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Siena. “Artisti dietro le sbarre” a S. Spirito. Dal teatro una finestra sulla libertà
Gli attori dello spettacolo 'Malinconico. Moderatamente felice', guidati da Massimiliano Gallo, hanno fatto visita ai detenuti della casa circondariale di Santo Spirito a Siena per un momento di condivisione e svago. L'iniziativa rientra nel progetto 'Artisti dietro le sbarre' del Cpia1 di Siena, che da oltre dieci anni favorisce l'incontro tra il mondo del teatro e la realtà carceraria. Durante la mattinata, gli artisti hanno ascoltato le poesie e la musica del gruppo 'Cellamusica', scambiando aneddoti e riflessioni sulla vita e sulle opportunità di riscatto. Questo evento sottolinea l'importanza della cultura come ponte fondamentale per mantenere aperto il dialogo tra il carcere e la società civile.
Leggi l'articolo originale →Rapporto di lavoro dei detenuti: retribuzione e prescrizione dei contributi
La Corte di Cassazione ha stabilito che il rapporto di lavoro del detenuto deve essere considerato unitario e continuativo, escludendo che i periodi di attesa tra un incarico e l'altro costituiscano interruzioni contrattuali. Poiché il detenuto non ha potere di scelta sulla 'chiamata al lavoro', tali pause sono considerate semplici sospensioni e la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dal termine definitivo del rapporto. L’onere di dimostrare eventuali interruzioni effettive ricade sull’Amministrazione penitenziaria, proteggendo così il diritto del lavoratore a ricevere gli adeguamenti retributivi previsti dalla legge. Questa decisione rappresenta un passo fondamentale per la tutela dei diritti dei lavoratori in stato di detenzione, equiparando maggiormente le loro garanzie a quelle del lavoro ordinario.
Leggi l'articolo originale →Ferrara. La rinascita del detenuto F.: “Prima spacciavo, ora aiuto gli altri”
L'articolo racconta la storia di F., un trentunenne albanese condannato per spaccio che sta scontando gli ultimi quattro anni di pena presso l'azienda agricola sociale Parco Contadino Pratolungo. Grazie all'intervento dell'associazione Viale K, l'uomo ha trovato accoglienza e un'opportunità di reinserimento nonostante non avesse una dimora per scontare i domiciliari. F. esprime profondo pentimento per il suo passato e il desiderio di costruirsi un futuro onesto integrandosi nel tessuto sociale italiano. Questo caso evidenzia l'importanza fondamentale delle realtà di terzo settore nel supportare il percorso riabilitativo dei detenuti privi di reti familiari.
Leggi l'articolo originale →Il giudice di pace prima di opporsi all’espulsione deve valutare i legami familiari in Italia
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1432/2026, ha stabilito che il diritto all’unità familiare deve essere valutato prima di espellere uno straniero, anche in assenza di matrimonio o di autorizzazioni formali per figli minori. Il giudice ha l'obbligo di considerare l'effettività dei legami affettivi e della convivenza, anche se non è stato richiesto formalmente il ricongiungimento familiare. La decisione sottolinea che l'art. 13 del d.lgs. n. 286/1998 impone un accertamento caso per caso per tutelare i diritti fondamentali ed evitare danni illegittimi alla vita familiare. Questo pronunciamento rappresenta un passo significativo verso una maggiore protezione della stabilità affettiva nel sistema dell'immigrazione italiano.
Leggi l'articolo originale →Trieste. “Al Coroneo in dieci in una cella, caccia alle cimici e sovraffollamento: serve un nuovo carcere”
Enrico Sbriglia, Garante regionale dei detenuti, ha denunciato le condizioni drammatiche del carcere Coroneo di Trieste a seguito di una recente visita ispettiva. La struttura ospita 236 detenuti a fronte di soli 117 posti disponibili, presentando gravi carenze igieniche, infestazioni di cimici e una cronica mancanza di spazi per il reinserimento sociale. Sbriglia sollecita la costruzione di un nuovo istituto e propone di valutare un'amnistia condizionata a rigorosi percorsi di integrazione per evitare il collasso del sistema. Questa situazione evidenzia l'urgenza di interventi strutturali per garantire la dignità umana e la sicurezza collettiva all'interno delle carceri italiane.
Leggi l'articolo originale →Ferrara. “Un’opportunità nel volontariato”. Accoglienza a Viale K
Domenico Bedin, presidente dell'associazione Viale K, racconta l'impegno ventennale nell'accoglienza di detenuti che usufruiscono di misure alternative come arresti domiciliari e affidamento in prova. L'associazione fornisce un luogo di accoglienza a chi ne è privo e si attiva per favorire il reinserimento lavorativo, collaborando anche con la Regione Emilia-Romagna per supportare i detenuti a fine pena. Attualmente ospitano circa venti persone, offrendo loro una strada tracciata verso la legalità e l'occupazione una volta terminata la detenzione. Questo esempio sottolinea l'importanza del terzo settore nel rendere efficaci le misure alternative al carcere in Italia.
