Trieste. “Al Coroneo in dieci in una cella, caccia alle cimici e sovraffollamento: serve un nuovo carcere”
Roberto Lazzari
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triesteprima.it
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Riassunto
Enrico Sbriglia, Garante regionale dei detenuti, ha denunciato le condizioni drammatiche del carcere Coroneo di Trieste a seguito di una recente visita ispettiva. La struttura ospita 236 detenuti a fronte di soli 117 posti disponibili, presentando gravi carenze igieniche, infestazioni di cimici e una cronica mancanza di spazi per il reinserimento sociale. Sbriglia sollecita la costruzione di un nuovo istituto e propone di valutare un'amnistia condizionata a rigorosi percorsi di integrazione per evitare il collasso del sistema. Questa situazione evidenzia l'urgenza di interventi strutturali per garantire la dignità umana e la sicurezza collettiva all'interno delle carceri italiane.
Il Garante regionale Enrico Sbriglia, a seguito di una visita al carcere 'Ernesto Mari' di Trieste, ha proposto la costruzione di un nuovo istituto e un provvedimento di amnistia per evitare il collasso del sistema penitenziario. La struttura triestina presenta criticità allarmanti, ospitando 236 detenuti a fronte di soli 117 posti regolamentari, con celle sovraffollate e gravi carenze igienico-sanitarie. La mancanza di spazi adeguati e di personale costringe i ristretti all'ozio forzato e alla consumazione dei pasti in cella, in un ambiente segnato dal disagio anche per gli operatori. Questa situazione evidenzia un'urgenza umanitaria e strutturale non più rimandabile per il sistema carcerario regionale.
La Casa circondariale di Rebibbia sta affrontando un'emergenza critica con un tasso di sovraffollamento del 156%, arrivando a ospitare 1.671 detenuti a fronte di soli 1.071 posti disponibili. I Garanti Stefano Anastasìa e Valentina Calderone denunciano condizioni precarie, con stanze comuni trasformate in celle spoglie a seguito del trasferimento di detenuti dal carcere di Regina Coeli. Nonostante i piani per un nuovo padiglione risalgano al 2010, i lavori restano bloccati in un contesto di crescita costante della popolazione carceraria nazionale. Questa situazione evidenzia l’urgenza di interventi strutturali immediati per garantire la dignità e i diritti fondamentali nel sistema penitenziario italiano.
L'articolo analizza la critica situazione del sistema penitenziario italiano a fine 2025, riportando tassi di affollamento medi del 139%, che salgono al 149% nella regione Lazio. Stefano Anastasia, Garante dei detenuti, denuncia un anno tragico segnato da 80 suicidi e condizioni di vita degradanti, aggravate da una gestione amministrativa che limita ulteriormente gli spazi di socialità. Nonostante una diminuzione generale dei reati, la popolazione carceraria continua a crescere, portando a migliaia di sanzioni contro il Ministero della Giustizia per violazione dei diritti umani. Questo scenario evidenzia l'urgenza di interventi strutturali immediati per garantire la dignità dei detenuti e superare l'attuale stato di emergenza.