Firenze. A Sollicciano il primo suicidio del 2026. Detenuto di 29 anni si è tolto la vita

Un detenuto marocchino di 29 anni si è tolto la vita nel carcere di Sollicciano, segnando il primo suicidio del 2026 all'interno del penitenziario fiorentino. L'uomo era stato incarcerato per rapina e resistenza a pubblico ufficiale ed era in attesa della prosecuzione del processo prevista per febbraio. L'articolo evidenzia il contrasto tra questa tragedia e la retorica istituzionale attesa per l'inaugurazione dell'anno giudiziario, spesso priva di azioni concrete. Questo evento, che segue i quattro suicidi avvenuti nella stessa struttura nel 2025, sottolinea la persistente e drammatica crisi del sistema carcerario italiano.

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Padova. Dramma al Due Palazzi, detenuto 74enne si toglie la vita

Un detenuto di 74 anni si è tolto la vita nel carcere Due Palazzi di Padova poco prima di essere trasferito, suscitando la dura reazione dell'associazione Ristretti Orizzonti che parla di 'tragedia annunciata'. Rossella Favero denuncia lo smantellamento del 'modello Padova' e l'interruzione dei percorsi di rieducazione causati dalle recenti decisioni ministeriali e dalla chiusura della sezione Alta Sicurezza 1. Le associazioni e il Terzo settore segnalano come questi provvedimenti distruggano anni di lavoro sul reinserimento sociale, aumentando la pressione su detenuti e agenti. Questo drammatico evento sottolinea la necessità urgente di riconsiderare l'approccio rieducativo del sistema carcerario italiano.

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Carceri, stop alla catastrofe umanitaria

Stefano Anastasia denuncia il collasso del sistema carcerario italiano, segnato da un sovraffollamento insostenibile con 64.000 detenuti per soli 46.000 posti disponibili. L'autore critica l'inefficacia delle promesse governative e la grave carenza di personale, sottolineando come la mancanza di spazi e cure comprometta la funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione. Viene proposta l'adozione urgente di un provvedimento di clemenza per i condannati a pene brevi, al fine di decongestionare gli istituti e prevenire ulteriori tragedie. Questa situazione evidenzia la necessità impellente di un intervento strutturale per evitare il definitivo tracollo del sistema penitenziario.

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Arrivano in Cassazione le firme dei volenterosi. E resta il “rebus” Tar

Il Comitato dei 15 ha depositato oltre 500.000 firme per un referendum oppositivo alla separazione delle carriere, contestando al Tar del Lazio la data del voto fissata per marzo. I ricorrenti chiedono più tempo per informare i cittadini e un quesito referendario più dettagliato, mentre i sostenitori del Sì e l'Avvocatura dello Stato difendono la legittimità dell'iter governativo. Esperti legali come Guzzetta e Tedeschini ritengono il ricorso infondato, sostenendo che nei referendum costituzionali la formulazione del quesito sia già predefinita dalla legge. La decisione del Tar sarà decisiva per stabilire se il voto subirà slittamenti o se si procederà senza precedenti interruzioni. Questa vicenda evidenzia la forte tensione tra la rapidità dell'azione politica e le garanzie di partecipazione democratica nelle riforme della Costituzione.

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Padova. Detenuto suicida in carcere alla vigilia della protesta contro la chiusura del settore AS

Un detenuto della casa di reclusione Due Palazzi di Padova si è tolto la vita a causa dell'imminente trasferimento dovuto alla chiusura improvvisa del settore di Alta sicurezza. L'associazione Ristretti Orizzonti ha denunciato come tale decisione interrompa bruscamente anni di percorsi rieducativi portati avanti con il supporto del terzo settore. Le associazioni operanti nel carcere hanno inviato una lettera al Ministro Nordio e ai vertici del DAP richiedendo un incontro urgente per discutere la situazione. Questo tragico evento evidenzia l'impatto devastante delle decisioni amministrative sulla stabilità psicologica dei detenuti e sui loro percorsi di reinserimento.

