Spera condannato per le sue idee. Come Cospito

La Corte d’Assise di Palermo ha condannato a oltre quattro anni di reclusione Luigi Spera, vigile del fuoco anarchico accusato di aver manifestato contro la sede della Leonardo nel 2022. Nonostante la caduta delle accuse più gravi legate al terrorismo, la severità della pena riflette, secondo l'autore, un radicato pregiudizio giudiziario nei confronti della militanza anarchica in Italia. L'articolo denuncia come il dissenso politico venga spesso represso attraverso l'applicazione rigorosa dei decreti sicurezza, equiparando l'ideologia radicale a una minaccia per l'ordine pubblico. Questa vicenda evidenzia il rischio di una giustizia influenzata da preconcetti ideologici piuttosto che dai fatti, ponendo un serio interrogativo sulla gestione del dissenso politico nel sistema giudiziario italiano.

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Dieci anni in carcere da innocente: la storia di Alaa Faraj e il prezzo della retorica sugli scafisti

Alaa Faraj, un giovane libico condannato a trent’anni per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e omicidio, è stato scarcerato dopo dieci anni a seguito della decisione della Corte d’appello di Messina di rivedere il suo processo. L'accusa originale si basava su testimonianze rese da persone traumatizzate subito dopo lo sbarco, sollevando dubbi sulle modalità di identificazione dei presunti scafisti. Durante la detenzione, Faraj ha ricevuto una grazia parziale dal Presidente Mattarella e ha ottenuto riconoscimenti letterari per il suo racconto della vicenda. Questo caso mette in luce la drammatica possibilità di errori giudiziari derivanti dalle concitate procedure di gestione dei flussi migratori.

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Trento. Morire nel mese di maggio

L'articolo racconta il tragico suicidio di Abrar, una giovane detenuta a Trento, evidenziando il fallimento del sistema carcerario italiano segnato da un sovraffollamento del 138% e da un'alta recidiva. L'autore critica la tendenza dello Stato a privilegiare la pena esemplare e la creazione di nuovi reati a scapito della rieducazione e del sostegno psicologico. La morte di Abrar, la venticinquesima dall'inizio del 2026, viene presentata come un simbolo dell'indifferenza istituzionale e dell'incapacità di offrire prospettive di vita oltre la condanna. Questa tragedia mette in luce la drammatica urgenza di riformare il sistema penale italiano per garantire che la funzione della pena sia realmente riabilitativa.

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Trento. Abrar Jarrar e l’ombra dei suicidi in carcere

Il professor Amedeo Savoia analizza la tragica morte della ventunenne Abrar Jarrar nel carcere di Trento, definendola un fallimento per la comunità e sottolineando come la recidiva scenda dal 70% al 20% in presenza di percorsi di studio e lavoro. L'articolo evidenzia le criticità del sistema penitenziario, come i frequenti trasferimenti che recidono i legami educativi e le difficoltà specifiche delle donne, che spesso hanno meno accesso ad attività riabilitative. Savoia richiama l'articolo 27 della Costituzione, ribadendo che la pena deve tendere alla rieducazione per non essere disumana. Questa vicenda mette in luce la necessità impellente di una riforma strutturale per garantire dignità e reale reinserimento sociale ai detenuti.

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Sanità penitenziaria, indagine del sindacato Coina: “Inferno carceri italiane”

Un'indagine del sindacato Coina denuncia il collasso della sanità penitenziaria italiana, evidenziando un rapporto critico di un solo infermiere ogni 600 detenuti in alcune strutture durante i turni notturni e festivi. Il sovraffollamento carcerario, che raggiunge punte del 230% a San Vittore, aggrava i rischi di aggressioni e la diffusione di malattie infettive, mettendo in serio pericolo l'incolumità del personale. Il sindacato richiede interventi urgenti come l'assunzione di nuovo personale e l'istituzione di presidi di polizia fissi per allinearsi agli standard di sicurezza europei. Questa situazione evidenzia una crisi sistemica che richiede un intervento immediato per tutelare il diritto alla salute e alla sicurezza nelle carceri.

