L’unica amnistia è quella che lo Stato concede tutti giorni a se stesso

Riassunto

L'autore denuncia come le carceri italiane stiano riproponendo di fatto il modello degli ospedali psichiatrici giudiziari, privilegiando la custodia rispetto alla cura della salute mentale. Viene criticata l'inadempienza delle istituzioni che, ignorando le violazioni dei diritti, concedono a sé stesse una sorta di autoassoluzione morale e istituzionale. D'Angelo sottolinea inoltre il dramma delle famiglie dei detenuti, che vivono una pena parallela fatta di isolamento e vergogna, spesso senza alcun sostegno sociale. L'articolo invoca una rivoluzione culturale basata sull'empatia e sulla dignità per trasformare il sistema penale da luogo di vendetta a spazio di riconciliazione. Questa riflessione evidenzia l'urgenza di una riforma profonda che garantisca il diritto alla salute e il rispetto della persona umana nelle istituzioni totali.

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