Un poliziotto a Palermo

Bruno Contrada, ex alto dirigente del Sisde, è deceduto a 94 anni lasciando dietro di sé una delle vicende giudiziarie più controverse d'Italia sul concorso esterno in associazione mafiosa. La sua storia è stata caratterizzata da un lungo conflitto tra la giustizia italiana e la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che ha portato a risarcimenti per ingiusta detenzione pur non cancellando i fatti accertati nei giudizi di merito. Nonostante le riforme procedurali, rimane confermato il suo ruolo nel fornire informazioni riservate a Cosa Nostra tra gli anni '70 e '80. Questa figura resta il simbolo delle zone d'ombra tra Stato e mafia, sottolineando la complessità del sistema penale italiano nel perseguire reati di potere.

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La tortura è una questione di sistema, si annida dove alberga e fiorisce lo spirito di corpo

L'articolo denuncia le gravi violenze e torture perpetrate da alcuni agenti contro tredici minori stranieri nel carcere di Casal del Marmo, evidenziando una preoccupante deriva razzista e sistemica. L'inchiesta, avviata grazie a un esposto di Antigone, mette in luce il fallimento della militarizzazione negli istituti penali minorili italiani. L'autore propone di sostituire la polizia penitenziaria con funzionari civili per preservare la finalità pedagogica di queste strutture ed evitare che assomiglino alle carceri per adulti. È necessario un intervento strutturale che apra il sistema al dialogo esterno e restituisca dignità alla giustizia minorile. Questa vicenda richiama l'attenzione sulla necessità impellente di una riforma che prevenga gli abusi istituzionali e protegga i diritti dei più vulnerabili.

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Monza. Il carcere apre le sue porte. Nasce il Festival teatrale: una chance per i detenuti

Monza ospita la prima edizione di “Secondo Atto”, un festival teatrale che coinvolge le compagnie degli istituti penitenziari lombardi per abbattere i pregiudizi tra carcere e società. Organizzato dal Comune in collaborazione con la casa circondariale e realtà del terzo settore, l'evento prevede cinque spettacoli distribuiti tra teatri cittadini e spazi detentivi. L'iniziativa mira a valorizzare il teatro come strumento di rieducazione e reinserimento sociale, offrendo ai detenuti un'opportunità di espressione e incontro con la cittadinanza. Questo progetto sottolinea l'importanza di considerare il carcere come parte integrante del tessuto comunitario e non come un luogo isolato.

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Lo scatto d’orgoglio dei senatori di maggioranza che bocciano il dl sicurezza

Il Comitato per la legislazione del Senato ha bocciato all'unanimità il nuovo "decreto sicurezza", dichiarando l'assenza dei requisiti costituzionali di necessità e urgenza. Il parere, approvato sotto la presidenza della leghista Daisy Pirovano, critica aspramente la scarsa qualità tecnica del provvedimento e l'uso improprio della decretazione d'urgenza per introdurre nuove norme penali. Sono state sollevate forti riserve su misure specifiche, come il fermo di polizia prolungato e le opacità nell'iscrizione degli indagati, segnalando il rischio di inapplicabilità delle norme. Questo voto unanime evidenzia una criticità profonda nel rapporto tra la produzione normativa del governo e il rispetto dei principi costituzionali della legislazione.

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Togliere il sole e il cielo per dare “sicurezza nazionale”

Cesare Burdese riferisce della visita di 'Nessuno tocchi Caino' al carcere San Michele di Alessandria, evidenziando le condizioni disumane del regime 41-bis, simboleggiate da schermature alle finestre che isolano totalmente i detenuti. Durante un convegno locale, è emersa la preoccupazione che tale rigore annulli i positivi percorsi di reinserimento sociale già attivi nel territorio, trasformando la struttura in un luogo di mera segregazione. L'architettura del carcere, focalizzata esclusivamente sulla sicurezza e l'isolamento, riflette una visione regressiva che contrasta con i principi costituzionali della rieducazione. Questo scenario solleva il timore che modelli punitivi afflittivi si estendano a tutto il sistema penitenziario nazionale, indebolendo lo Stato di diritto. Questa situazione evidenzia un critico allontanamento del sistema penitenziario italiano dal suo mandato costituzionale di riabilitazione.

