Veltroni: “Essere giovani è tremendo. Scrivo gialli per combattere l’abitudine alla violenza”
Simonetta Sciandivasci
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Corriere della Sera
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Riassunto
Walter Veltroni torna in libreria con il romanzo 'Buonvino e l’omicidio dei ragazzi', sesto capitolo della sua serie gialla che affronta il tema della violenza e dell'indifferenza verso i giovani. Attraverso l'opera, l'ex leader del PD denuncia la solitudine delle nuove generazioni e critica un sistema di potere che preferisce cittadini isolati e abulici anziché incoraggiare la partecipazione collettiva. Veltroni punta il dito anche contro l'eccesso di protezione genitoriale e il disinteresse della politica per chi non vota, rivendicando la 'disperata vitalità' dei ragazzi. Questo intervento mette in luce l'urgenza di ricostruire reti sociali e di ascolto per evitare l'esilio fisico e relazionale delle generazioni future.
L'articolo recensisce il romanzo "Se fioriscono le spine" di Glauco Giostra, che descrive l'universo claustrofobico del carcere e la sua incapacità di offrire una vera speranza di riabilitazione. Attraverso la storia di Antonio, emerge che il riscatto sociale avviene spesso nonostante l'istituzione carceraria, grazie a incontri umani e circostanze eccezionali che interrompono il ciclo della criminalità. Il messaggio centrale è che il dolore può diventare un mezzo per cogliere la verità profonda dell'esistenza, superando le logiche repressive del sistema. Ciò evidenzia la necessità di una riforma profonda che metta l'umanità e la compassione al centro dell'esecuzione penale.
Nel suo nuovo libro "Cento ripartenze. Quando la vita ricomincia", Giorgio Paolucci esplora storie di resilienza raccolte tra carceri, scuole e percorsi migratori. Il volume evidenzia come la fragilità umana, se accolta, possa trasformarsi in un’opportunità di rinascita e rigenerazione interiore contro la rassegnazione dei tempi moderni. Attraverso incontri significativi e testimonianze di speranza, l'autore mostra che è possibile ritrovare il senso dell'esistenza anche nelle difficoltà più profonde. Queste narrazioni rappresentano un invito a riconoscere il bene che ci circonda come nutrimento essenziale per l'anima.
Nel suo discorso di fine anno, il presidente Sergio Mattarella ha rivolto un appello accorato ai giovani, esortandoli a recuperare la forza visionaria e la responsabilità civile della ricostruzione post-bellica. Il Capo dello Stato ha sottolineato l'importanza dei diritti inviolabili e della convivenza sociale, mettendo in guardia contro la frammentazione del senso di comunità e la crescente rassegnazione. Davide Varì evidenzia come il messaggio presidenziale spinga le nuove generazioni a non rassegnarsi e a tornare protagoniste del futuro, superando l'indifferenza e le disuguaglianze. Questo richiamo sottolinea la necessità di riscoprire un impegno civico condiviso per rigenerare le basi democratiche del Paese.