Il decreto sicurezza è “un progetto eversivo”

I Giuristi Democratici hanno presentato un dossier al Senato denunciando il nuovo decreto sicurezza come un progetto volto a limitare il dissenso e trasformare lo Stato di diritto in uno Stato di polizia. Il documento evidenzia misure critiche come pesanti sanzioni per gli organizzatori di manifestazioni e una maggiore discrezionalità per le forze dell'ordine, considerate in netto contrasto con la Costituzione. Esponenti di Avs hanno promesso una ferma opposizione parlamentare contro quello che definiscono un attacco alla libertà di espressione e di riunione. Questo dibattito evidenzia una crescente tensione tra le esigenze di sicurezza e la tutela dei diritti fondamentali garantiti dalla Carta costituzionale.

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Aumentano i minori denunciati e arrestati. “Ma l’approccio emergenziale non serve”

Un rapporto di Save the Children sulla criminalità minorile evidenzia come l'aumento di denunce e arresti tra i giovani sia legato a profonde fragilità emotive e al desiderio di visibilità sociale. Nonostante l'Italia mantenga tassi di criminalità bassi rispetto alla media europea, crescono i reati violenti e la diffusione di armi, spesso percepite come strumenti di difesa o status. L'ong critica l'attuale approccio punitivo e securitario, sollecitando investimenti urgenti in percorsi educativi, supporto psicosociale e presidi di ascolto sul territorio. Questo scenario sottolinea l'urgenza di una riforma che privilegi l'intervento educativo rispetto alla sola repressione penale.

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Rovigo. Nuovo carcere minorile, via alla carica dei 100 volontari

Il nuovo carcere minorile di Rovigo, intitolato ad Antonio Vivaldi, sta vedendo una straordinaria partecipazione della comunità locale, con quasi cento volontari pronti a offrire attività educative in ambito sportivo, musicale e artistico. La direttrice Roberta Ghirardelli ha presentato la struttura come un laboratorio di buone pratiche e uno 'spazio di opportunità' volto alla rieducazione dei giovani ospiti attraverso il coinvolgimento attivo del territorio. L'iniziativa mira a fornire ai detenuti strumenti relazionali e creativi fondamentali per il loro reinserimento sociale. Questo sottolinea come la responsabilità della riabilitazione debba essere un impegno collettivo dell'intera società e non solo delle istituzioni.

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Debora Serracchiani: “Il Ministero mina anche il poco di buono che in carcere si fa”

In un'intervista a Debora Serracchiani, viene criticata una nuova circolare che centralizza a Roma le decisioni sulle attività culturali nelle carceri, limitando l'autonomia dei magistrati di sorveglianza e dei direttori penitenziari. La responsabile giustizia del Pd denuncia come questa stretta ostacoli i percorsi rieducativi, specialmente per i detenuti in alta sicurezza, aggravando un sistema già colpito da sovraffollamento e mancanza di risorse. Secondo Serracchiani, il governo starebbe disattendendo il principio costituzionale della rieducazione della pena, trasformando gli istituti in luoghi di pura marginalizzazione. Questa situazione evidenzia una criticità allarmante per la tenuta dei diritti civili all'interno del sistema carcerario italiano.

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Iglesias. “Quando il carcere è donna”, incontro-dibattito dell’associazione La Mandragola

Domani a Iglesias si terrà l'incontro 'Quando il carcere è donna', organizzato dalle associazioni La Mandragola, Anpi e SPI Cgil per approfondire la realtà della detenzione femminile in Italia e Sardegna. L'evento vedrà la partecipazione di esperti e la preziosa testimonianza di Lorella Stefani, una detenuta attualmente ospite di Casa Emmaus. L'obiettivo è sensibilizzare l'opinione pubblica su un tema spesso trascurato, promuovendo una riflessione sul recupero sociale e sui diritti delle donne recluse. Questa iniziativa mette in luce la necessità di dare voce a una categoria spesso marginalizzata all'interno del sistema carcerario.

