Prato. Sovraffollamento e risarcimento ai detenuti, un incontro organizzato dalla Camera penale
Riassunto
Venerdì 30 gennaio a Prato si terrà un incontro focalizzato sul sovraffollamento carcerario e sui rimedi risarcitori per i detenuti ospitati in celle che non rispettano i parametri minimi di legge. L'evento, promosso dalla Camera penale di Prato, analizzerà come misure alternative, pene sostitutive e riduzioni di pena possano mitigare una crisi strutturale che vede il carcere della Dogaia tra i casi più critici. Interverranno magistrati, docenti e parlamentari per discutere gli effetti della giurisprudenza successiva alla sentenza Torreggiani sulla negligenza del sistema penitenziario. Come sottolineato dall’avvocato Elena Augustin, l'accoglimento dei risarcimenti è la prova di un sistema che non funziona, evidenziando una criticità fondamentale per la tutela dei diritti nel sistema penale italiano.
Appuntamento venerdì prossimo a palazzo Banci Buonamici per affrontare un tema di stretta attualità come quello degli spazi detentivi spesso ristretti e insufficienti che producono il riconoscimento del danno al recluso. Alternative e soluzioni al centro del dibattito. Riduzioni di pena, risarcimenti e trasferimenti per detenuti costretti a vivere in celle che non rispettano i parametri minimi di legge. È questa una delle conseguenze concrete del sovraffollamento carcerario, tema al centro dell’incontro in programma venerdì 30 gennaio, a partire dalle 15.30, nella sala del Gonfalone di palazzo Banci Buonamici, a Prato (ingresso libero e gratuito).
L’evento, promosso dalla Camera penale di Prato, affronterà in particolare se e quanto i rimedi risarcitori, la liberazione anticipata, le pene sostitutive delle pene detentive brevi e le misure alternative possano incidere sulla riduzione del sovraffollamento negli istituti penitenziari. In Toscana, secondo gli ultimi dati disponibili, le persone detenute adulte sono oltre 3.200. Il sovraffollamento e le condizioni delle celle rappresentano da anni una criticità diffusa, documentata da numerose testimonianze e perizie. Al centro del dibattito vi saranno gli effetti della sentenza Torreggiani e della giurisprudenza successiva, che consentono ai detenuti di chiedere interventi quando le celle non rispettano i parametri minimi di spazio. In Toscana i casi documentati riguardano gli istituti di Livorno, Sollicciano e Prato.
Proprio nel carcere pratese della Dogaia una parte significativa delle richieste fondate su condizioni illegittime è stata accolta. “I rimedi risarcitori e le riduzioni di pena alleviano la detenzione delle persone ma non sono una vittoria: sono la prova di un sistema che non funziona e di una negligenza strutturale - sottolinea l’avvocato Elena Augustin, presidente della Camera penale di Prato - è stato dimostrato che nelle celle della Dogaia i detenuti vivono in condizioni che non rispettano i parametri minimi di legge. Sospettiamo che questo possa accadere in altre strutture penitenziarie”.
All’incontro interverranno Marcello Bortolato, presidente del tribunale di Sorveglianza di Firenze, Gianpaolo Catanzariti, responsabile dell’Osservatorio carcere dell’Unione delle Camere penali Italiane, Veronica Manca, avvocato penalista e ricercatrice all’Università di Trento, Emilio Santoro, ordinario di Filosofia del diritto all’Università di Firenze. È previsto anche l’intervento dell’onorevole Roberto Giachetti, deputato, sulle iniziative parlamentari in corso per affrontare il sovraffollamento negli istituti penitenziari. A moderare l’incontro saranno Elena Augustin (presidente Camera Penale di Prato) e Sara Mazzoncini, componente della Commissione Carcere della Camera Penale di Prato.