Modena. Il Teatro dei Venti tra sogni sospesi e sfide: il futuro incerto di una compagnia ribelle
Paola Ducci
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Gazzetta di Modena
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Riassunto
Il Teatro dei Venti ha ricevuto il prestigioso Premio Ubu 2025 per la 'Trilogia dell’assedio', un progetto realizzato coinvolgendo i detenuti delle carceri di Modena e Castelfranco Emilia. Il direttore artistico Stefano Tè ha sottolineato come l'attività teatrale rappresenti uno strumento fondamentale di riscatto e cambiamento per chi vive in reclusione. Nonostante il successo, la compagnia esprime forte preoccupazione per i tagli ai finanziamenti ministeriali che colpiscono i progetti culturali a sfondo sociale e di ricerca. Questa situazione evidenzia l'urgenza di proteggere le realtà artistiche che operano nelle periferie umane e sociali del Paese.
Lo spettacolo “Giubileo in alta sicurezza”, diretto da Mimmo Sorrentino, mette in scena presso il carcere di Piacenza un'analogia tra il viaggio dei pellegrini e il percorso interiore di riabilitazione delle detenute. L’iniziativa, parte del progetto “Educarsi alla libertà”, coinvolge donne recluse nel circuito di alta sicurezza con l’obiettivo di abbattere la recidiva attraverso l'arte e la cultura. I promotori sottolineano come il teatro trasformi il carcere in un luogo di partecipazione, rendendo la rieducazione non solo un diritto del detenuto, ma un interesse dell’intera collettività. Questo esempio virtuoso evidenzia l'importanza di sostenere percorsi trattamentali di qualità per favorire il reale riscatto sociale e la sicurezza del territorio.
Lo spettacolo teatrale 'L’Eroica', messo in scena dai detenuti del carcere di Frosinone, esplora i temi della speranza e del cambiamento attraverso il racconto di dinamiche di gruppo e visioni post-detenzione. L'opera nasce dal progetto 'Ossigeno', un laboratorio permanente di recitazione e scenografia curato da Branchie Teatro per favorire il dialogo tra carcere e società. La rappresentazione ha coinvolto attivamente studenti e associazioni, valorizzando la dignità e l'impegno dei detenuti nel loro percorso di riabilitazione. Questa iniziativa sottolinea come l’arte e la cultura siano strumenti fondamentali per il reinserimento sociale e la costruzione di un futuro oltre la pena.
Il 18 dicembre 2025, la Casa Circondariale di Secondigliano ha ospitato lo spettacolo 'E la Nave non va', conclusione del progetto rieducativo 'E.P. L’Eco del Tempo' finanziato dal DAP. L'iniziativa, curata dall'associazione La Nuova Comune, ha coinvolto i detenuti in laboratori teatrali e tecnici finalizzati a fornire competenze professionali spendibili nel settore dello spettacolo. Il percorso ha incluso anche convegni e performance esterne per sensibilizzare la cittadinanza sul valore del teatro sociale come strumento di prevenzione e reinserimento. Questa iniziativa conferma il ruolo fondamentale dell'arte nel rispondere all'obiettivo di rieducazione previsto dall'articolo 27 della Costituzione italiana.