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Il garantismo non è la repubblica dei giudici ma nemmeno lo “stato di polizia”

L'autore critica l'attuale scontro referendario sulla giustizia, ridotto a una scelta estrema tra uno Stato di polizia e una 'Repubblica dei giudici'. Ammendolia denuncia come la politica e la magistratura abbiano trasformato il quesito tecnico in un voto ideologico pro o contro il governo, tradendo lo spirito della Costituzione. In particolare, viene contestata la posizione della Sinistra, accusata di essersi appiattita sulle posizioni dell'Associazione Nazionale Magistrati invece di difendere le libertà individuali. L'articolo invita a rifiutare entrambe le derive autoritarie per tutelare i reali interessi dei cittadini e l'integrità della persona. Questa riflessione evidenzia il rischio di una polarizzazione che svilisce il dibattito democratico e i diritti costituzionali in Italia.

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Nelle carceri le attività di teatro e di cultura sono sgradite?

L'articolo denuncia come una recente circolare del DAP stia limitando drasticamente le attività educative e culturali nelle carceri italiane, bloccando progetti storici di teatro e lettura precedentemente consolidati. Questa restrizione si inserisce in un contesto di grave sovraffollamento e riflette una visione governativa prettamente punitiva, che sembra ignorare la funzione rieducativa della pena prevista dall'articolo 27 della Costituzione. L'autore evidenzia il rischio di smantellare decenni di lavoro sociale e cooperativo, citando l'interruzione di esperienze d'eccellenza a Saluzzo, Asti e Padova. Questa tendenza evidenzia una crisi profonda del sistema penitenziario italiano, sempre più lontano dai principi di umanità e recupero sociale.

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Delitti e castighi nel buio delle carceri

Luigi Manconi analizza la crisi del sistema carcerario italiano, denunciando le inchieste per violenze e torture nell'istituto minorile di Casal del Marmo come sintomo di un malessere diffuso. L'autore evidenzia come il "decreto Caivano" abbia portato a un sovraffollamento del 147,9% nelle carceri minorili, nonostante i tagli ai fondi e la carenza di operatori. Il quadro complessivo è allarmante, segnato da numerosi suicidi e decessi per cause incerte che sollevano dubbi sulla qualità dell'assistenza sanitaria interna. Questa situazione riflette un'emergenza umanitaria e il fallimento delle attuali politiche di gestione della giustizia minorile e degli adulti in Italia.

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Roma. Don Raffaele Grimaldi: “Per gli operatori degli Ipm necessaria maggiore formazione”

L'articolo analizza il preoccupante aumento dei minori nel sistema penale italiano e l'inchiesta sulle presunte violenze avvenute nell'istituto di Casal del Marmo. Don Raffaele Grimaldi sottolinea come il sovraffollamento, aggravato dal Decreto Caivano, e la fragilità dei giovani stranieri rendano urgente una formazione specifica per gli operatori carcerari. Nonostante le criticità, l'ispettore ricorda l'importanza di progetti rieducativi come il 'Pastificio Futuro' per offrire reali prospettive di reinserimento ai ragazzi. Questa situazione richiama l'attenzione sulla necessità di tutelare la dignità dei detenuti più giovani, trasformando il carcere in un luogo di vera riabilitazione.

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Asti. Suicidio in cella, Nordio: “Christian Guercio era tranquillo, ma il caso andava gestito”

Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha risposto all'interrogazione di Ilaria Cucchi riguardante il suicidio di Christian Guercio, avvenuto nel carcere di Asti dopo il suo arresto per resistenza a pubblico ufficiale. Nonostante una storia clinica di fragilità psichica e tossicodipendenza, l'uomo era stato classificato a basso rischio di autolesionismo durante la visita d'ingresso perché appariva calmo. La famiglia contesta la decisione di optare per la detenzione anziché per cure mediche specifiche, sottolineando il fallimento dei protocolli di sorveglianza. Questa vicenda evidenzia una criticità persistente del sistema penitenziario italiano nella gestione della salute mentale e dei detenuti fragili.

