Migranti. La salute non è una variabile dell’ordine pubblico

Riassunto

Numerosi professionisti della sanità hanno lanciato un appello contro la circolare del Ministero dell'Interno del 20 gennaio 2026, che propone di ritardare le visite di idoneità medica per i migranti nei CPR. I firmatari sostengono che la valutazione medica debba restare un atto preventivo e inderogabile per identificare vulnerabilità fisiche o psichiche e prevenire gravi rischi sanitari. L'appello sottolinea inoltre che i CPR non sono strutture idonee alla gestione di persone con dipendenze, ribadendo che la deontologia medica e l'Articolo 32 della Costituzione devono prevalere sulle esigenze di ordine pubblico. Si richiede l'intervento degli ordini professionali e del Garante nazionale per garantire che l'autonomia dei medici non venga limitata da scopi puramente securitari. Questa iniziativa evidenzia una criticità profonda nel rapporto tra politiche migratorie e il rispetto dei diritti fondamentali alla salute.

Leggi l'articolo completo su Il Manifesto →