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Modena. Il Teatro dei Venti in carcere: “L’arte è evasione e libertà”

L'articolo racconta l'esperienza ventennale del Teatro dei Venti nelle carceri, dove i detenuti vengono formati come veri professionisti della scena attraverso l'Accademia delle Arti e dei Mestieri. Salvatore Sofia e il regista Stefano Tè spiegano come il teatro non sia solo un'evasione dalla routine carceraria, ma un percorso artistico rigoroso che affronta testi classici per favorire il reinserimento sociale. L'iniziativa ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui vari Premi Ubu, integrando pienamente gli spettacoli realizzati in carcere nelle produzioni ufficiali della compagnia. Questo progetto dimostra come l'arte possa trasformarsi in uno strumento concreto di riabilitazione e riscatto professionale per la popolazione carceraria.

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Roma. Oltre Casal del Marmo, carceri in crisi. “Due morti in una settimana a Rebibbia”

Un'inchiesta sulle violenze nel carcere minorile di Casal del Marmo ha rivelato pestaggi e minacce ai danni di tredici giovani detenuti, confermando un clima di tensione già denunciato dalla garante Valentina Calderone. La situazione critica si estende anche agli altri istituti romani, come Rebibbia e Regina Coeli, dove il sovraffollamento e la carenza di personale impediscono di garantire l'assistenza sanitaria e i percorsi rieducativi. La mancanza di agenti e scorte ha causato l'annullamento di oltre il 50% delle visite mediche esterne, alimentando ulteriormente il malessere e i casi di suicidio. Questa drammatica realtà evidenzia la necessità di un intervento urgente per risolvere le fragilità strutturali del sistema penitenziario italiano.

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Cagliari. Teatro in carcere per migliorare relazioni e comunicazione tra operatori

Presso la casa circondariale di Uta prende il via il percorso formativo 'Costruire Relazioni e Comunicazioni efficaci', che coinvolge oltre 30 operatori tra agenti penitenziari, funzionari pedagogici e personale sanitario. Attraverso il metodo teatrale curato da Emanuele Faina, l'iniziativa punta a migliorare la collaborazione e il clima lavorativo all'interno della struttura. Il progetto, promosso dalla Cooperativa Panta Rei Sardegna, mira a rafforzare le competenze relazionali come base per percorsi di reinserimento sociale più autentici. Questo intervento sottolinea l'importanza di investire nel benessere degli operatori per garantire l'efficacia del sistema trattamentale e rieducativo.

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Perugia. Ricomporre il domani, laboratorio permanente di arte musiva e integrazione sociale

Il progetto 'Ricomporre il domani' introduce un laboratorio permanente di mosaico nel carcere di Capanne a Perugia, volto a favorire l'inclusione sociale e professionale delle detenute. L'iniziativa, promossa da Formedil Perugia e sostenuta dalla Fondazione Perugia, mira a contrastare l'alto tasso di recidiva offrendo competenze lavorative concrete e percorsi di autonomia. Le partecipanti realizzeranno opere simboliche per commemorare importanti anniversari legati ai terremoti italiani e per eventi nazionali, trasformando la formazione in una reale opportunità di riscatto. Questo progetto sottolinea l'importanza di investire nella dignità e nel lavoro come strumenti essenziali per dare attuazione al valore costituzionale della pena.

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Sassari. Bancali, un carcere sovraffollato isolato fra le campagne

Il carcere di Bancali a Sassari registra un sovrappopolamento critico con 114 detenuti oltre il limite e una carenza cronica di agenti e personale educativo. Secondo il rapporto Antigone, la struttura vive una situazione di forte fragilità sociale, segnata da numerosi episodi di autolesionismo e decessi avvenuti nel 2025. Nonostante la presenza di laboratori e aree ricreative, le prospettive future indicano un ulteriore aumento dei detenuti in regime di 41bis. Tale situazione sottolinea la necessità di affrontare con urgenza le carenze strutturali e di organico del sistema carcerario sardo.