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Giustizia minorile, le mura più difficili sono quelle che i ragazzi hanno dentro

Il nuovo libro di Antonella Inverno, "Dentro le mura", analizza la realtà degli istituti penali minorili in Italia, evidenziando come il disagio sociale e la povertà educativa alimentino la devianza giovanile. L'autrice segnala un aumento del 30% degli ingressi in carcere dovuto a recenti norme repressive, criticando la mancanza di percorsi rieducativi e di una formazione specifica per gli operatori. Attraverso storie e dati, viene proposta la transizione verso modelli comunitari che favoriscano l'empatia e il reinserimento sociale rispetto alla mera punizione. Questa riflessione sottolinea l'urgenza di riformare il sistema penale minorile per trasformarlo in un vero strumento di rieducazione e speranza per il futuro.

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Caserta. Il Garante Don Salvatore Saggiomo: “Il diritto al culto non può essere sospeso”

Il Garante ha espresso forte indignazione per la sospensione delle celebrazioni eucaristiche nel carcere di Poggioreale a causa della carenza di personale e per l'assenza di luoghi di culto stabili ad Aversa. La nota sottolinea che la libertà religiosa è un diritto costituzionale fondamentale che non può essere subordinato a esigenze logistiche o alla mancanza di risorse. Viene lanciato un appello al Ministero della Giustizia per affrontare le criticità del sovraffollamento e investire in misure alternative alla detenzione. Questa situazione evidenzia una problematica critica riguardante la tutela della dignità umana e dei diritti civili all'interno del sistema penitenziario italiano.

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La giustizia prima della linea di partenza

L'autore analizza il concetto di eguaglianza delle opportunità attraverso le teorie di John Roemer, sostenendo che la meritocrazia sia ingiusta se non compensa le disparità di partenza. Pelligra distingue tra circostanze indipendenti dall'individuo e impegno personale, criticando l'approccio che tratta tutti allo stesso modo senza considerare i diversi contesti socio-economici. Viene citato il caso della scuola italiana, che spesso certifica le disuguaglianze anziché rimuoverle, suggerendo la necessità di investimenti differenziati e servizi mirati per i più fragili. Questo mette in luce l'urgenza di una politica istituzionale che impedisca al punto di partenza di determinare univocamente il traguardo di ogni cittadino.

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Bolzano. A Castel Mareccio le vite spezzate degli innocenti in carcere

A Bolzano si è tenuto il convegno “Innocenti in carcere”, promosso dal magistrato Cuno Tarfusser per riflettere sul dramma delle detenzioni ingiuste e degli errori giudiziari. L'evento ha raccolto le testimonianze di persone come Giovanni De Luise e Angelo Massaro, che hanno trascorso anni in prigione pur essendo innocenti a causa di scambi di persona o accuse infondate. Tarfusser ha denunciato come il pressappochismo e la malafede possano influenzare l'esercizio del potere giudiziario, esortando i magistrati a una maggiore cautela. Questo dibattito mette in luce la necessità di una responsabilità professionale più rigorosa per prevenire ingiustizie che distruggono la vita dei cittadini.

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La vita oltre le sbarre di un carcere ci riguarda

Il libro 'La pena oltre la pena' di Susanna Ripamonti e Roberta Ghidelli esamina il profondo disagio delle donne detenute, denunciando una realtà che opprime l'identità femminile anche in istituti considerati d'eccellenza come Bollate. Le autrici descrivono una 'doppia condanna' derivante dalla perdita di dignità e dalla mancanza di risposte adeguate alle necessità delle madri, spesso aggravate da scelte legislative punitive. Il testo evidenzia come l'attuale sistema carcerario fallisca nell'obiettivo rieducativo, limitandosi ad annientare la speranza del condannato invece di favorire il reinserimento sociale. Questo saggio rappresenta un invito fondamentale a riflettere sull'urgenza di una riforma carceraria che rispetti realmente i principi di umanità e convivenza civile.

