Veneto. Stefani: “Una struttura alternativa per giovani, così spezziamo la catena del crimine”
Martina Zambon
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Corriere del Veneto
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Riassunto
È stato inaugurato a Rovigo l'Istituto penitenziario per minori 'Antonio Vivaldi', una struttura moderna che ospiterà fino a 31 giovani detenuti, puntando su rieducazione, sport e laboratori creativi. Contestualmente, la Regione Veneto ha annunciato la nascita della prima comunità socio-terapeutica regionale per minori con polidipendenze e disturbi comportamentali come misura alternativa alla detenzione. Questo progetto sperimentale, finanziato congiuntamente dal Ministero della Giustizia e dalla Regione, mira a offrire percorsi di recupero specifici per i giovani coinvolti in fenomeni di criminalità minorile. L'iniziativa sottolinea l'importanza di coniugare l'esecuzione della pena con percorsi riabilitativi mirati per garantire un futuro ai minori.
È stato inaugurato a Rovigo il nuovo Istituto Penale per i Minorenni (IPM) intitolato a Vivaldi, completando un piano nazionale di potenziamento che ha già coinvolto L’Aquila e Lecce. La struttura offre 30 posti e spazi dedicati alla formazione scolastica e professionale, con l’obiettivo di trasformare la detenzione in un percorso di rieducazione e rinascita sociale. Il sottosegretario Andrea Ostellari ha evidenziato che la giustizia ha senso solo se guarda al futuro attraverso regole certe e ambienti conformi alle norme internazionali. Questo progetto rappresenta un investimento fondamentale per ridurre la recidiva e favorire il reinserimento dei giovani nel tessuto civile.
Oggi viene inaugurato il nuovo carcere minorile di Rovigo alla presenza del sottosegretario Andrea Ostellari, che lo descrive come un tassello fondamentale per la legalità e il recupero dei giovani. Tuttavia, i sindacati esprimono forte preoccupazione per la carenza di personale qualificato e il rischio di tensioni, definendo la struttura una possibile "polveriera". Il carcere ospiterà 31 detenuti, inclusi quelli trasferiti dalla struttura sovraffollata di Treviso, ma l'operatività piena è prevista solo per marzo. La mancanza di figure dirigenziali stabili e l'impiego di agenti potenzialmente inesperti sollevano dubbi sulla gestione dei percorsi rieducativi. Questa situazione mette in luce le persistenti difficoltà strutturali del sistema penitenziario minorile italiano di fronte al raddoppio dei detenuti negli ultimi anni.
L'articolo denuncia la gestione delle recenti inaugurazioni di carceri minorili a Lecce, L'Aquila e Rovigo, descrivendole come operazioni di facciata prive di reale sicurezza e personale. Strutture come quella di Lecce sarebbero state aperte senza collaudo antincendio e con gravi carenze strutturali, mentre a L'Aquila mancano ancora servizi essenziali mesi dopo il taglio del nastro. La scarsità di agenti e l'assenza di percorsi educativi hanno già innescato rivolte e aggressioni, evidenziando una risposta istituzionale inadeguata al sovraffollamento causato dal decreto Caivano. Questa situazione solleva gravi interrogativi sulla sicurezza e sull'efficacia del sistema penitenziario minorile italiano.