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Milano. “Il carcere è un luogo maschile, organizzato solo per gli uomini”

L'articolo riporta l'intervento della giornalista Federica Delogu al festival Voices riguardante l'impatto degli stereotipi di genere nelle carceri italiane, evidenziando come il sistema sia rigidamente basato sul sesso biologico. Delogu spiega che le persone transgender vengono spesso confinate in sezioni protette per la loro incolumità, subendo però una marginalizzazione che preclude l'accesso ad attività educative e sociali fondamentali per la rieducazione. Viene inoltre analizzata la condizione delle donne detenute, numericamente esigue e soggette a una visione stereotipata delle proprie relazioni affettive. Questa analisi sottolinea l'urgenza di riformare un sistema carcerario ancora troppo binario per poter garantire dignità e pari opportunità a ogni individuo.

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Asti. Suicidio in cella, Nordio: “Christian Guercio era tranquillo, ma il caso andava gestito”

Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha risposto all'interrogazione di Ilaria Cucchi riguardante il suicidio di Christian Guercio, avvenuto nel carcere di Asti dopo il suo arresto per resistenza a pubblico ufficiale. Nonostante una storia clinica di fragilità psichica e tossicodipendenza, l'uomo era stato classificato a basso rischio di autolesionismo durante la visita d'ingresso perché appariva calmo. La famiglia contesta la decisione di optare per la detenzione anziché per cure mediche specifiche, sottolineando il fallimento dei protocolli di sorveglianza. Questa vicenda evidenzia una criticità persistente del sistema penitenziario italiano nella gestione della salute mentale e dei detenuti fragili.

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Non è un referendum ma una vera guerra. E io non partecipo alla chiamata alle armi

Il magistrato Guido Salvini critica duramente la campagna referendaria sulla giustizia, definendola una "guerra di religione" basata su slogan manipolatori piuttosto che su un'informazione reale per i cittadini. Pur apprezzando il sorteggio per i membri del CSM per contrastare il potere delle correnti, Salvini contesta la separazione dei concorsi e le incongruenze strutturali della proposta Alta Corte disciplinare. L'autore sottolinea inoltre come la riforma ignori il problema cruciale del reclutamento e della formazione dei magistrati più giovani. Annunciando la scelta del voto in bianco, Salvini evidenzia come questo clima di scontro frontale rischi di non produrre alcun miglioramento concreto per il sistema giudiziario italiano.

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Rovigo. Nuovo carcere minorile, via alla carica dei 100 volontari

Il nuovo carcere minorile di Rovigo, intitolato ad Antonio Vivaldi, sta vedendo una straordinaria partecipazione della comunità locale, con quasi cento volontari pronti a offrire attività educative in ambito sportivo, musicale e artistico. La direttrice Roberta Ghirardelli ha presentato la struttura come un laboratorio di buone pratiche e uno 'spazio di opportunità' volto alla rieducazione dei giovani ospiti attraverso il coinvolgimento attivo del territorio. L'iniziativa mira a fornire ai detenuti strumenti relazionali e creativi fondamentali per il loro reinserimento sociale. Questo sottolinea come la responsabilità della riabilitazione debba essere un impegno collettivo dell'intera società e non solo delle istituzioni.

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Iglesias. “Quando il carcere è donna”, incontro-dibattito dell’associazione La Mandragola

Domani a Iglesias si terrà l'incontro 'Quando il carcere è donna', organizzato dalle associazioni La Mandragola, Anpi e SPI Cgil per approfondire la realtà della detenzione femminile in Italia e Sardegna. L'evento vedrà la partecipazione di esperti e la preziosa testimonianza di Lorella Stefani, una detenuta attualmente ospite di Casa Emmaus. L'obiettivo è sensibilizzare l'opinione pubblica su un tema spesso trascurato, promuovendo una riflessione sul recupero sociale e sui diritti delle donne recluse. Questa iniziativa mette in luce la necessità di dare voce a una categoria spesso marginalizzata all'interno del sistema carcerario.

