Piacenza. Il cappellano: “In carcere è garantita più la pena che il trattamento”
Francesco Petronzio
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ilnuovogiornale.it
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Riassunto
Don Adamo Affri, cappellano del carcere di Piacenza, sottolinea la grave carenza di risorse umane a fronte di un sovraffollamento che ostacola i percorsi di rieducazione e supporto psicologico. L'intervista evidenzia come il sistema attuale privilegi la punizione rispetto al trattamento, alimentando il senso di isolamento dei detenuti e il rischio di recidiva. Viene proposta una maggiore integrazione tra carcere e società civile, attraverso l'accoglienza in parrocchie e comunità, per abbattere lo stigma sociale. Questo appello richiama l'urgenza di rendere la pena carceraria un percorso di reale umanità e reinserimento, come previsto dalla Costituzione.
L'articolo denuncia il drammatico sovraffollamento delle carceri italiane che, a fine 2025, ha raggiunto il 138,5%, aggravando il degrado strutturale e la violazione dei diritti costituzionali dei detenuti. Nonostante il calo della criminalità, il sistema penitenziario affronta un'emergenza umanitaria segnata da un numero record di decessi e condizioni igieniche precarie sia per i carcerati che per il personale. L'autore sottolinea il fallimento delle politiche governative e propone l'adozione di misure alternative per il 38% della popolazione carceraria che deve scontare pene residue inferiori ai due anni e mezzo. Questa crisi evidenzia l'urgente necessità di una riforma che riporti la dignità e la funzione rieducativa al centro del sistema penale italiano.
L'assemblea 'Diritti, clemenza e umanità nelle carceri italiane' ha denunciato il grave sovraffollamento e il degrado degli istituti penitenziari, sollecitando provvedimenti di clemenza come indulto e amnistia. Daniela Barbaresi (Cgil) e Stefano Anastasia evidenziano come queste misure, supportate dalla Costituzione, siano fondamentali per garantire la funzione rieducativa della pena e ridurre la recidiva. Al contrario, le attuali politiche governative vengono criticate per l'inasprimento delle pene, che aggrava ulteriormente l'emergenza abitativa carceraria. Questa situazione pone l'accento sulla necessità urgente di un intervento strutturale per tutelare i diritti fondamentali e la dignità nel sistema penale italiano.
Cappellani delle carceri lombarde
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chiesadimilano.it
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L'articolo riflette sulla conclusione del Giubileo della Speranza, evidenziando la profonda amarezza dei detenuti per la mancata concessione di un atto di clemenza da parte dello Stato italiano. Nonostante gli appelli di Papa Francesco e dei vescovi, il sistema carcerario rimane segnato da un grave sovraffollamento e da condizioni degradanti che alimentano la tragica piaga dei suicidi. I cappellani denunciano l'inefficacia di semplici ritocchi regolamentari, sottolineando come il carcere sia diventato un contenitore di sofferenza che coinvolge anche le famiglie dei ristretti. Questa situazione richiama l'urgenza per la politica di superare la logica punitiva e affrontare con coraggio la crisi di dignità del sistema penitenziario.