Il giudice di pace prima di opporsi all’espulsione deve valutare i legami familiari in Italia

Riassunto

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1432/2026, ha stabilito che il diritto all’unità familiare deve essere valutato prima di espellere uno straniero, anche in assenza di matrimonio o di autorizzazioni formali per figli minori. Il giudice ha l'obbligo di considerare l'effettività dei legami affettivi e della convivenza, anche se non è stato richiesto formalmente il ricongiungimento familiare. La decisione sottolinea che l'art. 13 del d.lgs. n. 286/1998 impone un accertamento caso per caso per tutelare i diritti fondamentali ed evitare danni illegittimi alla vita familiare. Questo pronunciamento rappresenta un passo significativo verso una maggiore protezione della stabilità affettiva nel sistema dell'immigrazione italiano.

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