Intesa Sanpaolo e il sostegno al lavoro che “apre” le carceri e regala un futuro
Chiara Pelizzoni
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Famiglia Cristiana
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Riassunto
Intesa Sanpaolo sostiene la Scuola di Edilizia presso il carcere di Opera a Milano, un progetto promosso dalla Fondazione Don Gino Rigoldi per favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso il lavoro. L'iniziativa punta a ridurre drasticamente il tasso di recidiva, che scende al 2% per chi ha un contratto di lavoro rispetto al 70% della media nazionale. Oltre alla formazione tecnica, il programma offre percorsi di orientamento e sviluppo di competenze trasversali, estendendosi anche ad altre carceri italiane con diverse attività produttive e culturali. Questo modello dimostra come il binomio formazione-lavoro sia lo strumento più efficace per trasformare la pena in un'opportunità di riscatto e dignità. Il successo di tali iniziative sottolinea l'importanza di investire nel lavoro carcerario come pilastro fondamentale per la sicurezza e la coesione della società civile.
Il progetto 'Giustizia con Misericordia', nato dalla collaborazione tra Caritas Italiana e Intesa Sanpaolo, ha coinvolto oltre 14.000 persone in tre anni, facilitando il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti in 16 regioni italiane. L'iniziativa ha permesso l'attivazione di percorsi formativi, tirocini e ricongiungimenti familiari, dimostrando che la riabilitazione è un obiettivo concreto attraverso la sinergia tra Terzo settore e istituzioni. Il programma si amplia ora con il piano 'Jobel', che estenderà questi interventi agli istituti penali minorili per favorire il recupero educativo e occupazionale dei più giovani. Questi risultati confermano quanto sia fondamentale investire in percorsi riabilitativi per costruire una società più equa e ridurre la marginalità sociale.
Il 14 febbraio si concluderà il percorso formativo “Essere presenza nel mondo del carcere”, un'iniziativa della Società di San Vincenzo De Paoli volta a preparare nuovi volontari per operare negli istituti penitenziari. Il programma ha coinvolto oltre cento iscritti e ha fornito strumenti multidisciplinari su temi come la devianza minorile e il reinserimento sociale, grazie al contributo di magistrati, psicologi ed esperti. Il successo del percorso sta già portando alla nascita di nuovi gruppi di volontariato in diverse regioni italiane, pronti a supportare i detenuti e le loro famiglie. Questo progetto evidenzia quanto sia fondamentale una formazione qualificata per rispondere con consapevolezza e umanità alle sfide del sistema carcerario italiano.
Il 12 gennaio 2026 si terrà a Milano il convegno nazionale “Comunicazione, dignità e lavoro nel carcere”, focalizzato sulla funzione rieducativa della pena e sul contrasto all'emergenza suicidi e al sovraffollamento. L'iniziativa esplora come il lavoro e una comunicazione empatica possano prevenire la recidiva e restituire dignità ai detenuti, con un focus particolare sulle madri recluse. Viene evidenziato il ruolo strategico di commercialisti e imprese nel facilitare il reinserimento sociale e professionale dei condannati. Questa iniziativa richiama l’attenzione sulla necessità di trasformare le carceri da luoghi di sofferenza a spazi di effettiva riabilitazione sociale.