Asti. Ilaria Cucchi: “Christian andava curato, non lasciato morire in cella”

Riassunto

L'articolo riporta il caso del suicidio di Christian Guercio nel carcere di Asti, l'ottantesimo avvenuto nel 2025, che ha spinto i senatori Ilaria Cucchi e Marco Grimaldi a presentare un’interrogazione parlamentare. La senatrice Cucchi denuncia la mancanza di assistenza psichiatrica adeguata e la gestione problematica dei detenuti tossicodipendenti, sottolineando come Guercio non avrebbe dovuto trovarsi in una cella ordinaria. Viene evidenziata la grave carenza di personale formato e la prassi, spesso disattesa, di effettuare visite specialistiche al momento dell'ingresso in struttura. L'intervista critica inoltre il nuovo pacchetto sicurezza del governo, suggerendo che si dovrebbe investire nella salute e nella formazione anziché nella creazione di nuovi reati. Questo episodio sottolinea l'urgenza di una riforma strutturale nella gestione della salute mentale all'interno del sistema carcerario italiano.

di Valentina Moro
La Stampa, 20 gennaio 2026
La senatrice di Avs: “Servono psichiatri che intervengano in questi casi. La procura faccia chiarezza”. Il suicidio di Christian Guercio nella casa di reclusione di Asti il 29 dicembre è stato l’ottantesimo e l’ultimo nelle carceri italiane nel 2025. “C’è qualcosa che poteva andare diversamente?”, se lo chiedono la famiglia, gli amici e ora un’interrogazione parlamentare di Ilaria Cucchi e Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra. Sono passati 17 anni dall’omicidio di Stefano Cucchi, ma per la sorella Ilaria ora senatrice, troppo poco è cambiato. Guercio era stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale mentre aveva una crisi legata all’assunzione di droghe. Nei giorni in cui il ministero dell’Interno ha annunciato un nuovo pacchetto sicurezza il caso avvenuto ad Asti riporta l’attenzione sulla gestione delle problematiche psichiatriche in carcere.
Guercio soffriva di problemi di tossicodipendenza e di un disturbo oppositivo provocatorio. Qualcosa non ha funzionato nel suo arresto?
“Bisogna capire bene le dinamiche, ma i meccanismi sono sempre gli stessi. Il mio primo pensiero va alla famiglia che ha riposto la fiducia nelle istituzioni, chiamando l’ambulanza, ed è stata ripagata con il cadavere del figlio. C’è da chiedersi perché di fronte a una chiamata al Pronto soccorso si presentino anche le forze dell’ordine. E soprattutto perché nessuno si sia preoccupato di sapere quali fossero i motivi per cui era stato chiesto l’intervento dei medici e in che condizioni si trovasse. Ho vissuto sulla mia pelle la realtà degli abusi in divisa. Dopo essermi battuta tanto ero convinta che di passi avanti se ne fossero fatti, invece no”.
Che risposta si aspetta dall’interrogazione parlamentare?
“Ho dei forti dubbi, in questi casi di solito le risposte non arrivano o sono parziali. Mi auguro che la procura si attivi per arrivare alla verità e che i responsabili della morte di Christian rispondano di quello che hanno fatto”.
Secondo i referti in Pronto soccorso Guercio non ha avuto un esame psichiatrico, lo stesso all’ingresso nella casa di reclusione...
“Sarei rimasta stupita del contrario. Dovrebbe essere la prassi, ma molto spesso non è così. I detenuti con problemi psichiatrici, soprattutto tra i nuovi giunti, rappresentano un’alta percentuale - al Regina Coeli sono la metà - eppure non vengono curati, spesso sono solo imbottiti di farmaci. I carcerati tossicodipendenti sono gli ultimi tra gli ultimi”.
Guercio in passato era già stato ricoverato per aver tentato il suicidio...
“Christian non doveva essere in cella. Persone in situazioni del genere rappresentano un pericolo per sé e per gli altri. Dovrebbero essere spostati in strutture più adatte, ma spesso non c’è posto”.
Gli istituti sono sotto organico...
“Le carenze di personale sono enormi, sia nella polizia penitenziaria sia tra i sanitari, e gli operatori spesso non sono abbastanza formati per affrontare situazioni di emergenza”.
Dopo l’arresto alla famiglia è stato ripetutamente chiesto se volessero denunciare. È un episodio isolato?
“Abbiamo a che fare spesso con verbali falsi o forzati. Mio fratello è arrivato davanti al giudice e al pm con un verbale dove c’era scritto che era albanese senza fissa dimora, nessuno si è reso conto che era stato pestato poche ore prima”.
Quali potrebbero essere gli effetti negli istituti del nuovo pacchetto sulla sicurezza annunciato dal Viminale?
“Il governo al posto di creare nuovi reati, dovrebbe tentare di affrontare il problema delle carceri a partire dalla formazione degli agenti. Ma poi come potrebbero raccontare che i detenuti sono i peggiori nemici della società e che devono soffrire?”.