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6.539 persone hanno subito trattamenti inumani o degradanti nel 2025

L'articolo riporta i dati di Antigone secondo cui, nel 2025, oltre 6.500 ricorsi per trattamenti inumani sono stati accolti, evidenziando come il sistema carcerario italiano operi spesso al di fuori della legalità costituzionale. Il presidente Patrizio Gonnella denuncia che il sovraffollamento cronico impedisce il rispetto della soglia minima di 3mq a persona, compromettendo la dignità dei detenuti. Con oltre 64.000 presenze e un alto tasso di recidiva, emerge il fallimento della funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione. Questo scenario richiama l'urgenza di riforme strutturali per garantire il rispetto dei diritti fondamentali nelle carceri italiane.

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Lezioni di pace ignorate dai leader

L'articolo analizza come molti conflitti moderni, descritti dai governi come inevitabili, si rivelino ex post il risultato di decisioni politiche arbitrarie e interessi strategici o personali. Attraverso gli esempi di Iraq e Libia, l'autore evidenzia come alternative diplomatiche concrete siano state ignorate a favore della forza, alimentando instabilità geopolitica e crisi di legittimità delle democrazie occidentali. Inchieste successive e testimonianze dimostrano che la propaganda spesso occulta verità scomode, confermando che la guerra rappresenta quasi sempre il fallimento della politica e del diritto internazionale. Questo evidenzia la necessità cruciale per l'opinione pubblica di diffidare dalle narrazioni belliche semplificate e di esigere percorsi diplomatici reali.

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Mercoledì prossimo il webinar “Contro il carcere del sospetto”

Mercoledì 3 giugno 2026 si terrà il webinar "Contro il carcere del sospetto" per lanciare una mobilitazione contro l'introduzione di agenti infiltrati negli istituti penitenziari. L'iniziativa, sostenuta da numerosi esperti e associazioni, mira a difendere i principi dell'articolo 27 della Costituzione e la dignità dei detenuti. Durante l'incontro interverranno figure di rilievo come Stefano Anastasia e Franco Corleone per discutere i rischi legati a una sorveglianza basata sul sospetto permanente. Questa mobilitazione evidenzia la necessità di preservare la funzione rieducativa della pena e la trasparenza all'interno delle carceri italiane.

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Io, figlio della Repubblica in lotta contro i suoi nemici

Maurizio Maggiani riflette sull'eredità della Repubblica Italiana, nata dalle macerie del fascismo come promessa di dignità e progresso sociale per le classi meno abbienti. L'autore avverte che oggi i pericoli maggiori derivano da riforme politiche che minano la sovranità popolare e da un sistema scolastico che rischia di diventare classista e revisionista. In particolare, critica le nuove linee guida sull'istruzione che promuovono una visione eurocentrica della storia e riducono l'accesso alla cultura umanistica negli istituti tecnici. La sopravvivenza della democrazia dipende dunque dalla capacità delle nuove generazioni di formare una coscienza civile critica e consapevole. Questo evidenzia come l'istruzione sia il pilastro fondamentale per la difesa dei valori repubblicani.

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Siena. Studenti a confronto sui temi della giustizia e della memoria civile

Presso la Tenuta di Suvignano si è svolta una giornata di memoria dedicata alle vittime delle stragi di mafia, con il coinvolgimento di studenti e autorità religiose e civili. L'incontro ha celebrato figure come il beato Rosario Livatino e ha approfondito la storia dell'emigrazione sarda in Toscana, evidenziando il superamento di vecchi pregiudizi legati alla criminalità. Sandra Becucci ha sottolineato come i pastori sardi siano oggi un pilastro dell'economia rurale e della conservazione del paesaggio toscano. L'iniziativa evidenzia l'importanza di coniugare la memoria storica con l'educazione civica e l'integrazione sociale per promuovere una cultura della legalità.

