Brescia. Le Porte della Speranza tra Canton Mombello e piazzale Arnaldo
Corriere della Sera, 25 gennaio 2026
L’architetto Stefano Boeri firma il progetto che farà dialogare il carcere con la movida. Nei giorni scorsi un sopralluogo nell’istituto penitenziario. Lontano dai riflettori ed in gran segreto questa settimana il carcere di Canton Mombello ha ospitato il gruppo di progettisti che saranno impegnati ad installare la “porta della speranza” all’interno della casa circondariale. Anzi, le “porte della speranza”, perché a Brescia queste opere d’arte saranno due e renderanno il progetto promosso dalla Fondazione Pontificia Gravissimum Educationis dello Stato Vaticano in collaborazione con il DAP e realizzato dal Comitato Giubileo Cultura Educazione con la fondamentale direzione artistica di Rampello & Partners, decisamente inedito rispetto quelli che si possono o potranno vedere fuori dagli istituti penitenziari di Milano, Venezia, Lecce, Palermo, Roma, Reggio Calabria e Napoli.
Oltre a quella che sarà installata nel panottico, infatti, ne sorgerà una seconda in Piazzale Arnaldo, che dialogherà in maniera diretta con quella allestita all’interno del carcere. A realizzarla sarà l’architetto Stefano Boeri che in questi giorni ha condiviso i propri pensieri sul progetto attraverso uno scritto inviato a chi sta lavorando, materialmente o istituzionalmente, alla realizzazione di questa opera d’arte. L’architetto milanese spiega come dal suo punto di vista “la parola speranza, in carcere, si chiama lavoro” e quindi come “una seria prospettiva di (re)inserimento nel mercato del lavoro e nella formazione professionale, siano per un detenuto tra le più convincenti ragioni per pensarsi fuori dalla condizione carceraria. Le uniche davvero capaci di offrire la speranza del ritorno ad una vita sociale che non sia solo un intervallo tra due periodi di detenzione”.
Da questo ragionamento “condiviso con la direttrice del carcere” Francesca Paola Lucrezi nasce quindi l’idea di collocare nell’ottagono da cui si dipanano i corridoi delle celle, conosciuto come panottico, una prima porta dedicata alle opportunità di lavoro e formazione professionale per i detenuti. “Una porta aperta, con un’anta trasformata in una grande bacheca digitale che informi quotidianamente i detenuti sulle opportunità di formazione e lavoro offerte dalle aziende e dalle cooperative del territorio; dentro e fuori dal carcere, oggi e domani”.
Boeri aggiunge come “se la “Porta della Speranza” a Canton Mombello porterà dunque nel cuore del carcere, insieme alle informazioni, il pulsare della generosità sociale della città, abbiamo pensato che la stessa porta dovesse aprirsi trovare anche nel cuore vivo della città, da dove arrivano le opportunità per un ritorno alla vita sociale”.
Da questa riflessione parte quindi l’idea “condivisa con la sindaca di Brescia” Laura Castelletti di realizzare lo stesso modello di porta in Piazzale Arnaldo, luogo tra i più vivi della città e tra i principali spazi di socialità notturna, dove si costruirà “una porta aperta con un’anta a schermo che potrà ospitare insieme alle opportunità offerte ai detenuti anche le informazioni sulla vita carceraria: sul sovraffollamento delle celle, ma anche sul lavoro quotidiano straordinario del personale carcerario e del personale medico e sanitario, oltre che sull’assistenza fornita dalle cooperative sociali e sulle iniziative culturali e artistiche prodotte dai detenuti”.
Si aprirà così in due luoghi vicini geograficamente, seppur così diversi, quest’opera d’arte formata da due porte. anche se “la porta della Speranza è una. Si apre in due luoghi diversi per ospitare in entrambi un doppio movimento: “dalla città verso il carcere e dal carcere verso la città” precisa Boeri che conclude la sua riflessione ricordando come grazie alle loro ante faranno “fluire informazioni, opportunità, progetti, occasioni, pensieri, sogni che, rispettando la regole del sistema detentivo, porteranno un contributo di speranza e consapevolezza nella casa circondariale di Canton Mombello e nella città nobile e generosa che la ospita”.