Milano. Al Filodrammatici “Oltre. Io prima, me dopo” racconta il carcere e la rinascita
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Riassunto
Lo spettacolo 'Oltre. Io prima, me dopo', in scena al Teatro dei Filodrammatici di Milano, racconta l'esperienza reale di Marco Floris tra dipendenza, carcere e rinascita. L'iniziativa, parte del progetto toDEI di Mediobanca, utilizza prosa e poesia per esplorare la solitudine della reclusione e la forza degli affetti nel superare i momenti più bui. Promosso dall’associazione Coriandoli a Colori, l'evento punta a sensibilizzare sulla prevenzione del disagio giovanile e sull'importanza dell'inclusione sociale. Questa rappresentazione evidenzia il valore del racconto autobiografico come strumento per affrontare il difficile percorso di reinserimento e umanizzazione delle carceri.
Giorgio Leggieri, direttore del carcere di Bollate, ha incontrato dieci aziende di Confimprese per promuovere il lavoro detentivo come opportunità di riscatto e vantaggio per il sistema economico, puntando in particolare sul settore del retail. I dati dell'istituto confermano che l'occupazione riduce drasticamente la recidiva, che a Bollate scende al 17% rispetto al 70% della media nazionale, arrivando sotto il 5% per chi lavora all'esterno. Oltre alle attività produttive e alle collaborazioni con grandi brand, il carcere offre percorsi formativi che spaziano dall'alfabetizzazione fino agli studi universitari. Questo modello dimostra come l'integrazione tra lavoro e istruzione sia fondamentale per un efficace reinserimento sociale dei detenuti.
L'articolo affronta la grave crisi del sistema carcerario italiano, segnato da sovraffollamento, violenza e un preoccupante aumento dei suicidi tra detenuti e agenti. Attraverso il libro 'Solidali tra le sbarre' di Giovanna Baldini, viene analizzata l'esperienza di volontariato presso il carcere Don Bosco di Pisa, mettendo in luce le difficoltà di un reale recupero sociale. L'opera denuncia l'isolamento morale e il disinteresse collettivo che spesso vanificano le potenzialità di emancipazione dei reclusi. Questo scenario evidenzia l'urgente necessità di riforme che restituiscano dignità e speranza alla popolazione carceraria.
Il 24 gennaio la Biblioteca Astense ospiterà la presentazione del libro “Un giorno, tre autunni. Il tempo dentro il carcere”, nato dai laboratori svolti nella sezione femminile della Casa Circondariale di Torino. L'opera, curata da Brunella Lottero e Cinzia Morone, mira a condividere l'umanità e le esperienze delle detenute con la società civile. All'evento parteciperanno esperti e verranno lette testimonianze dirette, con il ricavato delle vendite destinato a progetti interni al carcere. Questa iniziativa rappresenta un'importante occasione di sensibilizzazione sul tema della riabilitazione e del necessario dialogo tra carcere e mondo esterno.