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Il garantismo non è la repubblica dei giudici ma nemmeno lo “stato di polizia”

L'autore critica l'attuale scontro referendario sulla giustizia, ridotto a una scelta estrema tra uno Stato di polizia e una 'Repubblica dei giudici'. Ammendolia denuncia come la politica e la magistratura abbiano trasformato il quesito tecnico in un voto ideologico pro o contro il governo, tradendo lo spirito della Costituzione. In particolare, viene contestata la posizione della Sinistra, accusata di essersi appiattita sulle posizioni dell'Associazione Nazionale Magistrati invece di difendere le libertà individuali. L'articolo invita a rifiutare entrambe le derive autoritarie per tutelare i reali interessi dei cittadini e l'integrità della persona. Questa riflessione evidenzia il rischio di una polarizzazione che svilisce il dibattito democratico e i diritti costituzionali in Italia.

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Modena. La città punta sul volontariato per il reinserimento dei detenuti

Attraverso la storia di Mohammed, l'articolo denuncia le gravi carenze nel reinserimento sociale dei detenuti del carcere Sant’Anna di Modena, spesso abbandonati a se stessi dopo la libertà. Nonostante un sovraffollamento critico del 150%, iniziative come la tavola rotonda 'Educare al bene all’ombra del male' cercano di promuovere una giustizia riparativa che coinvolga attivamente la comunità civile e religiosa. All'evento parteciperanno figure di rilievo come il cardinale Matteo Zuppi e monsignor Erio Castellucci per discutere di volontariato e misure alternative alla detenzione. Questa situazione evidenzia la necessità impellente di colmare il divario tra carcere e società per garantire l'effettiva riabilitazione prevista dalla Costituzione.

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Messina. Tindaro Granata e il teatro in carcere. “Senza sognare moriamo dentro”

Lo spettacolo 'Vorrei una voce' di Tindaro Granata, in scena al Teatro Ambasciatori di Catania, nasce da un laboratorio teatrale condotto con le detenute del carcere di Messina. Attraverso le canzoni di Mina, l’opera esplora la libertà interiore e il recupero della dignità femminile, trasformando il dolore in speranza. Granata porta sul palco le fragilità e il desiderio di riscatto di cinque donne, sottolineando come smettere di sognare equivalga a spegnersi interiormente. Questo progetto dimostra come il teatro possa rappresentare uno strumento vitale di riabilitazione e umanità per il sistema carcerario italiano.

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In direzione ostinata e contraria

L'autore sostiene la separazione delle carriere per garantire la reale terzietà del giudice e un processo paritario tra accusa e difesa. L'articolo critica la retorica politica che usa la paura e il populismo per influenzare il sistema giudiziario, ribadendo che il processo deve essere uno strumento di accertamento dei fatti e non di lotta ideologica. Separare i ruoli di chi accusa e chi giudica è considerato essenziale per proteggere i diritti dei cittadini da condizionamenti interni ed esterni. Questa riflessione sottolinea l'importanza di riportare i principi costituzionali del giusto processo al centro del dibattito sulla riforma della giustizia in Italia.

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Il Paese delle leggi anti-maranza

L'articolo critica il passaggio del sistema penale minorile italiano da un modello d'eccellenza riabilitativo a uno puramente repressivo, alimentato da narrazioni mediatiche e provvedimenti come il decreto Caivano. L'autore segnala un aumento del 60% dei minori reclusi e denuncia il degrado delle strutture, evidenziando il grave caso di torture emerse nell'istituto di Casal del Marmo a Roma. Viene sottolineata la deriva verso un populismo penale che ignora l'articolo 27 della Costituzione e il persistente razzismo istituzionale nei confronti dei minori stranieri. Questo scenario evidenzia la necessità urgente di abbandonare le logiche punitive per investire realmente nel futuro delle giovani generazioni attraverso l'integrazione e la cittadinanza.

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