Siena. “Artisti dietro le sbarre” a S. Spirito. Dal teatro una finestra sulla libertà
Riassunto
Gli attori dello spettacolo 'Malinconico. Moderatamente felice', guidati da Massimiliano Gallo, hanno fatto visita ai detenuti della casa circondariale di Santo Spirito a Siena per un momento di condivisione e svago. L'iniziativa rientra nel progetto 'Artisti dietro le sbarre' del Cpia1 di Siena, che da oltre dieci anni favorisce l'incontro tra il mondo del teatro e la realtà carceraria. Durante la mattinata, gli artisti hanno ascoltato le poesie e la musica del gruppo 'Cellamusica', scambiando aneddoti e riflessioni sulla vita e sulle opportunità di riscatto. Questo evento sottolinea l'importanza della cultura come ponte fondamentale per mantenere aperto il dialogo tra il carcere e la società civile.
La Nazione, 25 gennaio 2026
Alla casa circondariale di Siena sono arrivati gli attori di “Malinconico. Moderatamente felice”. Un momento di svago tra aneddoti, curiosità e l’esibizione dei “Cellamusica” con brani del loro cd. Al teatro della casa circondariale di Santo Spirito, sono arrivati gli attori di ‘Malinconico. Moderatamente felice’: Massimiliano Gallo, Greta Esposito, Eleonora Rella, Biagio Musella, Diego d’Elia e Manuel Mazia. Artisti in tournée, con sveglia all’alba e valigie sempre pronte, che hanno scelto di regalare una mattina di svago ai detenuti. Un gesto concreto: nessuna posa, solo presenza e tempo da dedicare ad altri. Il progetto “Artisti dietro le sbarre” del Cpia1 di Siena va avanti da più di dieci anni. Ha portato a Santo Spirito decine di nomi prestigiosi e, ogni volta, è successo qualcosa di indimenticabile. Anche stavolta.
Gli attori hanno raccontato lo spettacolo in scena ai Rinnovati in questo week-end - un’altra scelta azzeccatissima del direttore artistico dei Teatri di Siena, Vincenzo Bocciarelli - poi, dopo un po’ di aneddoti e curiosità, sono scesi dal palco e si sono seduti in platea. Hanno ascoltato la musica dei “Cellamusica” - agenti, volontari, detenuti - con i brani del primo cd uscito da pochi mesi (e disponibile nelle principali piattaforme di streaming), poesie, racconti.
E parole dirette, di chi è arrivato in Italia sperando nel Paese visto in tv e si è ritrovato invece a sopravvivere di espedienti. Quasi tutti gli artisti avevano già messo piede in altri istituti, in particolare a Nisida per una serie tv. Erano consapevoli di dove fossero: negli sguardi, zero giudizi, ma la certezza che spesso la differenza tra stare dentro o fuori è fatta dalle opportunità. Un lavoro che arriva o non arriva, l’idea di fare l’attore, una poesia che apre una finestra.
L’ora, come sempre, è passata veloce, le domande hanno viaggiato dal palco alle sedie e ritorno: curiosità sul lavoro dell’attore, dubbi, piccole confessioni. Qualcuno ha mostrato un errore come si mostra una cicatrice; qualcun altro ha letto una strofa scritta la notte. Le risate sono arrivate al momento giusto, a togliere rigidità. È stato il tipo di incontro che resta addosso come la temperatura, ché quando esci te ne accorgi.
“Grazie, allora - dicono gli organizzatori - agli attori, per il sonno lasciato da parte e il tempo condiviso. Ai detenuti, per la fiducia. A chi, come il Cpia1, le educatrici del carcere e i Teatri di Siena, tiene aperto il passaggio tra dentro e fuori. Ci rivedremo: magari in platea ai Rinnovati, magari ancora qui. Con la stessa franchezza, qualche canzone in tasca e l’idea semplice di non perdere le opportunità quando passano”.