Leggi l'articolo originale →Ascoli. Agente salva 2 detenuti dal suicidio: “Ansia patologica”. Accolto il ricorso al Tar, verrà risarcito
Leggi l'articolo originale →Milano. Al Filodrammatici “Oltre. Io prima, me dopo” racconta il carcere e la rinascita
Lo spettacolo 'Oltre. Io prima, me dopo', in scena al Teatro dei Filodrammatici di Milano, racconta l'esperienza reale di Marco Floris tra dipendenza, carcere e rinascita. L'iniziativa, parte del progetto toDEI di Mediobanca, utilizza prosa e poesia per esplorare la solitudine della reclusione e la forza degli affetti nel superare i momenti più bui. Promosso dall’associazione Coriandoli a Colori, l'evento punta a sensibilizzare sulla prevenzione del disagio giovanile e sull'importanza dell'inclusione sociale. Questa rappresentazione evidenzia il valore del racconto autobiografico come strumento per affrontare il difficile percorso di reinserimento e umanizzazione delle carceri.
Leggi l'articolo originale →Agli animali “manca la parola”. E noi impariamo ad abbaiare
Leggi l'articolo originale →Bolzano. Nuovo carcere, dopo 15 anni arriva la svolta. Verrà realizzato anche un Cpr
Un incontro tra il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, e il ministro dell’Interno Piantedosi ha sbloccato il progetto per la costruzione di un nuovo carcere e di un Centro di permanenza per i rimpatri (CPR). La struttura, attesa dal 2011, sorgerà a San Giacomo e ospiterà cento posti detentivi e cinquanta posti per i rimpatri grazie ai poteri speciali conferiti a un commissario straordinario. L'annuncio ha scatenato le dure proteste di Bozen Solidale e dei Verdi, che denunciano la natura disumana della detenzione amministrativa definendo il progetto un «lager di Stato». Questo dibattito evidenzia il forte scontro tra le politiche di sicurezza territoriale e la difesa dei diritti umani fondamentali in Alto Adige.
Leggi l'articolo originale →Elizabeth Anderson e la giustizia come relazione sociale
Leggi l'articolo originale →Veltroni: “Essere giovani è tremendo. Scrivo gialli per combattere l’abitudine alla violenza”
Walter Veltroni torna in libreria con il romanzo 'Buonvino e l’omicidio dei ragazzi', sesto capitolo della sua serie gialla che affronta il tema della violenza e dell'indifferenza verso i giovani. Attraverso l'opera, l'ex leader del PD denuncia la solitudine delle nuove generazioni e critica un sistema di potere che preferisce cittadini isolati e abulici anziché incoraggiare la partecipazione collettiva. Veltroni punta il dito anche contro l'eccesso di protezione genitoriale e il disinteresse della politica per chi non vota, rivendicando la 'disperata vitalità' dei ragazzi. Questo intervento mette in luce l'urgenza di ricostruire reti sociali e di ascolto per evitare l'esilio fisico e relazionale delle generazioni future.
Leggi l'articolo originale →Brescia. Sovraffollamento e consegna pacchi dimezzata, tutti i problemi di Canton Mombello
Il carcere di Canton Mombello a Brescia affronta una crisi critica dovuta a un tasso di sovraffollamento del 212% e a una grave carenza di personale. Questa situazione ha portato a pesanti limitazioni per i detenuti, come la riduzione dei giorni per la consegna dei pacchi e il ripristino di una sola telefonata settimanale di dieci minuti. La mancanza di organico ostacola anche iniziative positive come lo 'spazio Giallo' per gli incontri familiari, penalizzando soprattutto i detenuti stranieri privi di reti di supporto ufficiali. L'autore sottolinea come la struttura sia ormai inadeguata e debba essere svuotata o chiusa definitivamente per garantire condizioni dignitose. Questo scenario evidenzia l'urgenza di interventi strutturali per risolvere l'emergenza cronica del sistema carcerario italiano.
Leggi l'articolo originale →Detenzione e salute mentale: necessaria verifica concreta ed effettiva della qualità delle cure
La Corte di Cassazione, con la sentenza 41407/2025, ha stabilito che la valutazione sulle cure psichiatriche in carcere deve essere concreta ed effettiva, annullando un provvedimento che si limitava a considerare sufficiente la somministrazione di farmaci. Secondo i giudici, il magistrato di sorveglianza deve verificare l'efficacia reale del trattamento e la sua idoneità a tutelare la dignità del detenuto, avvalendosi di perizie in caso di documentazione contrastante. La sentenza riafferma che la pena non deve mai tradursi in un trattamento contrario al senso di umanità, imponendo allo Stato l'obbligo di fornire cure adeguate e non solo formali. Questo orientamento evidenzia una questione cruciale per la tutela dei diritti fondamentali e della salute mentale all'interno del sistema penale italiano.
