal primo ingresso in struttura, includendo visite mediche specifiche e l'istituzione di un'unità di ascolto per intercettare precocemente segnali di sofferenza emotiva. L'obiettivo è garantire la continuità terapeutica tra interno ed esterno, favorendo al contempo i processi di risocializzazione e tutela della salute psichica. Questa iniziativa rappresenta un passo significativo per contrastare il disagio psicologico cronico e migliorare le condizioni di vita all'interno degli istituti penitenziari.
Le carceri italiane affrontano un'emergenza sanitaria cronica, segnata da un sovraffollamento medio del 138% e un numero allarmante di suicidi e decessi. La carenza di personale sanitario e le pessime condizioni igienico-strutturali favoriscono l'insorgere di gravi disturbi mentali e l'abuso di farmaci tra i detenuti. Nonostante i diritti garantiti dalla Costituzione, la mancanza di coordinamento tra amministrazioni rende difficile l'accesso alle cure e ai percorsi di rieducazione. Questa situazione evidenzia la necessità urgente di riforme per allineare il sistema penitenziario italiano agli standard internazionali e ai principi di umanità.
Federico Pilagatti, segretario del Sappe, denuncia la gravissima situazione delle carceri italiane, definendole 'discariche umane' prive di assistenza adeguata per detenuti con problemi psichiatrici e dipendenze. Il sindacato propone di superare il fallimento delle Rems riaprendo strutture specializzate e trasferendo i tossicodipendenti in comunità terapeutiche per ridurre suicidi e violenze. Viene inoltre suggerita l'espulsione immediata dei detenuti stranieri condannati come misura contro il sovraffollamento. Questa denuncia evidenzia l'urgenza di una riforma strutturale per garantire il rispetto dei principi costituzionali e della dignità umana all'interno del sistema penitenziario.
Samuele Ciambriello e Coordinamento della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali
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garantedetenutilazio.it
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Il Portavoce Samuele Ciambriello e i Garanti territoriali hanno presentato il documento 'Non nuove carceri ma carceri nuove' per sollecitare riforme urgenti contro il sovraffollamento penitenziario. Le proposte includono l'incremento della liberazione anticipata da 45 a 70 giorni a semestre e un maggiore ricorso alle misure alternative per chi deve scontare pene inferiori ai due anni. L'obiettivo è trasformare il sistema carcerario puntando sulla dignità umana e sulla funzione rieducativa della pena, come previsto dalla Costituzione. Questa iniziativa sottolinea l'urgenza di intervenire per contrastare l'allarmante aumento dei suicidi e il degrado delle condizioni di vita negli istituti italiani.