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Detenuti in regime di 41-bis, Pdl dem contro il “confinamento” nelle isole

È stata presentata al Senato una proposta di legge, a prima firma di Marco Meloni (Pd), per abolire la norma che prevede il collocamento prioritario dei detenuti in regime di 41-bis nelle carceri delle isole, con particolare riferimento alla Sardegna. Il provvedimento contesta la recente politica ministeriale di concentrazione che porterebbe circa un terzo dei detenuti ad alta pericolosità nazionale nelle strutture sarde, una scelta definita dal senatore Meloni come un'ingiustizia priva di fondamento logico. La proposta mira a rivedere i criteri di distribuzione dei boss mafiosi per evitare di gravare eccessivamente su singoli territori regionali. Questo dibattito evidenzia una questione critica nella gestione nazionale dei detenuti ad alta sicurezza e nell'equa ripartizione degli oneri tra le regioni.

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Rissa sul referendum, nuovo caso Gratteri. Nordio: “Niente dimissioni per Bartolozzi”

L'articolo descrive il crescente scontro politico in vista del referendum sulla giustizia, centrato sulle polemiche che coinvolgono la capo di gabinetto Giusi Bartolozzi e il procuratore Nicola Gratteri. Mentre le opposizioni criticano duramente la Bartolozzi per le sue dichiarazioni contro la magistratura, il centrodestra attacca Gratteri per presunte minacce ai giornalisti, nonostante il tentativo del ministro Nordio di minimizzare entrambi i casi. Contemporaneamente, la premier Meloni intensifica la campagna elettorale per il Sì, citando i recenti blocchi giudiziari sui rimpatri dall'Albania come prova della necessità di una riforma. Questa vicenda mette in luce la profonda e persistente tensione istituzionale tra il potere esecutivo e l'ordine giudiziario in Italia.

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Salvatore Striano. “Senza il teatro sarei un condannato a morte”

L'attore Salvatore Striano racconta la sua trasformazione da detenuto a vincitore dell'Orso d'Oro grazie al teatro nel carcere di Rebibbia, sottolineando come la cultura sia stata l'unico vero strumento di riscatto. L'intervista denuncia le recenti restrizioni governative alle attività ricreative nelle sezioni di alta sicurezza, che secondo Striano rischiano di trasformare nuovamente i penitenziari in 'scuole del crimine'. Attraverso la sua esperienza personale, l'attore critica la gestione del sovraffollamento e ribadisce l'importanza dell'istruzione e dell'arte come antidoti alla recidiva. Questo racconto evidenzia l'urgenza di tutelare i programmi rieducativi come pilastri fondamentali del sistema carcerario italiano.

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Veneto. “Le emergenze sono salute mentale e giovane età dei detenuti”

Durante un'audizione in commissione Legalità del Consiglio regionale del Veneto, i vertici delle carceri di Padova e Verona hanno evidenziato due criticità principali: l’aumento del disagio psichiatrico tra i detenuti e l'abbassamento della loro età media. Nonostante l'impegno in attività educative e lavorative, le strutture soffrono per la carenza di personale socio-sanitario e per l'impossibilità di garantire sezioni separate ai giovani adulti come previsto dalla legge. La consigliera Elena Ostanel ha sollecitato la riattivazione dell'Osservatorio regionale sulla salute in carcere per monitorare i dati e coordinare risposte adeguate alle emergenze. Questo scenario richiama l'attenzione sull'urgenza di potenziare l'assistenza psicologica per garantire la sicurezza e la dignità dei percorsi riabilitativi nelle carceri venete.

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Roma. “Torture sui detenuti”: sotto accusa dieci agenti del carcere minorile di Casal del Marmo

Un'inchiesta della Procura di Roma ha svelato presunti episodi di tortura e violenza ai danni di almeno tredici detenuti stranieri nell'istituto penale minorile di Casal del Marmo. Dieci agenti di polizia penitenziaria sono indagati per reati che includono lesioni e falso ideologico, documentati tra febbraio e novembre 2025. Le accuse, supportate dalle testimonianze di detenuti, educatori e religiosi, descrivono un clima di brutali vessazioni fisiche e psicologiche avvenute in aree prive di videosorveglianza. Questa vicenda evidenzia una crisi profonda nella gestione dei minori detenuti e la necessità di un monitoraggio più rigoroso delle condizioni carcerarie in Italia.

