Taranto. Suicidi in carcere. “In Comune nomini il Garante dei detenuti”
Giulia Inversi
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tarantobuonasera.it
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Riassunto
Il consigliere Emiliano Messina denuncia l'emergenza suicidi nelle carceri italiane, citando gli 80 decessi del 2025 e il caso recente avvenuto nel carcere di Taranto. Il sovraffollamento critico, con la struttura tarantina che ospita il doppio dei detenuti previsti, e la mancanza di prospettive aggravano il disagio psicologico dei ristretti. Messina sollecita il sindaco di Taranto a nominare urgentemente il garante dei detenuti per tutelare la dignità umana e favorire il reinserimento sociale. Questo evidenzia la necessità impellente di riforme strutturali per affrontare la crisi del sistema carcerario italiano.
Bruno Mellano analizza il drammatico fenomeno dei suicidi nelle carceri italiane, citando i recenti casi di Asti e Alessandria verificatisi tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026. Nel solo 2025 si sono registrati 80 suicidi, con un'incidenza venti volte superiore rispetto alla popolazione libera e un preoccupante tasso di mortalità anche tra il personale della Polizia Penitenziaria. L'autore sottolinea come il sovraffollamento e l'inefficacia dei percorsi di recupero rendano il carcere un luogo spesso privo di speranza, contravvenendo al principio costituzionale della pena. Queste morti rappresentano un fallimento collettivo che richiede un intervento immediato per restituire dignità e finalità rieducativa al sistema detentivo. Ciò evidenzia una criticità sistemica e urgente per il sistema penale italiano.
L'articolo descrive la drammatica situazione delle carceri italiane nel 2025, segnate da un sovraffollamento medio del 138,5% e un numero record di suicidi, compreso tra 79 e 80 casi. Oltre ai decessi, si registrano frequenti episodi di rivolte e incendi, alimentati dalla disperazione e dalla gestione inadeguata di detenuti con gravi fragilità psichiche. Il confronto internazionale mostra che l'Italia supera la mediana europea per criticità sistemiche, rendendo insufficienti i soli piani di ampliamento delle strutture. Questa situazione mette in luce una crisi umanitaria e gestionale ormai insostenibile per il sistema penitenziario italiano.
Il convegno organizzato presso Villa Maraini ha messo in luce la grave crisi del sistema carcerario italiano, segnato da sovraffollamento e un numero allarmante di suicidi. Massimo Barra e il cardinale Zuppi hanno sottolineato come un terzo dei detenuti sia in carcere per reati di droga, ribadendo l'urgenza di misure alternative e percorsi di cura per chi soffre di dipendenze. Nel 2025 si sono registrati 80 suicidi tra i detenuti, un dato che, insieme all'alto tasso di patologie psichiatriche, conferma il fallimento del carcere come luogo di recupero. Questa situazione evidenzia la necessità impellente di una riforma che metta al centro i diritti umani e la salute mentale, trasformando la detenzione in un’opportunità di speranza.