Monza. Detenuto denunciò pestaggio, chiesta la condanna per gli agenti
Stefania Totaro
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Il Giorno
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Riassunto
La Procura di Monza ha richiesto condanne fino a due anni e tre mesi per quattro agenti di polizia penitenziaria e l'ex comandante del carcere locale, accusati di aver aggredito nel 2019 il detenuto Umberto Manfredi. Sebbene un video mostri le violenze, la difesa sostiene che gli agenti abbiano agito per contenere la resistenza dell'uomo, che all'epoca era in sciopero della fame per ottenere un trasferimento. Il caso è emerso grazie alla denuncia dell'associazione Antigone e mette in luce le tensioni legate alla gestione dei collaboratori di giustizia. Questa vicenda richiama l'attenzione sull'importanza di monitorare il rispetto dei diritti umani e la condotta delle forze dell'ordine negli istituti penitenziari.
I pubblici ministeri di Verona hanno richiesto condanne fino a oltre sette anni per due ex poliziotti accusati di tortura e falso in atto pubblico ai danni di persone vulnerabili, come tossicodipendenti e stranieri. Le prove principali consistono in filmati che documentano aggressioni fisiche e insulti razziali avvenuti tra il 2022 e il 2023 nella stanza dei fermati della questura. Oltre a questo processo, un'altra inchiesta parallela coinvolge altri 16 agenti per reati simili, delineando quello che l'accusa definisce un sistema di abuso e prevaricazione. Questo caso solleva gravi interrogativi sulla tutela dei diritti umani e sulla condotta delle forze dell'ordine all'interno delle strutture di detenzione.
Al carcere minorile Beccaria di Milano è in corso un maxi incidente probatorio in cui 33 giovani vittime denunciano pestaggi, torture e maltrattamenti subiti da parte di agenti, personale medico e dirigenti. Le testimonianze descrivono violenze brutali seguite da ore di abbandono, evidenziando un clima di complicità e indifferenza che avrebbe coinvolto anche chi doveva vigilare sulla salute dei minori. L'inchiesta vede attualmente 41 persone indagate, tra cui ex direttrici e coordinatori sanitari, accusati di aver partecipato o coperto i soprusi. Questa vicenda evidenzia una drammatica crisi di umanità e legalità all'interno del sistema penale minorile italiano.
Un ex detenuto di 46 anni ha denunciato di essere stato vittima di un violento pestaggio e di uno stupro di gruppo nel carcere di Verona, accusando anche un agente di aver favorito l'aggressione aprendo la cella ai responsabili. Durante un'udienza segnata da forti tensioni e proteste degli indagati, la vittima ha ricostruito le torture subite, sebbene la difesa abbia sollevato dubbi circa alcune incongruenze tra il racconto e i referti medici. Le indagini proseguono per accertare il movente, ipotizzato in debiti di droga, e il presunto coinvolgimento della polizia penitenziaria. Questo caso solleva gravi interrogativi sulla sicurezza e sulla tutela dell'incolumità fisica all'interno delle carceri italiane.