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Napoli. In cella senza cure né pietà, agonia e morte di Giosuè

Sergio D’Elia narra la drammatica morte di Giosuè Chindamo, un detenuto di 64 anni deceduto dopo trentacinque anni di reclusione nonostante gravi patologie croniche. L'articolo evidenzia un grave caso di negligenza medica, in cui i segnali di una leucemia e di problemi cardiaci sono stati ignorati per anni, portando a una diagnosi tardiva e a cure del tutto inadeguate. Nonostante le perizie mediche dichiarassero la sua condizione incompatibile con il carcere, a Chindamo non è stata concessa alcuna misura alternativa o atto di umana pietà. Questa vicenda solleva un interrogativo critico sulla capacità del sistema penitenziario italiano di tutelare la salute e la dignità dei detenuti.

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Monza. Nel carcere la stanza dell’affettività: uno spazio “libero” per i legami affettivi e intimi

Presso la Casa circondariale di Monza sta per essere inaugurata la "stanza dell'affettività", uno spazio protetto senza sorveglianza diretta per permettere ai detenuti di mantenere legami intimi e familiari. Secondo il consigliere Paolo Piffer, questa iniziativa rappresenta un passo fondamentale verso l'umanizzazione della pena e la riduzione della recidiva attraverso il sostegno relazionale. Il progetto si inserisce in un ampio ventaglio di attività rieducative già presenti nella struttura, come laboratori musicali e professionali, volti a favorire la reintegrazione sociale. Questo traguardo dimostra l'importanza di bilanciare la funzione punitiva della detenzione con la tutela della dignità umana e degli affetti.

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Morte a Milano, l’agente non doveva essere nel boschetto

Un poliziotto di 40 anni è indagato per omicidio volontario dopo aver ucciso il ventottenne Abderrahim Mansouri a Milano, sostenendo di aver sparato per legittima difesa contro quella che sembrava un'arma vera, rivelatasi poi a salve. La famiglia della vittima chiede verità sulla dinamica del fatto, avvenuto durante un intervento non ufficialmente assegnato all'agente in una zona nota per lo spaccio. Mentre l'indagato resta in servizio, la procura cerca riscontri tramite autopsia, perizie balistiche e possibili filmati delle telecamere circostanti. Questo caso solleva dubbi critici sulla proporzionalità dell'uso della forza e sulla gestione degli interventi di polizia nelle aree periferiche.

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Roma. Giorgio, anziano e invalido, in cella a Rebibbia per poche monete

L'articolo racconta la storia di Giorgio P., un ex operaio e veterano di 62 anni condannato a sei mesi di carcere per un presunto furto di poche monete avvenuto dieci anni prima. Nonostante una vita di lavoro regolare, Giorgio è caduto in povertà a causa di una malattia degenerativa, finendo per vivere come senza fissa dimora. La sua carcerazione attuale deriva dall'impossibilità di accedere a misure alternative, data la mancanza di un domicilio stabile disposto ad accoglierlo. Questo caso emblematico evidenzia come il sistema penale italiano spesso finisca per colpire duramente i soggetti più fragili che non godono di una adeguata protezione sociale.

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Brescia. A Verziano si prendono le misure per l’ampliamento del carcere, i tempi si allungano al 2030

I tecnici hanno avviato i rilievi volumetrici per l'ampliamento del carcere di Verziano a Brescia, operazione fondamentale per la stesura del progetto preliminare. Nonostante i 38 milioni di euro stanziati, i ritardi burocratici rendono ormai improbabile la conclusione dell'opera entro il 2029, spostando l'orizzonte temporale almeno al 2030. L'intervento è decisivo per permettere la chiusura definitiva del sovraffollato istituto Nerio Fischione, ma restano criticità legate agli espropri e alla mancanza di dialogo tra Ministero e Comune. Questo ritardo mette in luce le difficoltà strutturali nel gestire l'emergenza edilizia e il sovraffollamento delle carceri italiane.

