L'articolo riporta il caso di una donna di 41 anni, da poco uscita dal carcere, morta suicida nel reparto di Psichiatria dell'ospedale di Livorno il 27 dicembre scorso. La Procura ha avviato un'indagine per omicidio colposo, mentre il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud denuncia l'approccio eccessivamente custodialistico e i precedenti decessi avvenuti nella stessa struttura. Viene evidenziata la vulnerabilità di chi ha vissuto l'esperienza carceraria e la mancanza di un supporto post-detenzione che eviti risposte puramente sedative. Questa vicenda solleva criticità urgenti sulla gestione della salute mentale e sulla tutela della dignità umana negli ambienti di reclusione e cura.
L'articolo ripercorre la tragica morte di Vittorio Rallo, un trentaduenne con gravi disturbi psichiatrici e disabilità, avvenuta nel carcere Mammagialla di Viterbo nel dicembre 2025. Nonostante l'accertata incompatibilità con il regime carcerario e le denunce della famiglia su presunti maltrattamenti e mancanza di sorveglianza, le richieste di trasferimento in strutture di cura sono rimaste inascoltate. La magistratura ha aperto un'indagine per fare luce sulle circostanze del decesso, avvenuto ufficialmente per suicidio dopo anni di detenzione segnati dalla vulnerabilità. Questa vicenda solleva interrogativi urgenti sulla tutela della salute mentale e sulla gestione dei detenuti fragili nel sistema penitenziario italiano.
L'articolo riporta il tragico suicidio di Christian Guercio nel carcere di Asti, un evento che Michele Miravalle dell'Associazione Antigone definisce emblematico delle disfunzioni del sistema carcerario italiano. Guercio, un uomo con fragilità legate alla tossicodipendenza ma inserito socialmente, è stato incarcerato dopo un episodio di crisi psicomotoria invece di ricevere un adeguato supporto sanitario. Miravalle solleva seri dubbi sulla compatibilità della detenzione con lo stato di salute dell'uomo e sulla mancata attivazione di percorsi di cura alternativi nelle ore precedenti la tragedia. La vicenda si conclude con la richiesta di un'inchiesta approfondita per chiarire le responsabilità di una morte definita evitabile. Questo caso evidenzia la drammatica tendenza a utilizzare il carcere come una "discarica sociale" per individui vulnerabili che necessiterebbero di assistenza medica piuttosto che di reclusione.
L'articolo riporta il caso del suicidio di Christian Guercio nel carcere di Asti, l'ottantesimo avvenuto nel 2025, che ha spinto i senatori Ilaria Cucchi e Marco Grimaldi a presentare un’interrogazione parlamentare. La senatrice Cucchi denuncia la mancanza di assistenza psichiatrica adeguata e la gestione problematica dei detenuti tossicodipendenti, sottolineando come Guercio non avrebbe dovuto trovarsi in una cella ordinaria. Viene evidenziata la grave carenza di personale formato e la prassi, spesso disattesa, di effettuare visite specialistiche al momento dell'ingresso in struttura. L'intervista critica inoltre il nuovo pacchetto sicurezza del governo, suggerendo che si dovrebbe investire nella salute e nella formazione anziché nella creazione di nuovi reati. Questo episodio sottolinea l'urgenza di una riforma strutturale nella gestione della salute mentale all'interno del sistema carcerario italiano.