Firenze. Nel carcere frigorifero di Sollicciano: “In alcune celle temperature a 2 gradi”
Jacopo Storni
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Corriere Fiorentino
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Riassunto
L'articolo descrive le condizioni critiche del carcere di Sollicciano, dove il malfunzionamento del riscaldamento e le infiltrazioni d’acqua hanno portato le temperature interne vicino allo zero. Agenti e detenuti sono costretti a vivere in ambienti gelidi e umidi a causa di infrastrutture obsolete, una situazione che ha già provocato incidenti pericolosi come un recente incendio causato da una stufetta. Sia il garante regionale Giuseppe Fanfani che la sindaca Sara Funaro denunciano l'invivibilità della struttura, sostenendo che l'unica soluzione definitiva sia l'abbattimento e la ricostruzione dell'edificio. Questa emergenza evidenzia una grave mancanza di dignità e sicurezza per chi vive e lavora nel sistema carcerario italiano.
L'articolo riporta la dura condanna delle istituzioni locali a seguito di un grave incendio divampato nel carcere di Sollicciano, un evento che mette nuovamente in luce il degrado strutturale della struttura. L'assessore Nicola Paulesu e il deputato Federico Gianassi hanno denunciato una situazione ormai insostenibile, chiedendo interventi urgenti e non più rinviabili a livello nazionale. Le criticità segnalate riguardano la sicurezza e la tutela dei diritti fondamentali sia dei detenuti che del personale penitenziario. Questo episodio solleva ancora una volta la questione dell'emergenza cronica del sistema carcerario italiano e la necessità di una riforma profonda.
L'articolo denuncia le condizioni disumane del carcere di Sollicciano, segnato da emergenze strutturali croniche, sovraffollamento e temperature estreme che rendono la detenzione una criticità permanente. Nonostante l'istituzione di un tavolo comunale per il reinserimento e la salute dei detenuti, l'autore evidenzia come servano interventi immediati e straordinari piuttosto che semplici promesse di fondi futuri. Viene richiamata la responsabilità delle autorità locali, come il Comune e la ASL, affinché agiscano concretamente per garantire dignità e salute a chi vive e lavora nella struttura. Questa situazione solleva una questione critica sulla necessità di passare dalle discussioni istituzionali ad azioni coraggiose per risolvere l'emergenza carceraria.
L'articolo descrive le condizioni disumane del carcere di Sollicciano, dove le temperature nelle celle sono scese fino a due gradi e alcune sezioni sono prive di elettricità da mesi. Associazioni come Antigone e Altrodiritto, insieme all'ex cappellano don Vincenzo Russo, denunciano l'inefficacia dei tavoli istituzionali e chiedono un intervento immediato della ASL e della sindaca. Viene sollecitata la dichiarazione di inagibilità della struttura per violazione dei diritti costituzionali e della dignità dei detenuti. Questa situazione drammatica evidenzia una criticità sistemica che impedisce al carcere di assolvere la sua funzione rieducativa.