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Le carceri francesi tra le peggiori d’Europa

Il rapporto del Comitato anti-tortura del Consiglio d'Europa denuncia le condizioni critiche delle carceri francesi, definite veri e propri "magazzini di esseri umani". Con oltre 86.000 detenuti a fronte di circa 63.000 posti, il sovraffollamento estremo causa gravi carenze igieniche, episodi di violenza e una preoccupante mancanza di assistenza sanitaria. Il documento segnala inoltre l’uso di tecniche di arresto pericolose e condizioni fatiscenti in molte stazioni di polizia e gendarmeria. Nonostante il piano governativo per la costruzione di nuove strutture modulari, la Francia rimane tra i Paesi europei con la peggiore densità carceraria. Questa situazione evidenzia la necessità urgente di garantire livelli essenziali di dignità umana all'interno dei sistemi penitenziari europei.

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Stati Uniti. Liam, Chloe e gli altri 3.800: essere bambini nella “Ice Age”

L'articolo riporta che, dall'inizio del secondo mandato di Donald Trump, l'ICE ha detenuto oltre 3.800 minorenni, causando un drastico calo della frequenza scolastica in Minnesota per il clima di paura. Attraverso le storie di bambini come Liam e Chloe, viene descritto l'impatto traumatico della militarizzazione della vita quotidiana e delle separazioni familiari. La sociologa Joanna Dreby sottolinea come tali esperienze provochino ansia cronica, depressione e danni permanenti allo sviluppo dei minori. Questa situazione solleva una questione critica sulla tutela dei diritti umani fondamentali nell'ambito delle politiche migratorie statunitensi.

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Il bavaglio delle querele temerarie: all’Italia il record europeo

Secondo il rapporto della Coalition Against SLAPPs in Europe, l'Italia detiene per il secondo anno consecutivo il primato europeo per querele temerarie, con 21 azioni legali censite nel 2024. Queste pratiche, note come SLAPP, mirano a intimidire giornalisti e attivisti attraverso richieste di risarcimento sproporzionate, logorando la libertà di stampa e il dibattito pubblico. La normativa europea approvata nel 2024 offre tutele solo per i casi transfrontalieri, lasciando la gran parte dei procedimenti nazionali priva di garanzie adeguate. Questo scenario evidenzia una crisi strutturale della libertà di informazione in Italia che richiede un intervento legislativo nazionale urgente per proteggere il diritto di critica.

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Prato. Sovraffollamento e risarcimento ai detenuti, un incontro organizzato dalla Camera penale

Venerdì 30 gennaio a Prato si terrà un incontro focalizzato sul sovraffollamento carcerario e sui rimedi risarcitori per i detenuti ospitati in celle che non rispettano i parametri minimi di legge. L'evento, promosso dalla Camera penale di Prato, analizzerà come misure alternative, pene sostitutive e riduzioni di pena possano mitigare una crisi strutturale che vede il carcere della Dogaia tra i casi più critici. Interverranno magistrati, docenti e parlamentari per discutere gli effetti della giurisprudenza successiva alla sentenza Torreggiani sulla negligenza del sistema penitenziario. Come sottolineato dall’avvocato Elena Augustin, l'accoglimento dei risarcimenti è la prova di un sistema che non funziona, evidenziando una criticità fondamentale per la tutela dei diritti nel sistema penale italiano.

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Bari. All’Ipm Fornelli torna in scena da oggi la Compagnia della Sala Prove

Lo spettacolo 'Traggiche criature o della sostanza dei sogni', interpretato dai giovani detenuti dell'Istituto Penale per i Minorenni 'Fornelli' di Bari, torna in scena a fine gennaio dopo il successo del debutto. Scritto e diretto da Lello Tedeschi, il progetto fa parte dell'iniziativa nazionale 'Per Aspera ad Astra' e coinvolge i ragazzi in percorsi formativi legati alla recitazione e alle tecniche di scena. Attraverso testi di autori classici come Shakespeare e Wilde, i giovani attori riflettono sul concetto di destino e sulla possibilità di riscattare la propria esistenza tramite l'espressione artistica. Questa iniziativa evidenzia come il teatro rappresenti uno strumento fondamentale per la riabilitazione e la crescita personale nel sistema carcerario minorile.

