Corruzione, senza prova effettiva di un accordo illecito di scambio non scatta il reato

Riassunto

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 40720/2025, ha stabilito che il semplice conflitto di interessi non è sufficiente per configurare il reato di corruzione senza la prova di un effettivo accordo illecito di scambio. La decisione chiarisce che la responsabilità penale non può fondarsi su presunzioni, ma richiede l'accertamento concreto di un nesso tra l'utilità ricevuta e il comportamento funzionale deviato. Anche in contesti di relazioni continuative tra pubblico e privato, rimane fondamentale dimostrare il patto che asservisce la funzione pubblica a interessi privati. Questo approccio rafforza la tutela delle garanzie individuali, distinguendo nettamente la cattiva gestione amministrativa dal reato penale. La sentenza rappresenta un monito sulla necessità di prove solide e verificabili nei processi per corruzione, evitando interpretazioni estensive della legge.

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