Diritti in calo e migranti sotto attacco: il monito all’Italia del Consiglio d’Europa
Enrico Pascarella
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eunews.it
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Riassunto
Durante la sua visita a Roma, il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, ha espresso forti preoccupazioni per l'arretramento dello Stato di diritto in Italia, citando un punteggio di 6,6 nell'indice del World Justice Project. O’Flaherty ha criticato la leadership italiana nel promuovere restrizioni ai diritti dei migranti, denunciando la strumentalizzazione politica di un fenomeno che risulta numericamente in calo. Il Commissario ha inoltre annunciato un monitoraggio attento sull'indipendenza della magistratura e dei media nel Paese. Questo monito evidenzia una sfida critica per la tutela dei diritti fondamentali e l'allineamento dell'Italia agli standard democratici europei.
L'Associazione Nazionale Magistrati lancia l'allarme sul rischio di collasso del sistema giudiziario italiano a causa dell'imminente esaurimento dei fondi PNRR e della mancanza di piani per stabilizzare il personale precario. La situazione appare particolarmente critica per le sezioni immigrazione, già sovraccariche per l'aumento dei ricorsi e per le nuove procedure accelerate previste dal Patto UE migrazione e asilo. Il governo è accusato di non aver fornito risorse o indicazioni adeguate per gestire l'impatto di queste riforme sul comparto giudiziario. Questa situazione evidenzia una criticità strutturale che mette a rischio l'efficacia della giustizia e la tutela dei diritti fondamentali in Italia.
Secondo il rapporto della Coalition Against SLAPPs in Europe, l'Italia detiene per il secondo anno consecutivo il primato europeo per querele temerarie, con 21 azioni legali censite nel 2024. Queste pratiche, note come SLAPP, mirano a intimidire giornalisti e attivisti attraverso richieste di risarcimento sproporzionate, logorando la libertà di stampa e il dibattito pubblico. La normativa europea approvata nel 2024 offre tutele solo per i casi transfrontalieri, lasciando la gran parte dei procedimenti nazionali priva di garanzie adeguate. Questo scenario evidenzia una crisi strutturale della libertà di informazione in Italia che richiede un intervento legislativo nazionale urgente per proteggere il diritto di critica.
Il Viminale ha delineato un nuovo pacchetto sicurezza che prevede un inasprimento delle sanzioni penali e amministrative, sollevando preoccupazioni per una possibile deriva autoritaria. Le misure colpiscono duramente i minori, limitano il diritto di manifestazione e riducono le tutele per i migranti, cercando al contempo di circoscrivere il controllo dei giudici sulle procedure di trattenimento. Parallelamente, vengono rafforzate le garanzie legali per le forze di polizia, spostando il focus della gestione della sicurezza dalla prevenzione sociale alla repressione. Questa strategia evidenzia una crescente tensione tra le esigenze di ordine pubblico e il rispetto dei diritti fondamentali, segnalando una sfida cruciale per l'equilibrio democratico italiano.