L'articolo analizza il rapporto 2026 del Tavolo Asilo e Immigrazione, denunciando i CPR come "istituzioni totali" strutturalmente degradate e lesive dei diritti fondamentali. Il monitoraggio evidenzia un'inquietante opacità amministrativa che ostacola le ispezioni, oltre all'inagibilità di quasi la metà dei posti disponibili a causa di rivolte e mancanza di manutenzione. Nonostante l'obiettivo dichiarato delle espulsioni, il sistema si dimostra radicalmente inefficace e opera costantemente al di sotto delle sue capacità effettive. Questa situazione mette in luce l'urgenza di superare un modello detentivo che appare non solo disumano, ma anche funzionalmente inutile per lo Stato.
L'articolo critica duramente la risposta del Ministro Piantedosi sul caso di Assan, un migrante con problemi psichiatrici trattenuto per mesi nel CPR di Milano prima di essere trasferito in Albania. Nonostante sia stato dichiarato inidoneo a Gjader, l'uomo è stato riportato in Italia e abbandonato senza assistenza, rendendosi infine irreperibile. Il testo denuncia l'inadeguatezza delle valutazioni mediche nei centri e la violazione dei regolamenti che vietano la detenzione di persone vulnerabili. Questa vicenda solleva gravi interrogativi sulla tutela dei diritti umani e sulla gestione della salute mentale all'interno del sistema di detenzione amministrativa italiano.
Vittorio Agnoletto, Nicola Cocco, Antonello D’Elia et al.
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Il Manifesto
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Numerosi professionisti della sanità hanno lanciato un appello contro la circolare del Ministero dell'Interno del 20 gennaio 2026, che propone di ritardare le visite di idoneità medica per i migranti nei CPR. I firmatari sostengono che la valutazione medica debba restare un atto preventivo e inderogabile per identificare vulnerabilità fisiche o psichiche e prevenire gravi rischi sanitari. L'appello sottolinea inoltre che i CPR non sono strutture idonee alla gestione di persone con dipendenze, ribadendo che la deontologia medica e l'Articolo 32 della Costituzione devono prevalere sulle esigenze di ordine pubblico. Si richiede l'intervento degli ordini professionali e del Garante nazionale per garantire che l'autonomia dei medici non venga limitata da scopi puramente securitari. Questa iniziativa evidenzia una criticità profonda nel rapporto tra politiche migratorie e il rispetto dei diritti fondamentali alla salute.
L'articolo analizza la grave crisi del sistema carcerario italiano al termine del 2025, segnato da un sovraffollamento record di oltre 17.000 detenuti oltre la capienza e da ben 80 suicidi. Nonostante gli appelli del Papa e del Presidente Mattarella, le condizioni igienico-sanitarie restano critiche e il 'Decreto Carceri' del 2024 si è rivelato inefficace nel fornire soluzioni concrete. La carenza di personale e la negazione del diritto alla salute trasformano le strutture in luoghi di sofferenza e abbandono piuttosto che di riabilitazione. Tutto ciò evidenzia la necessità urgente di riforme strutturali per evitare che il sistema penitenziario collassi definitivamente trasformandosi in una mera discarica sociale.