Intesa Sanpaolo e il sostegno al lavoro che “apre” le carceri e regala un futuro
Chiara Pelizzoni
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Famiglia Cristiana
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Riassunto
Intesa Sanpaolo sostiene la Scuola di Edilizia presso il carcere di Opera a Milano, un progetto promosso dalla Fondazione Don Gino Rigoldi per favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso il lavoro. L'iniziativa punta a ridurre drasticamente il tasso di recidiva, che scende al 2% per chi ha un contratto di lavoro rispetto al 70% della media nazionale. Oltre alla formazione tecnica, il programma offre percorsi di orientamento e sviluppo di competenze trasversali, estendendosi anche ad altre carceri italiane con diverse attività produttive e culturali. Questo modello dimostra come il binomio formazione-lavoro sia lo strumento più efficace per trasformare la pena in un'opportunità di riscatto e dignità. Il successo di tali iniziative sottolinea l'importanza di investire nel lavoro carcerario come pilastro fondamentale per la sicurezza e la coesione della società civile.
Il carcere femminile della Giudecca a Venezia si distingue come un modello di inclusione e riscatto, trasformando il tempo della pena in un'opportunità di crescita attraverso l'arte, la scuola e il lavoro. Grazie a progetti come la sartoria creativa, che realizza abiti per la Mostra del Cinema, e l'Orto delle Meraviglie, le detenute mantengono un legame vitale con la città e acquisiscono dignità professionale. L'articolo evidenzia come la collaborazione con grandi istituzioni, tra cui la Biennale visitata da Papa Francesco, permetta di superare i pregiudizi e offrire una reale seconda possibilità di futuro. Questa esperienza virtuosa dimostra come il lavoro e la cultura siano strumenti fondamentali per combattere l'alienazione e riabilitare la persona nel sistema penitenziario.
Il progetto 'Ritagli di Futuro' trasforma materiali dismessi della Fondazione Mast in accessori di design realizzati dalle detenute ed ex detenute del laboratorio sartoriale Gomito a Gomito a Bologna. L'iniziativa, coordinata con Approdi Aps, punta a offrire una formazione professionale reale e certificata, superando lo stigma sociale e promuovendo la sostenibilità ambientale. Attraverso la produzione di pezzi unici, il progetto mira a restituire dignità al lavoro in carcere e a costruire ponti tra l'istituto penitenziario e la società civile. Questo esempio dimostra come la sinergia tra istituzioni culturali e realtà sociali possa generare un impatto concreto sul percorso di riabilitazione.
Il progetto di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), promosso dalla Fondazione Isaia ed Eitd, offre a giovani di Scampia e detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere l'opportunità di imparare l'arte dell'alta sartoria napoletana. Attraverso lo studio dei tessuti e delle tecniche di rifinitura a mano, i partecipanti acquisiscono competenze d'eccellenza che trasformano il disagio sociale in una concreta possibilità di riscatto. Storie come quella di Alessia, assunta ancor prima del diploma, dimostrano l'efficacia di coniugare tradizione artigianale e percorsi rieducativi. Questa iniziativa sottolinea l'importanza cruciale della formazione professionale come strumento di reinserimento sociale e dignità umana per chi vive ai margini della società.