L'articolo presenta il saggio 'Libertà di movimento', che denuncia il fallimento delle politiche migratorie europee responsabili di migliaia di morti nel Mediterraneo e lungo le rotte terrestri. L'autore critica la retorica dell'invasione e l'inefficacia dei blocchi di frontiera, evidenziando una profonda crisi etica nelle società capaci di accogliere selettivamente solo alcuni profughi. Le migrazioni sono descritte come un fatto sociale complesso che non può essere ridotto a mere statistiche o necessità economiche. Questo testo sottolinea l'urgenza di un cambiamento radicale per garantire che nessuna persona debba più morire a causa dei confini.
L'articolo analizza come il tema dell'immigrazione sia spesso strumentalizzato dalla politica per creare allarmismo, nonostante i dati mostrino flussi gestibili rispetto ad altri Paesi europei. L'autore sottolinea l'urgenza di riformare il concetto di cittadinanza, superando l'ormai superato ius sanguinis per affrontare la grave crisi demografica e la carenza di manodopera che minacciano il sistema produttivo entro il 2029. Integrare i migranti attraverso formazione e diritti non è solo una questione etica, ma una necessità economica per sostenere un sistema previdenziale messo a rischio dai pensionamenti di massa. Questa sfida rappresenta un test decisivo per la lungimiranza della classe dirigente nel garantire il futuro economico dell'Italia.
Durante la sua visita a Roma, il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, ha espresso forti preoccupazioni per l'arretramento dello Stato di diritto in Italia, citando un punteggio di 6,6 nell'indice del World Justice Project. O’Flaherty ha criticato la leadership italiana nel promuovere restrizioni ai diritti dei migranti, denunciando la strumentalizzazione politica di un fenomeno che risulta numericamente in calo. Il Commissario ha inoltre annunciato un monitoraggio attento sull'indipendenza della magistratura e dei media nel Paese. Questo monito evidenzia una sfida critica per la tutela dei diritti fondamentali e l'allineamento dell'Italia agli standard democratici europei.