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Bartolozzi divide i due fronti. Ma scoppia il “caso Gratteri”

L'articolo descrive l'acceso clima politico intorno alla riforma della giustizia e al prossimo referendum, evidenziando il forte scontro tra il governo e le opposizioni. Mentre il ministro Nordio tenta di minimizzare il caso Bartolozzi, le minoranze parlamentari ne chiedono le dimissioni e avvertono dei rischi di una concentrazione dei poteri in caso di vittoria del Sì. Parallelamente, le dichiarazioni del procuratore Nicola Gratteri contro la testata Il Foglio hanno innescato nuove polemiche, offrendo alla maggioranza l'occasione per spostare l'attenzione dalle difficoltà interne al Ministero. Questa situazione evidenzia una preoccupante polarizzazione del dibattito, che rischia di trasformare temi istituzionali complessi in una pura prova di forza elettorale.

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Sì alla perizia sull’imputabilità dello stalker che assume cure per patologie psichiatriche

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9095/2026, ha stabilito l'obbligo di disporre una perizia psichiatrica qualora l'imputato presenti disturbi documentati che richiedono cure specialistiche. Il caso riguarda un uomo condannato per stalking la cui richiesta di accertamento sulla capacità di intendere e volere era stata respinta, nonostante l'evidente fragilità psichica e l'immaturità cognitiva. La Suprema Corte ha giudicato illogico tale diniego, sottolineando che le patologie della personalità devono essere valutate per determinare la reale imputabilità del soggetto. Questa decisione evidenzia l'importanza cruciale di integrare diagnosi cliniche precise nella valutazione della responsabilità penale.

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Non c’è soltanto il sovraffollamento, anche pochi agenti

L'analisi dei dati condotta da Marco Dalla Stella evidenzia una crisi sistemica nelle carceri italiane, dove sovraffollamento e carenza di personale si alimentano a vicenda in un circolo vizioso. Nonostante le assunzioni annunciate dal governo, il saldo netto degli agenti rimane negativo, aggravando la gestione di strutture che superano ampiamente la capienza regolamentare, con punte critiche come il 243% registrato a Lucca. Questa situazione incide drammaticamente sulla sicurezza e sulla salute dei detenuti, come confermato dall'alto numero di suicidi, significativamente superiore alla media nazionale. Il paradosso di una popolazione carceraria in crescita a fronte di reati in calo solleva seri interrogativi sulle attuali scelte legislative. Ciò evidenzia una criticità strutturale che allontana il sistema carcerario dai principi di dignità sanciti dalla Costituzione.

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Guida in stato di ebbrezza, valido l’avviso orale della polizia prima dell’ingresso in ospedale

La Cassazione penale, con la sentenza n. 9235/2026, ha stabilito che l'avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore durante l'esame alcolimetrico è valido anche se fornito oralmente o incluso nel modulo di consenso informato, poiché quest'ultimo precede logicamente il prelievo. La Corte ha chiarito che il verbale di polizia ha valore probatorio e che la diagnosi medica di abuso etilico può dimostrare lo stato di ebbrezza anche in assenza di un test strumentale valido. Questa decisione sottolinea l'importanza degli elementi sintomatici nell'accertamento dei reati stradali, riducendo i margini per i proscioglimenti basati su vizi procedurali.

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Bis in idem, il giudice dell’esecuzione che ha deciso sulla revoca non partecipa al rinvio

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 27/2026, ha dichiarato l'illegittimità degli articoli 34 e 623 del Codice di Procedura Penale in merito all'incompatibilità del giudice nel giudizio di rinvio. La Consulta ha stabilito che un magistrato che ha già valutato la sussistenza del 'bis in idem' in sede esecutiva non può partecipare al successivo giudizio dopo l'annullamento della Cassazione. Secondo la Corte, tale valutazione non è una mera formalità ma un atto di cognizione che richiede imparzialità per rispettare il principio del giusto processo sancito dalla Costituzione. Questa decisione evidenzia la necessità di garantire una terzietà assoluta del giudice per tutelare i diritti fondamentali dei cittadini nel sistema penale.

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