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Teramo. Detenuto 25enne trovato morto a Castrogno

Un giovane detenuto egiziano di 25 anni, Z.A., è stato trovato senza vita nella sua cella presso il carcere di Castrogno, apparentemente a causa di un improvviso arresto cardiocircolatorio. Sebbene le prime indagini escludano segni di violenza, la Procura della Repubblica sta valutando l'esecuzione di un'autopsia per confermare con certezza le cause naturali del decesso. Le autorità hanno attivato immediatamente le procedure giudiziarie per chiarire ogni aspetto della vicenda e dissipare eventuali dubbi. Questo tragico evento mette in luce la drammatica realtà della mortalità giovanile all'interno delle strutture carcerarie.

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Verbania. A Casa Ceretti si parla di carcere e rinascita con “Che sapore hanno i muri”

Il 10 giugno a Casa Ceretti si terrà la presentazione del libro 'Che sapore hanno i muri' di Paolo Aleotti, organizzata dalla Società Dante Alighieri e Feltrinelli Arona. L'autore discuterà con la garante dei detenuti Silvia Magistrini della sua esperienza decennale alla guida di un laboratorio di giornalismo nel carcere di Bollate. Il volume narra storie di riscatto e la scoperta di nuovi talenti tra i detenuti, con il coinvolgimento diretto della casa circondariale di Verbania tramite un gruppo di volontari. Questo incontro evidenzia come i percorsi educativi e comunicativi siano essenziali per trasformare il tempo della pena in un'opportunità di reale crescita umana e reinserimento.

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Gorgona (Li). Libri Liberi, confronto con i detenuti su “Amatissima”

L'iniziativa 'Libri liberi', promossa dalla Fondazione De Sanctis, ha portato il romanzo 'Amatissima' di Toni Morrison tra i detenuti, con la partecipazione dell'attore Paolo Briguglia e della giornalista Lorenza Pieri. L'incontro ha stimolato un confronto profondo su temi quali la schiavitù, il trauma e la dignità umana, partendo dalla tragica storia di una madre che sceglie l'infanticidio per salvare la figlia. I partecipanti hanno espresso riflessioni toccanti sulla prigionia psicologica e sulla forza della condivisione per affrontare le fatiche quotidiane. Questo progetto conferma il ruolo fondamentale della cultura e della letteratura come strumenti essenziali per il percorso di riabilitazione sociale nelle carceri.

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Giornali in carcere “contro l’indifferenza sociale”: il premio a Ornella Favero

Ornella Favero, direttrice della rivista 'Ristretti Orizzonti', ha ricevuto il Premio Polidoro per il suo impegno nel restituire dignità e voce ai detenuti della Casa di Reclusione Due Palazzi di Padova. Attraverso progetti editoriali e attività educative, Favero ha costruito un ponte tra la comunità carceraria e il mondo esterno, combattendo l'indifferenza sociale e interpellando la politica. Il premio riconosce il valore dell'informazione come strumento di conoscenza e reinserimento, capace di ridurre la distanza tra il carcere e la società civile. Questo riconoscimento evidenzia l'importanza vitale della comunicazione per abbattere le barriere culturali che isolano il sistema penitenziario italiano.

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Gorizia. Presentazione del libro “Dio ha le mani sporche”, in carcere don Cozzi parla di ascolto

Don Marcello Cozzi ha presentato il suo libro "Dio ha le mani sporche" presso la casa circondariale di Gorizia, invitando a una riflessione profonda sul perdono e sulla dignità umana. Il sacerdote sostiene la necessità di accogliere sia le vittime che i carnefici, rifiutando una società che seleziona chi merita ascolto in base a gerarchie etiche. Attraverso il racconto della sua esperienza con l'associazione Libera, Cozzi sottolinea che ogni persona rappresenta un'infinita possibilità di riscatto, indipendentemente dagli errori commessi. Questo incontro evidenzia la sfida cruciale di integrare l'umanità e la speranza nei percorsi di riabilitazione penale.

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