Milano. Al Filodrammatici “Oltre. Io prima, me dopo” racconta il carcere e la rinascita

Riassunto

Lo spettacolo 'Oltre. Io prima, me dopo', in scena al Teatro dei Filodrammatici di Milano, racconta l'esperienza reale di Marco Floris tra dipendenza, carcere e rinascita. L'iniziativa, parte del progetto toDEI di Mediobanca, utilizza prosa e poesia per esplorare la solitudine della reclusione e la forza degli affetti nel superare i momenti più bui. Promosso dall’associazione Coriandoli a Colori, l'evento punta a sensibilizzare sulla prevenzione del disagio giovanile e sull'importanza dell'inclusione sociale. Questa rappresentazione evidenzia il valore del racconto autobiografico come strumento per affrontare il difficile percorso di reinserimento e umanizzazione delle carceri.

tg24.sky.it, 25 gennaio 2026
Lunedì 26 gennaio alle 17 va in scena lo spettacolo di Marco Floris e Alessandro Corsi, nell’ambito dell’iniziativa di Mediobanca toDEI, dedicata alla diversità e all’inclusione. Sul palco, racconti in prosa alternati a poesie, portano lo spettatore nel mondo delle dipendenze e del carcere, in un percorso di dolore e rinascita. Un racconto di vita che intreccia poesia e prosa per affrontare il tema delle dipendenze, del carcere, della rinascita. Arriva lunedì 26 gennaio alle 17 al teatro dei Filodrammatici di Milano lo spettacolo “Oltre. Io prima, me dopo” tratto dall’omonimo libro (Mark Sirolf, BookaBook edizioni). Sul palco Marco Floris e Alessandro Corsi, che ha curato anche la regia.
“Oltre. Io prima, me dopo” porta in scena l’esperienza realmente vissuta in carcere dal protagonista. La sua discesa agli inferi data dalla dipendenza dalla droga e culminata nell’arresto, ma allo stesso tempo gli scorci di umanità che anche l’esperienza in carcere può regalare e il ruolo degli affetti, che possono portare a vedere la luce, anche quando sembra non esserci via d’uscita. I brani in prosa (veri e propri racconti di vita vissuta) si alternano alle poesie dell’autore che riescono a restituire, attraverso i versi, la solitudine e il tempo lento del carcere, la disperazione ma anche la speranza, in un caleidoscopio di emozioni che avvolge lo spettatore e lo conduce dentro alla storia.
Lo spettacolo, promosso dall’associazione Coriandoli a Colori che si occupa di prevenzione del disagio giovanile, rientra nell’ambito del progetto di Mediobanca dedicato alla diversità e all’inclusione toDEI, dedicato quest’anno al tema dei Corpi. Il corpo inteso come “archivio dove la mente lascia tracce e le emozioni si manifestano”, ma che può essere anche un campo di “battaglia”, di fronte al quale le dipendenze “rappresentano tentativi di fuga, dal dolore dalla solitudine dal senso di non essere abbastanza”.