Clemente Mastella: “Io che fui salvato dai giudici dico che questa riforma è pericolosa”
Virginia Piccolillo
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Corriere della Sera
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Riassunto
L'ex ministro della Giustizia Clemente Mastella esprime una netta contrarietà alla riforma Nordio sulla separazione delle carriere, definendola un'involuzione inquisitoria che trasformerebbe i pubblici ministeri in "superpoliziotti". Secondo Mastella, la riforma non risolverebbe il problema delle correnti attraverso il sorteggio, ma indebolirebbe la figura del giudice e creerebbe "due caste" separate. Egli critica inoltre l'approccio del governo, considerato una sorta di rivalsa politica, e avverte sulle possibili divisioni interne al Partito Democratico in vista del voto. Questa analisi mette in luce le forti perplessità di una figura storica della politica italiana verso il profondo cambiamento dell'architettura giudiziaria.
Angela Stella, su L’Unità, analizza come la campagna elettorale per la riforma sulla separazione delle carriere si sia trasformata in un acceso scontro propagandistico tra Governo e magistratura. Mentre il centrodestra utilizza decisioni giudiziarie sgradite su immigrazione e sicurezza per promuovere il "Sì", l’Associazione Nazionale Magistrati risponde con toni altrettanto duri, come dimostrato dalle recenti polemiche tra il segretario Rocco Maruotti e il Ministro Nordio. L’autrice evidenzia che questo approccio ideologico rischia di oscurare il merito tecnico della riforma, rischiando di alienare anche l'elettorato favorevole. Questa situazione mette in luce la profonda polarizzazione che ostacola una riforma serena e strutturale del sistema giudiziario italiano.
A Firenze si è tenuta un'iniziativa di esponenti del centrosinistra a favore della separazione delle carriere dei magistrati, sostenendo il «Sì» al referendum sulla legge Nordio. L'evento mette in luce la storica spaccatura nella sinistra italiana tra l'anima giustizialista e quella garantista, quest'ultima rappresentata da figure autorevoli come Augusto Barbera e Cesare Salvi. I sostenitori della riforma vedono nel provvedimento il necessario completamento della riforma Vassalli del 1989 per garantire un maggiore equilibrio tra accusa e difesa. Questa mobilitazione evidenzia come il tema della giustizia rimanga uno dei nodi più complessi e divisivi per l'identità politica del Partito Democratico e dei suoi alleati.
Durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario in Cassazione, magistratura e politica hanno espresso la necessità di ricostruire un “patto di fiducia” in vista del referendum sulla separazione delle carriere. Mentre il ministro Nordio difende la riforma definendola necessaria per il sistema, i vertici giudiziari avvertono sul rischio di minare l’indipendenza della giurisdizione e denunciano i livelli inaccettabili di scontro istituzionale. Tra i temi trattati spiccano la piaga dei suicidi in carcere e le criticità del sistema disciplinare, con dati che alimentano il dibattito sulla reale responsabilità dei magistrati. Questa situazione sottolinea l'urgenza di un dialogo razionale per salvaguardare la tenuta del sistema costituzionale italiano.