Liberazione anticipata, torna il riscontro semestrale da parte del MdS
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Il Sole 24 Ore
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Riassunto
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 201/2025, ha dichiarato illegittima la riforma del 2024 che limitava il diritto dei detenuti a richiedere la liberazione anticipata ogni sei mesi. Secondo i giudici, il rinvio della valutazione del beneficio alla fine della pena compromette la finalità rieducativa e il riscontro periodico necessario per incentivare il percorso di recupero del condannato. La Consulta ha sottolineato come la certezza semestrale dello sconto di pena rappresenti uno stimolo fondamentale per il detenuto, garantendo i principi di ragionevolezza sanciti dalla Costituzione. Questa pronuncia riafferma la centralità della funzione rieducativa della pena e l'importanza di un monitoraggio costante del percorso trattamentale individuale.
Il senatore Walter Verini propone un "grande patto nazionale" per affrontare l'emergenza sovraffollamento nelle carceri italiane, citando l'appello di Papa Francesco e i dettami della Costituzione. La proposta prevede un piano straordinario che coinvolga imprese e comuni per garantire formazione, alloggio e lavoro ai detenuti beneficiari di provvedimenti di clemenza, come l'indulto o la liberazione anticipata. Secondo Verini, l'intervento deve riguardare circa 15.000 persone condannate per reati minori, superando l'immobilismo e le logiche puramente punitive del governo. Questo approccio mira a trasformare la detenzione in un percorso di reale reinserimento sociale, rispondendo a una crisi umanitaria che non può più attendere.
Il 6 febbraio 2026 si terrà a Roma l'assemblea pubblica 'Giubileo dei detenuti: chiediamo clemenza e umanità nelle carceri italiane', promossa da circa venti organizzazioni della società civile tra cui Antigone, CGIL e Nessuno tocchi Caino. L'iniziativa invita volontari, enti del terzo settore e cittadini a unirsi per denunciare la drammatica situazione del sistema penitenziario nazionale. L'obiettivo è sollecitare soluzioni concrete che restituiscano umanità e dignità ai detenuti, superando una volta per tutte l'attuale stato di emergenza. Questo appello sottolinea l'urgenza di una riflessione profonda sulla funzione rieducativa della pena e sul rispetto dei diritti umani nelle carceri italiane.
Intesa Sanpaolo sostiene la Scuola di Edilizia presso il carcere di Opera a Milano, un progetto promosso dalla Fondazione Don Gino Rigoldi per favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso il lavoro. L'iniziativa punta a ridurre drasticamente il tasso di recidiva, che scende al 2% per chi ha un contratto di lavoro rispetto al 70% della media nazionale. Oltre alla formazione tecnica, il programma offre percorsi di orientamento e sviluppo di competenze trasversali, estendendosi anche ad altre carceri italiane con diverse attività produttive e culturali. Questo modello dimostra come il binomio formazione-lavoro sia lo strumento più efficace per trasformare la pena in un'opportunità di riscatto e dignità. Il successo di tali iniziative sottolinea l'importanza di investire nel lavoro carcerario come pilastro fondamentale per la sicurezza e la coesione della società civile.