Emilia Romagna. Il Garante Cavalieri: “Monitoraggio delle camere di sicurezza in Regione”
Riassunto
Il Garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri, ha completato un monitoraggio su 75 siti di camere di sicurezza in Emilia-Romagna, rilevando criticità strutturali soprattutto nei comandi di polizia locale. Ogni anno oltre 2.000 persone, spesso in condizioni di povertà o con fragilità psichiatriche, transitano in questi spazi poco noti alla cittadinanza che necessitano di maggiore conformità normativa. Il monitoraggio affronta anche i temi del sovraffollamento carcerario e della carenza di personale, che saranno oggetto di un tavolo di formazione a Parma il prossimo 29 gennaio. Questo intervento sottolinea come la marginalità sociale debba essere considerata parte integrante della gestione della sicurezza pubblica.
Il Garante dei detenuti Roberto Cavalieri ha avviato un monitoraggio delle camere di sicurezza in Regione: l’obiettivo è avere un quadro della situazione, con un tavolo di formazione dedicato alle forze dell’ordine il prossimo 29 gennaio a Parma. Una maggiore conoscenza delle camere di sicurezza dell’Emilia Romagna, dove ogni anno transitano 2mila persone. Il Garante Roberto Cavalieri ha avviato un monitoraggio sulla gestione dei detenuti, sulla conformità degli spazi e sulle normative: alcune criticità riguardano i comandi di polizia locale, non sempre in linea con le caratteristiche che dovrebbero avere.
Altro tema quello del sovraffollamento delle carceri: un problema che aumenta con l’accoglienza di detenuti da fuori regione. Resta il percorso del Governo di ampliare alcune strutture già in essere e il conseguente aumento di personale, altra problematica da considerare.
Nei mesi scorsi Cavalieri ha ispezionato tutte le camere di sicurezza del territorio emiliano-romagnolo: “Ho censito i 75 siti attivi in regione, in cui sono presenti oltre 100 camere di sicurezza”. Che ha proseguito: “Un monitoraggio, in collaborazione con il garante nazionale Riccardo Turrini Vita, sulla gestione dei detenuti ma anche sulla conformità degli spazi, che vuole essere anche una verifica sul rispetto della normativa cui sono soggette questo tipo di strutture”. Il garante regionale entra, poi, nello specifico, evidenziando come “attraverso questo lavoro sia emersa la netta distanza tra la città e questi luoghi di detenzione, spesso sconosciuti alla cittadinanza”. Il garante ha poi aggiunto: “Dalle camere di sicurezza dell’Emilia-Romagna transitano ogni anno oltre 2mila persone, spesso si tratta di soggetti in stato di povertà, di tossicodipendenti o di individui con problematiche psichiatriche, la marginalità sociale è sempre più un aspetto che non può essere scollegato dalla questione della sicurezza”.