Milano. Torture all’Ipm Beccaria, detenuto in aula: “Picchiato e lasciato a terra come una cosa”
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La Repubblica
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Riassunto
Al carcere minorile Beccaria di Milano è in corso un maxi incidente probatorio in cui 33 giovani vittime denunciano pestaggi, torture e maltrattamenti subiti da parte di agenti, personale medico e dirigenti. Le testimonianze descrivono violenze brutali seguite da ore di abbandono, evidenziando un clima di complicità e indifferenza che avrebbe coinvolto anche chi doveva vigilare sulla salute dei minori. L'inchiesta vede attualmente 41 persone indagate, tra cui ex direttrici e coordinatori sanitari, accusati di aver partecipato o coperto i soprusi. Questa vicenda evidenzia una drammatica crisi di umanità e legalità all'interno del sistema penale minorile italiano.
Stefania Ascari e Lorenzo Casadei
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sulpanaro.net
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Stefania Ascari e Lorenzo Casadei denunciano le gravi condizioni dell'Istituto Penitenziario Minorile di Bologna dopo una visita ispettiva seguita a un episodio di violenza sessuale contro un'agente. Le criticità riscontrate includono una cronica carenza di personale, sistemi di videosorveglianza facilmente eludibili e una struttura architettonica inadeguata con numerosi punti ciechi. Gli autori sollecitano interventi governativi urgenti per potenziare l'organico e adeguare l'istituto agli standard di sicurezza necessari per tutelare sia i lavoratori che i giovani detenuti. Questa situazione evidenzia l'urgenza di investimenti mirati per garantire la dignità e la sicurezza all'interno del sistema penitenziario minorile italiano.
Un ex detenuto di 46 anni ha denunciato di essere stato vittima di un violento pestaggio e di uno stupro di gruppo nel carcere di Verona, accusando anche un agente di aver favorito l'aggressione aprendo la cella ai responsabili. Durante un'udienza segnata da forti tensioni e proteste degli indagati, la vittima ha ricostruito le torture subite, sebbene la difesa abbia sollevato dubbi circa alcune incongruenze tra il racconto e i referti medici. Le indagini proseguono per accertare il movente, ipotizzato in debiti di droga, e il presunto coinvolgimento della polizia penitenziaria. Questo caso solleva gravi interrogativi sulla sicurezza e sulla tutela dell'incolumità fisica all'interno delle carceri italiane.
I pubblici ministeri di Verona hanno richiesto condanne fino a oltre sette anni per due ex poliziotti accusati di tortura e falso in atto pubblico ai danni di persone vulnerabili, come tossicodipendenti e stranieri. Le prove principali consistono in filmati che documentano aggressioni fisiche e insulti razziali avvenuti tra il 2022 e il 2023 nella stanza dei fermati della questura. Oltre a questo processo, un'altra inchiesta parallela coinvolge altri 16 agenti per reati simili, delineando quello che l'accusa definisce un sistema di abuso e prevaricazione. Questo caso solleva gravi interrogativi sulla tutela dei diritti umani e sulla condotta delle forze dell'ordine all'interno delle strutture di detenzione.