Bari. All’Ipm Fornelli torna in scena da oggi la Compagnia della Sala Prove

Riassunto

Lo spettacolo 'Traggiche criature o della sostanza dei sogni', interpretato dai giovani detenuti dell'Istituto Penale per i Minorenni 'Fornelli' di Bari, torna in scena a fine gennaio dopo il successo del debutto. Scritto e diretto da Lello Tedeschi, il progetto fa parte dell'iniziativa nazionale 'Per Aspera ad Astra' e coinvolge i ragazzi in percorsi formativi legati alla recitazione e alle tecniche di scena. Attraverso testi di autori classici come Shakespeare e Wilde, i giovani attori riflettono sul concetto di destino e sulla possibilità di riscattare la propria esistenza tramite l'espressione artistica. Questa iniziativa evidenzia come il teatro rappresenti uno strumento fondamentale per la riabilitazione e la crescita personale nel sistema carcerario minorile.

Corriere del Mezzogiorno, 28 gennaio 2026
Nuove repliche in programma a fine gennaio per “Traggiche criature o della sostanza dei sogni”, dopo il grande riscontro di pubblico al debutto di novembre. La Compagnia della Sala Prove, composta da giovani detenuti attori dell’Istituto Penale per i Minorenni “Fornelli” di Bari, sarà nuovamente in scena da questa sera fino a venerdì (ore 20.30) con lo spettacolo scritto e diretto da Lello Tedeschi, curatore da oltre 25 anni di Sala Prove, centro stabile di formazione, produzione e ricerca teatrale per e con i giovani detenuti dell’Ipm, e promosso dal 1998 da Teatri di Bari/Teatro Kismet con il Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia. L’evento rientra nel progetto nazionale “Per Aspera ad Astra riconfigurare il carcere attraverso la bellezza”, promosso da Acri, che prevede oltre al percorso formativo alla pratica di scena, anche corsi di illuminotecnica, scenotecnica, audiovisivo.
Traggiche criature o della sostanza dei sogni nel piacere per una teatralità sfacciata e manifesta, pescando tra creature più o meno “tragiche” della letteratura teatrale e non - testi da Flaiano, Mishima, Shakespeare e Wilde - su cui lavorare e da mettere in vita scenica e in relazione. Creature intrappolate dal proprio destino cui proviamo a dare voce e corpo, immaginandole in un teatro in cui giocano a rievocare le vicende che hanno contrassegnato la propria “tragica” esistenza. La scena, per queste creature immaginarie, è diventata così occasione per riflettere sulla gabbia del proprio destino, che forse non è così segnato come sembra, o come ce lo raccontano.