Leggi l'articolo originale →De Cataldo: “Sul referendum si gioca il rapporto tra giustizia e potere”
L’ex magistrato e scrittore Giancarlo De Cataldo esprime la sua ferma opposizione al referendum sulla giustizia, sostenendo che la riforma alteri l'equilibrio tra potere politico e giudiziario. De Cataldo critica aspramente l'introduzione del sorteggio per i membri del CSM, considerandolo un tentativo di indebolire l'indipendenza dei magistrati a favore dell'azione di governo. Secondo l'autore, una magistratura gerarchizzata e intimidita metterebbe a rischio la tutela dei diritti civili e le funzioni di controllo previste dalla Costituzione. Questa posizione evidenzia un conflitto profondo sulla natura della democrazia e sulla separazione dei poteri in Italia.
Leggi l'articolo originale →Quella deriva populista dell’Anm lascerà macerie nei tribunali
Valerio Spigarelli critica duramente l'Associazione Nazionale Magistrati (ANM) per aver abbandonato il confronto tecnico sulla separazione delle carriere a favore di una propaganda di stampo populista. L'autore evidenzia come il dibattito attuale sia dominato da slogan semplificatori e inesattezze storiche, ricordando che l'unità della giurisdizione era in realtà sostenuta proprio dal regime fascista. Viene lamentata la perdita di profondità intellettuale in una questione giuridica complessa, ormai ridotta a pura contrapposizione ideologica tra magistratura e politica. Ciò mette in luce una preoccupante deriva comunicativa che mina la qualità del dibattito sulle riforme costituzionali in Italia.
Leggi l'articolo originale →Referendum, dai “traditori” ai “bugiardi”: campagna all’arma bianca tra insulti incrociati e veleni
Roberto Gressi descrive un clima di estrema ferocia politica in vista del referendum sulla separazione delle carriere, considerato un anticipo della tensione delle prossime elezioni politiche. Mentre figure come Cassese e Violante mantengono un confronto pacato, il dibattito pubblico è dominato da attacchi personali, liste di proscrizione e casi di censura digitale, come quello che ha coinvolto lo storico Alessandro Barbero. Lo scontro vede contrapposti l'ANM, il Guardasigilli Nordio e figure storiche come Antonio Di Pietro, riducendo lo spazio per un'analisi tecnica della riforma. Questa situazione evidenzia come il dibattito sulla giustizia in Italia rischi di essere oscurato da una polarizzazione ideologica aggressiva.
Leggi l'articolo originale →Un piano per riorganizzare il 41 bis
Il Governo Meloni ha avviato un piano per riorganizzare il regime di carcere duro '41 bis', riducendo da 12 a 7 il numero di istituti per concentrare i detenuti più pericolosi in strutture gestite esclusivamente dal Gom. Questa razionalizzazione mira a potenziare la sicurezza, garantire il diritto alle ore d’aria sancito dalla Corte Costituzionale e recuperare posti per contrastare il sovraffollamento carcerario generale. La Sardegna ospiterà quasi la metà di queste strutture, scatenando forti proteste locali per il timore che l’isola venga trasformata stabilmente in un polo carcerario d'eccezione. La riforma comporterà numerosi trasferimenti di esponenti mafiosi tra diverse regioni, ridefinendo radicalmente la geografia della detenzione speciale in Italia. Questo provvedimento evidenzia la sfida complessa di bilanciare le esigenze di massima sicurezza con la tutela dei diritti costituzionali dei detenuti.
Leggi l'articolo originale →Ferrara. La nuova vita di Giovanni. I detenuti fanno l’impresa. È una Seconda Chance
L'associazione no-profit "Seconda Chance" facilita l'inserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti, creando ponti tra le carceri e le imprese del territorio ferrarese e romagnolo. Un esempio significativo è quello di Marco, assunto a tempo indeterminato e promosso a responsabile presso l'azienda di carpenteria Inci di Renazzo. Il progetto coinvolge diversi settori, dalla moda agli stabilimenti balneari, aiutando le aziende a trovare personale e offrendo ai detenuti un'opportunità di riscatto sociale. Nonostante gli incentivi fiscali, molti imprenditori scelgono di aderire per motivi etici, dimostrando una grande sensibilità verso la riabilitazione. Questa iniziativa rappresenta un modello virtuoso per favorire il reinserimento sociale e combattere la carenza di manodopera in settori critici.
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