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Napoli. A Scampia l’arte del cucito, ago e filo per intrecciare inclusione, riscatto e futuro

Il progetto di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), promosso dalla Fondazione Isaia ed Eitd, offre a giovani di Scampia e detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere l'opportunità di imparare l'arte dell'alta sartoria napoletana. Attraverso lo studio dei tessuti e delle tecniche di rifinitura a mano, i partecipanti acquisiscono competenze d'eccellenza che trasformano il disagio sociale in una concreta possibilità di riscatto. Storie come quella di Alessia, assunta ancor prima del diploma, dimostrano l'efficacia di coniugare tradizione artigianale e percorsi rieducativi. Questa iniziativa sottolinea l'importanza cruciale della formazione professionale come strumento di reinserimento sociale e dignità umana per chi vive ai margini della società.

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“AS3”, romanzo che racconta la vita in un carcere femminile (in cui “è molto, molto difficile essere madre”)

Valerio Callieri presenta il suo nuovo romanzo 'AS3', nato da un laboratorio di scrittura condotto nella sezione femminile di Alta Sicurezza 3 del carcere di Rebibbia. Il testo esplora la complessa realtà delle detenute condannate per reati di mafia, descrivendo l'alienazione quotidiana, le assurdità burocratiche e la sofferenza legata alla distanza dagli affetti. Attraverso il racconto di esperienze dirette, l'autore restituisce umanità a un contesto spesso ignorato, evidenziando le contraddizioni del sistema penitenziario. Questa testimonianza sottolinea l'urgenza di una riflessione profonda sulle condizioni di detenzione e sulla dignità delle persone recluse in Italia.

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Migranti. La salute non è una variabile dell’ordine pubblico

Numerosi professionisti della sanità hanno lanciato un appello contro la circolare del Ministero dell'Interno del 20 gennaio 2026, che propone di ritardare le visite di idoneità medica per i migranti nei CPR. I firmatari sostengono che la valutazione medica debba restare un atto preventivo e inderogabile per identificare vulnerabilità fisiche o psichiche e prevenire gravi rischi sanitari. L'appello sottolinea inoltre che i CPR non sono strutture idonee alla gestione di persone con dipendenze, ribadendo che la deontologia medica e l'Articolo 32 della Costituzione devono prevalere sulle esigenze di ordine pubblico. Si richiede l'intervento degli ordini professionali e del Garante nazionale per garantire che l'autonomia dei medici non venga limitata da scopi puramente securitari. Questa iniziativa evidenzia una criticità profonda nel rapporto tra politiche migratorie e il rispetto dei diritti fondamentali alla salute.

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Migranti. Gli ennesimi 380 dispersi nel Mediterraneo, ma la Guardia costiera non ha datola notizia

Circa 380 persone risultano disperse nel Mediterraneo dopo essere partite da Sfax, in Tunisia, a bordo di otto imbarcazioni tra il 14 e il 21 gennaio 2026. La notizia è stata resa nota solo grazie al monitoraggio del giornalista Sergio Scandura di Radio Radicale, che ha intercettato un dispaccio della Guardia costiera italiana non comunicato pubblicamente. Le partenze sono avvenute in coincidenza con il ciclone Harry, che ha causato onde alte fino a sette metri e raffiche di vento estreme. L'episodio solleva critiche sulla mancanza di trasparenza del governo italiano riguardo alle tragedie in mare e mette in discussione l'efficacia degli accordi migratori con la Tunisia. Questa vicenda evidenzia una preoccupante gestione del sistema di comunicazione istituzionale sulle stragi migratorie.

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