Rovigo. Inaugurato il nuovo Istituto penale per i minorenni
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Riassunto
È stato inaugurato a Rovigo il nuovo Istituto Penale per i Minorenni (IPM) intitolato a Vivaldi, completando un piano nazionale di potenziamento che ha già coinvolto L’Aquila e Lecce. La struttura offre 30 posti e spazi dedicati alla formazione scolastica e professionale, con l’obiettivo di trasformare la detenzione in un percorso di rieducazione e rinascita sociale. Il sottosegretario Andrea Ostellari ha evidenziato che la giustizia ha senso solo se guarda al futuro attraverso regole certe e ambienti conformi alle norme internazionali. Questo progetto rappresenta un investimento fondamentale per ridurre la recidiva e favorire il reinserimento dei giovani nel tessuto civile.
È stato inaugurato a Rovigo l'Istituto penitenziario per minori 'Antonio Vivaldi', una struttura moderna che ospiterà fino a 31 giovani detenuti, puntando su rieducazione, sport e laboratori creativi. Contestualmente, la Regione Veneto ha annunciato la nascita della prima comunità socio-terapeutica regionale per minori con polidipendenze e disturbi comportamentali come misura alternativa alla detenzione. Questo progetto sperimentale, finanziato congiuntamente dal Ministero della Giustizia e dalla Regione, mira a offrire percorsi di recupero specifici per i giovani coinvolti in fenomeni di criminalità minorile. L'iniziativa sottolinea l'importanza di coniugare l'esecuzione della pena con percorsi riabilitativi mirati per garantire un futuro ai minori.
La Giunta regionale ha deliberato la proroga del protocollo d'intesa per gli interventi di giustizia riparativa e di comunità, destinati ai minori sottoposti a provvedimenti penali in Piemonte. Il Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Giovanni Ravalli, ha accolto positivamente la notizia, sottolineando come la collaborazione tra enti locali e autorità giudiziarie favorisca la consapevolezza del danno e la riconciliazione tra autori di reato e vittime. L'iniziativa, in linea con la Riforma Cartabia, coinvolge i comuni di Torino e Novara e mira al pieno reinserimento sociale dei giovani. Questo impegno istituzionale rappresenta un passo fondamentale verso un sistema penale minorile più umano e orientato alla riabilitazione.
Le relazioni delle Corti d’appello italiane segnalano un aumento allarmante della criminalità minorile, con incrementi significativi in reati violenti e legati allo spaccio. In città come Roma e Milano, le detenzioni di under 18 sono cresciute esponenzialmente, portando a gravi problemi di sovraffollamento e condizioni degradate negli istituti penali. Fenomeni come la dispersione scolastica e la difficile integrazione dei minori stranieri sono indicati tra le cause principali di questa deriva. Il rapporto di Antigone evidenzia inoltre la carenza di attività educative e l’uso eccessivo di psicofarmaci nelle carceri. Questa situazione sottolinea l’urgenza di interventi preventivi e di una revisione del sistema educativo e detentivo minorile.