Cremona. Tragedia in carcere: si toglie la vita l’uomo che uccise la compagna
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Il Cittadino
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Riassunto
Franco Pettineo, cinquantaduenne in attesa di giudizio per l’omicidio della compagna Sabrina Baldini Paleni, si è suicidato nel carcere di Cremona nel giorno dell'Epifania. L'uomo aveva confessato il delitto, avvenuto nel marzo 2025 dopo una lite per motivi economici, e avrebbe dovuto comparire a breve davanti alla Corte d’assise di Pavia. La vicenda si conclude tragicamente prima che il percorso giudiziario potesse giungere a una sentenza definitiva. Questo evento evidenzia ancora una volta il dramma dei suicidi dietro le sbarre per chi è in attesa di giudizio.
Il fenomeno dei suicidi nelle carceri italiane rimane un'emergenza critica, con 80 casi registrati nel 2025. A Padova, due recenti suicidi hanno interrotto un periodo di stabilità, spingendo il Garante regionale Antonio Bincoletto a denunciare il sovraffollamento e il deterioramento dei modelli riabilitativi. Il 6 febbraio i garanti chiederanno a Roma misure straordinarie, come l'aumento dei giorni di sconto per buona condotta per facilitare le dimissioni anticipate. Questa situazione evidenzia la necessità impellente di ripensare la gestione carceraria per rispettare il dettato costituzionale e prevenire nuove tragedie.
Alberto Villani, cinquantenne accusato del brutale omicidio della madre Cosima D'Amato avvenuto nel 2023, è morto in ospedale dopo un tentativo di suicidio nel carcere di Bari. L'uomo era in attesa di una perizia psichiatrica volta a stabilire la sua capacità di intendere e di volere, avendo già manifestato in precedenza gravi segnali di malessere psicofisico. In seguito al decesso, i familiari hanno autorizzato la donazione degli organi, ponendo fine a una vicenda giudiziaria che si sarebbe dovuta discutere presso il tribunale di Brindisi. Questa tragedia evidenzia la drammatica questione della salute mentale e della prevenzione dei suicidi all'interno degli istituti penitenziari.
Il pubblico ministero ha richiesto una condanna a otto mesi per omicidio colposo nei confronti dello psichiatra del carcere di Ravenna, accusato di aver sottovalutato il rischio suicidario del 23enne Giuseppe Defilippo, morto nel 2019. Secondo l'accusa, il medico avrebbe ignorato la complessa storia clinica del giovane e i suoi segnali di sofferenza, abbassando il livello di sorveglianza da medio a lieve poco prima della tragedia. La famiglia della vittima, che chiede un risarcimento di 300mila euro, ha lottato per anni contro l'archiviazione del caso per ottenere giustizia. Questa vicenda mette in luce le gravi carenze del sistema di assistenza psichiatrica e di prevenzione dei suicidi all'interno degli istituti penitenziari italiani.