La giustizia si rinforza con nuovi giudici e pm ma manca ancora un cancelliere su due
Federico Gottardo
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La Repubblica
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Riassunto
Nonostante l'arrivo di nuovi magistrati ordinari abbia parzialmente colmato le lacune negli uffici giudiziari del Piemonte, il sistema affronta ancora gravi criticità strutturali. La procuratrice generale Lucia Musti evidenzia una carenza media del 51% del personale amministrativo e l'imminente scadenza dei contratti per 500 lavoratori assunti con il PNRR. Particolarmente critica resta la situazione di Ivrea, dove la mancanza di personale e di figure apicali rallenta la gestione di importanti inchieste nazionali. Questa situazione sottolinea l'urgenza di interventi ministeriali mirati per evitare il collasso operativo degli uffici giudiziari piemontesi.
Nonostante le risorse del PNRR, gli obiettivi di riduzione dei tempi della giustizia in Italia restano lontani, con il parametro del 'disposition time' fermo al 20% contro il 40% previsto. La situazione è particolarmente critica in Veneto, dove tribunali come quello di Venezia registrano un aumento dei procedimenti pendenti sia nel settore civile che in quello penale. Il termine dei contratti del personale di supporto a giugno 2026 rischia di riportare il sistema al collasso, rendendo urgenti la stabilizzazione del personale e nuovi investimenti nelle piante organiche di magistrati e cancellieri. Questa situazione mette in luce la fragilità strutturale della macchina giudiziaria italiana e la difficoltà di allinearsi agli standard europei senza riforme permanenti.
Il sistema giudiziario del Veneto affronta gravi criticità, tra cui una cronica carenza di organico e un preoccupante sovraffollamento carcerario che ha portato a nove suicidi nell'ultimo anno. Nonostante il raggiungimento degli obiettivi del PNRR, magistrati e avvocati esprimono forte dissenso verso la riforma Nordio, lamentando la scarsa attrattività della regione per i giovani magistrati. Il governo difende il proprio operato citando nuove assunzioni e interventi per l'edilizia penitenziaria, ma la macchina della giustizia resta rallentata da disfunzioni strutturali e carenze nei tribunali minori. Questa situazione evidenzia la necessità di un potenziamento concreto delle risorse per garantire l'efficacia del sistema e il rispetto dei diritti umani nelle carceri.
Il sistema carcerario italiano affronta una grave crisi dovuta al sovraffollamento e alla carenza di magistrati di sorveglianza, con un rapporto critico di un magistrato ogni 300 detenuti. Samuele Ciambriello, garante campano dei detenuti, propone l'uso di misure alternative per i circa 16.700 reclusi con pene inferiori ai due anni per decongestionare gli istituti. Esperti e direttori carcerari sottolineano la necessità di aumentare l'organico per garantire la risocializzazione e il monitoraggio costante della vita dei reclusi. Questo scenario evidenzia l'urgenza di interventi strutturali per affrontare la cronica carenza di personale e migliorare l'efficienza del sistema penale italiano.