“AS3”, romanzo che racconta la vita in un carcere femminile (in cui “è molto, molto difficile essere madre”)
Valerio Callieri
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illibraio.it
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Riassunto
Valerio Callieri presenta il suo nuovo romanzo 'AS3', nato da un laboratorio di scrittura condotto nella sezione femminile di Alta Sicurezza 3 del carcere di Rebibbia. Il testo esplora la complessa realtà delle detenute condannate per reati di mafia, descrivendo l'alienazione quotidiana, le assurdità burocratiche e la sofferenza legata alla distanza dagli affetti. Attraverso il racconto di esperienze dirette, l'autore restituisce umanità a un contesto spesso ignorato, evidenziando le contraddizioni del sistema penitenziario. Questa testimonianza sottolinea l'urgenza di una riflessione profonda sulle condizioni di detenzione e sulla dignità delle persone recluse in Italia.
Il volume 'Un giorno, tre autunni', curato da Brunella Lottero e Cinzia Morone, raccoglie 112 testi scritti dalle detenute del carcere Lorusso e Cotugno di Torino durante un laboratorio ispirato alle opere di Elsa Morante. Attraverso una narrazione corale e priva di censura, le donne denunciano l'inutilità del sistema carcerario, descrivendo giornate segnate da degrado, urla e una totale assenza di percorsi rieducativi o lavorativi. Il libro mette in luce la disperazione di chi vive la reclusione come una sospensione vuota che alimenta solo la paura del futuro e del reinserimento sociale. Questa opera evidenzia l'aberrante crudeltà dell'universo penitenziario italiano e la necessità di una riflessione profonda sulla dignità umana.
L'articolo riporta la presentazione del libro 'L’emergenza negata. Il collasso delle carceri italiane', scritto da Gianni Alemanno e Fabio Falbo, che denuncia il grave sovraffollamento e l'inefficacia rieducativa del sistema penitenziario. Durante l'incontro, esperti e giuristi hanno descritto il carcere come una 'discarica sociale', criticando le logiche burocratiche e gli slogan populisti che ignorano la funzione costituzionale della pena. Gli interventi sottolineano la necessità di superare l'attuale modello punitivo in favore di un sistema che garantisca protezione e reale reinserimento sociale. Questa situazione evidenzia una criticità profonda per lo Stato di diritto e per la tutela della dignità umana all'interno delle carceri italiane.
L'articolo descrive un'assemblea nazionale a Roma promossa da Arci e altre organizzazioni per denunciare le condizioni drammatiche delle carceri italiane, segnate da un grave sovraffollamento e un alto numero di suicidi. Viene lanciato un appello al Parlamento per provvedimenti di clemenza e per una trasformazione del sistema che privilegi la dignità umana e le misure alternative alla detenzione. L'autore sottolinea l'importanza di investire in attività culturali e sociali come strumenti di riabilitazione per abbattere la recidiva e rispettare il dettato costituzionale. Questa situazione evidenzia l'urgenza di una riforma strutturale che ponga fine ai trattamenti inumani e degradanti denunciati anche dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.